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Sanità
Epilessia: “il piccolo male”
2 -Dalla crisi epilettica, alle “gneralizzate” e le “assenze”
di Antonio Sarappa
Riprendo con Voi, amici lettori, il tema dell’epilessia di cui ho, per sommi capi, narrato, nel precedente articolo, le vicissitudini che attraverso i secoli hanno vissuto le persone affette da questa malattia. Per questo credo che sia necessario passare oltre e affrontare il capitolo dell’inquadramento clinico della malattia attraverso il quale, spero, contribuire alla chiarezza su un argomento così importante.
 
Per crisi epilettica si intende un evento parossistico per scarica abnorme e ipersincrona di neuroni del S.N.C. Per epilessia si intende la presenza di convulsioni ricorrenti, secondarie a una condizione patologica cronica sottostante. Le crisi epilettiche, a loro volta, si distinguono in focali e generalizzate. Quelle focali  si dicono parziali quando originano da un’area limitata della corteccia cerebrale in conseguenza di anomalie strutturali.
 
Si definiscono generalizzate, invece, quando originano in modo diffuso, bilaterale, simmetrico, a causa di anomalie biochimiche o strutturali diffuse. Sul piano clinico la differenza tra le due forme si concretizza nel fatto che nelle crisi parziali (tranne in quelle definite “parziali complesse” in cui il paziente non interagisce con l’ambiente circostante, non risponde a stimoli visivi e verbali, non ha memoria dell’evento accaduto che è preceduto da sintomi premonitori, la cosiddetta “aura”) non si hanno variazioni nello stato di coscienza mentre in quelle generalizzate si osservano improvvise perdite brevi dello stato di coscienza di pochi secondi di durata, con immediato ritorno alla condizione cosciente.
 
Si tratta, delle tipiche “assenze”, di frequente riscontro nell’infanzia e nell’adolescenza, che possono avvenire anche 100 volte e più nella stessa giornata e che caratterizzano la condizione clinica del “piccolo male” così chiamato per distinguerlo dall’altra forma di epilessia generalizzata chiamata  “grande male”. In quest’ultima forma, l’esordio, improvviso, è seguito da una fase tonica caratterizzata da contrazione dei muscoli, grida, cianosi, difficoltà respiratoria. Segue, dopo pochi secondi, una fase clonica con rilassamento muscolare, nessuna risposta a stimoli, aumentata salivazione e talvolta incontinenza fecale e urinaria.
 
Accanto a queste forme classiche, vanno considerate le sindromi epilettiche che presentano meccanismi e caratteristiche cliniche comuni all’epilessia vera e propria. Alcune di queste sindromi riconoscono un background genetico e altre un’origine autoimmune. I meccanismi diepilettogenesi nelle forme autoimmuni riconoscono la presenza di anticorpi (autoanticorpi) rivolti contro canali ionici (canali di potassio e calcio voltaggio dipendente),  recettori del glutammato di tipo 3 (GLU3),  decarbossilasi dell’acido glutammico (GAD) e inoltre gangliosidi,cardiolipine, DNA e antigeni nucleari.
 
Anticorpi anti-canali del potassio voltaggio dipendente (anti-VGKC) -I canali ionici voltaggio-dipendenti sono proteine di membrana attivate che regolano il passaggio di ioni quali Na (sodio), K (potassio), Ca (calcio) e Cl (cloro), fra l'esterno e l'interno della cellula. La capacità dei canali ionici di condurre ioni attraverso la membrana delle cellule nervose (neuroni) in entrambe le direzioni e quindi di generare potenziali d'azione necessari per attivare l'eccitabilità cellulare rappresenta la condizione indispensabile per consentire processi fondamentali come la trasmissione nervosa, la trasduzione sensoriale (codificazione ed elaborazione degli stimoli sensoriali), la contrazione muscolare, la trasmissione sinaptica oltre ai processi di apprendimento e memoria.
 
I VGCK così come quelli calcio-dipendenti sono ampiamente distribuiti nel Sistema nervoso centrale e periferico: la loro presenza è indispensabile nel controllo del meccanismo di eccitabilità di membrana. Gli anticorpi anti canali-ionici alterano il normale funzionamento biologico dando luogo, sul piano clinico a sindromi caratterizzate da ipereccitabilità. E’ il caso della neuromiotonia, una malattia neuromuscolare prevalentemente dei giovani adulti che lamentano crampi muscolari e debolezza muscolare interessante i muscoli della faringe e della laringe, con conseguente alterazione del linguaggio e della respirazione.
 
Bethan Lang dell’Oxford University ha studiato il coinvolgimento del sistema immunitario in alcune forme di epilessia ricercando nel siero dei pazienti affetti da epilessia o da malattie associate a crisi convulsive la presenza di autoanticorpi anti canali-ionici. Lang, in uno studio da Lui condotto, ha esaminato tre gruppi di pazienti rispettivamente affetti da malattia autoimmune preesistente, da sospetta malattia autoimmune e da epilessia resistente ai farmaci. Ebbene Lang ha notato un più alto livello di anticorpi nei soggetti con crisi convulsive e in quelli affetti da epilessia. La conferma che si trattasse di forme cliniche su base autoimmune sostenute da anticorpi anti canali-ionici si è ottenuta con il miglioramento della sintomatologia clinica mediante il trattamento con terapie immunomodulanti e con la dimostrazione sperimentale della patogenicità degli anticorpi nel trasferimento passivo della malattia convulsiva da animali ammalati a quelli sani.
 
Questo, in verità, non rappresenta una novità. E’ noto, infatti, che in corso di alcune patologie autoimmuni, possono manifestarsi quadri clinici epilettici come, ad esempio, nella malattia celiaca in cui si osserva, ricorrendo alla diagnostica per “imaging”, la presenza di focolai calcifici in sede occipitale determinata da carenza di folati per malassorbimento.
 
Continua
18/9/2010
  
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