Cronaca
Gudmorning London
Parte 16: E gli inglesi cosa pensano di noi? - Seconda parte
di Laura Bonetti
Riprendendo la discussione della scorsa settimana sugli stereotipi con cui gli inglesi caratterizzano gli italiani, non si puo’ di certo evitare di scrivere della famiglia o famigghia, come direbbe Don Vito Corleone. Gli italiani possono sempre contare sui propri parenti, soprattutto nelle situazioni difficili da gestire, e sulla propria mamma. Al punto tale che questo tipo di stereotipo puo’ generarne altri due: l’essere “mammoni” e la mafia Soprano’s style.

Sembra che gli italiani in genere non lascino la casa dei genitori prima del matrimonio e che dipendano dalle proprie mamme totalmente. E’ la mamma che cucina, che provvede a stirare le camicie e a lavare i pantaloni, anche 35 anni. Questa cosa e’ vista negativamente dagli inglesi, soprattutto dalle donne, che considerano quest’atteggiamento una forma di lassismo e pigrizia. Probabilmente ignorano eventuali altri motivi per cui questo accade: per esempio spesso non si arriva ad un’indipendenza economica cosi’ presto, la precarieta’ e’ ormai onnipresente e la richiesta di un mutuo diventa sempre piu’ proibitiva. Tali ragioni non giustificano assolutamente questo comportamento ma di certo possono limitarne la generalizzazione.

La famiglia e’ cosi’ presente che a volte si finisce per fare delle associazioni, che vanno oltre la legalita’ e il senso dell’umorismo. Una delle prime parole che associano a Napoli e’ la parola mafia e quindi perche’ non fare di tutta l’erba un fascio? Inoltre i mezzi di comunicazione non aiutano, affiliando spesso gli italiani alla mafia, gratuitamente. La verita’ e’ che il problema esiste, ci riguarda e soprattutto non ne andiamo orgogliosi. Non tutti gli italiani sono mafiosi e i nostri cari inglesi dovrebbero capire che scherzarci su non e’ poi tanto divertente.

(Continua)

Colonna Sonora:  U2, “Pride (In the name of love)”

18/5/2009
  
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