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La favola di Maradona
La sua storia a puntate - 13
di Mimmo Carratelli
Diego Maradona in Nazionale nel 1979 (Foto tratta dal sito ufficiale www.diegomaradona.com)
Fine dellavventura col Barcellona. Anche il campionato 83-84 andato in fumo. Hai giocato poco: 16 partite, 11 gol. Che cosa ti succede, Diego? Giochi lultima partita il 22 aprile contro lEspanol. Ti fai buttar fuori dallarbitro dopo mezzora. Ti resta la Coppa del Re. A maggio giochi la finale contro lAtletico Bilbao a Madrid.
Coi baschi sempre una battaglia. Goichoechea si riaffaccia allorizzonte. Stavolta i suoi colpi sono carezze, ma tu pensi: Vorr finire il suo lavoro?. Il Bara perde 0-1. La conclusione del match una rissa indicibile col re Juan Carlos in tribuna donore. Una vergogna. Ma il re ti invita alla Zarzuela. Sei pur sempre Diego Armando Maradona. Unora e mezza di colloquio, il ricordo piacevole del tuo soggiorno spagnolo.
Hola, Diego. Il vicepresidente del Barcellona Joan Gaspart non vuole mollarti, sta dalla tua parte, punta sulle tue stelle filanti, non ha lantipatia e il distacco del presidente Nunez. Al presidente hai detto: Voglio che mi venda. Gaspart ti presenta il nuovo contratto in bianco: Metti tu la cifra che vuoi. Ma ti senti gi estraneo al Barcellona e straniero a Barcellona.
Facciamo una pausa, Diego.
Voglio ricordarmi la tua incredibile spacconata del 1979, partita Argentina-Bulgaria 2-1 risolta da un gol di Houseman e da un rigore di Passarella. Avevi 19 anni, peste di un funambolo.
A un certo punto del match ti va proprio di scherzare. Fai un dribbling a Stoikov, bruci sullo scatto Grantcharov, il portiere Hristov esce dai pali e tu lo eviti. Hai la porta spalancata davanti a te. Lo fai il gol o no?
Troppo facile, devi pensare. Perch esiti e aspetti il recupero del difensore Dimitrov. Naturalmente lo eviti, poi sullultima entrata di Stojanov nascondi la palla col sinistro. Che cosa vuoi fare, ora? La porta di nuovo spalancata e invitante.
La danza finita, tocchi il pallone di sinistro e lo mandi fuori, a fil di palo. Vuoi farci impazzire, Dieguito?
Il tuo pallone gioia, spettacolo, tango, abilit, arte. Ma non puoi farci morire cos dopo un lungo balletto.
Ne voglio ricordare altre due, pibe, del 1980.
La prima. Sei ancora nellArgentinos e devi giocare contro il Boca. In porta il tuo avversario Hugo Gatti, il loco, il pazzariello, il portiere che veste sempre maglie sgargianti, che si tiene i capelli con un legaccio sulla fronte, una bandana economica, e giocher nella sua lunga carriera 800 partite, forse di pi, e parer una ventina di rigori, e, una volta, in un match in cui non gli arrivava neanche un tiro, si sedette sopra la traversa! Un matto. Unaltra volta i tifosi del Boca gli tirarono una scopa, lui la prese e si mise a spazzare larea di rigore.
Un grande portiere e un adorabile burlone. Tu sei un piccolo astro, lui gi un campione affermato. Prima della partita ti stuzzica sui giornali. Maradona un ragazzino con la tendenza a ingrassare. Cyterszpiller ti riferisce la frase e ti stuzzica a sua volta: Fagli vedere chi sei. Fagli due gol e chiudi la storia. Immagino la tua faccia sbarazzina, Dieguito, quando rispondi: Due gol? Ma gliene faccio quattro.
Vai in campo e quattro gliene fai al loco Gatti. Il primo gol su rigore, il secondo con una punizione al bacio, il terzo lo beffi di piatto sulla sua uscita dai pali, il quarto unaltra punizione, una di quelle tue palommelle irresistibili.
Il loco ci rimane di sale. Un giorno dir: Una partita che non dimenticher mai. Credo che n nel Boca, n in nazionale, n nel Napoli, Diego abbia giocato come nel 1980. E quando venne al Boca, io ero geloso pazzo di lui.
Laltra maga avvenne a Wembley, nel tuo esaltante 1980. Facesti la prova del gran gol mondiale agli inglesi di sei anni dopo. LArgentina prese una batosta (3-1), ma lapplauso pi forte fu per te. Era lInghilterra di Keegan e tu, per i giornali britannici, eri il nuovo Keegan, a ventanni.
Insomma, a un certo punto ti metti a dribblare. Fai fuori mezza nazionale inglese e, sul tocco conclusivo, colpisci il palo!
Sono belle le tue storie, Diego. E, intanto, a Barcellona rottura. E suona per te la sirena di Napoli.

Continua

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13/6/2004
  
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