Contatta napoli.com con skype

Cronaca
Bassolino salvi la Campania e vada a casa
di Gaspare Russo* (da: Roma del 11/01/2008)
Il disastro – un fallimento politico, istituzionale, sociale, economico senza precedenti – non ha responsabili. E’ la vecchia logica: tutti responsabili, nessun responsabile. E’ la vittoria della cultura mafiosa: «Io non c’ero, se c’ero non ho visto né sentito niente e se c’ero dormivo».

La Regione e il Comune di Napoli, epicentro attuale della crisi, tacciono, non ci sono, aspettano che «adda da passa’ ‘a nuttata» (alla De Filippo). E quando qualcuno parla (incautamente, come De Mita) straparla, dimenticando che la Regione, prima responsabile del disastro rifiuti, da anni è (s)governata da una gestione biconsolare (Sassolino-De Mita).

Nell’antica Roma repubblicana i due consoli erano avvicendati ogni anno, i nostri si ritengono inamovibili. In un paese normale sarebbero già stati mandati via o se ne sarebbero andati spontaneamente. In Campania esistono tutte le condizioni per lo scioglimento della regione e del Comune. Una soluzione doverosa, ma allo stato non praticabile e, forse, neanche utile. Lo scioglimento non lo vuole nessuno, né la Presidenza della Repubblica né il Governo (problema Pecoraro Scanio), né i partiti. L’accusa più cocente, quando è stata assunta la decisione di riaprire la discarica di Pianura, è stata pronunciata dal prefetto di Napoli, Pansa, prima di buttare la spugna: «E’ mancata la mediazione politica».

E chi avrebbe dovuto farla, se non Sassolino e la Iervolino?
Per uscire dalla crisi, ridare fiducia alla gente, serve uno schok. Può provocarlo solo con un’iniziativa spontanea e personale (e nel suo stesso interesse) il presidente Sassolino, rassegnando le dimissioni. Non seguirà necessariamente lo scioglimento della Regione. Esistono altre soluzioni.

* Presidente della Regione Campania dal 1976 al 1979
11/1/2008
  
RICERCA ARTICOLI