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Attualita'
Topolino napoletano.
Disegnato da Quirino Cristiani?
di Angelo Forgione
Topolino napoletano. Disegnato da Quirino Cristiani? di Angelo Forgione Proseguo la mia ricerca delle possibili origini napoletane di Topolino, o Mickey Mouse che dir si voglia. Le informazioni ricevute ad aprile 2013 dalla nipote di Carmine Cammardella, fondatore dellazienda La Sorgente sciroppi e riportate su napoli.com (leggi larticolo), meritano maggiori approfondimenti, anche perchgiornali e tiv si sono interessate allargomento analizzandolo conun pizzico di superficialit.

Rosanna Cammardella, attuale responsabile aziendale, mi ha fornito alcune interessantissime ed emozionanti documentazioni fotografiche di vecchissime etichette (vedi foto) delle quali proveremo a risalire al periodo di scatto negli archivi storici dellUfficio Tecnico di Finanza.


Un fatto certo: la storia del fantomatico Michele Srece che circola sul web stata evidentemente inventata ad arte, visto chenon esiste alcun nominativo del genere tra gli emigranti italiani del primo Novecento. Non questo il nome del disegnatore del topo napoletano, sulle cui tracce ci incamminiamo per capire chi sia.

Carmine Cammardella cominci nel 1920 a fare liquori nel cuore di Napoli (lazienda si trasferita a Caivano negli anni Novanta, ndr).

importante sottolineare che era quella unepoca in cui le attivit imprenditoriali esprimevano dei valori ancora artigianali; non esistevano concorrenza sleale e quote di mercato, e pertanto non erano previste registrazioni di marchi e brevetti. Ovviamente, senza una registrazione non possibile capire se il topo aziendale risalga al 1920.

Rosanna Cammardella ci tiene a dirmi qualcosa che rafforza il dubbio da me avanzato ad aprile: Che una bottiglia di liquore portata in America da qualche emigrante sia arrivata nelle mani di Walt Disney?

Era unepoca molto diversa dalla nostra dice la Cammardella - in cui lultima cosa che mio nonno avrebbe pensato di fare, sarebbe stata quella di andare a vedere cosa si faceva negli Stati Uniti, o che aria tirasse in America in materia di marchi, mentre era intento a preparare con amorevole cura il suo Anice Reale da distribuire nei bar e nei caff di Napoli. La scelta di un topolino come simbolo dellazienda dunque stata assolutamente casuale, nata dalla penna di un disegnatore a cui mio nonno aveva commissionato appunto un disegno che potesse diventare il marchio della antica ditta La Sorgente di Carmine Cammardella.

Tutto quello che successo dopo noto a tutto il mondo, ma come siano andate esattamente le cose nessuno lo sa; so che questo disegnatore, emigrato in America in cerca di maggiore fortuna, si sia poi imbattuto in quello che poi sarebbe diventato il padre di Mickey Mouse, a cui, per riconoscenza, avrebbe donato una bottiglia di quellAnice Reale napoletano con su disegnato un topolino.

La responsabile dellazienda di Caivano precisa anche che non c stata mai esigenza di parlare della vicenda, e perch solo dopo il mio interessamento si decisa a darmi informazioni: Lazienda, in tanti anni, non ha mai parlato troppo della storia di questo nostro marchio. Come vede, ne ha parlato Lei, non noi. Questa storia non mai stata pubblicizzata n strumentalizzata per fini commerciali. La nostra era ed ancora oggi una piccola realt locale, che sicuramente non ha mai tratto benefici particolari e non ha mai speculato su tutto questo. Io ne parlo con piacere con Lei che ha sposato la storia delle cose vere e nobili di Napoli.
 Ma allora chi questo disegnatore emigrato in America che avrebbe donato una bottiglia di Anice Reale napoletana a Walt Disney?

Forse la risposta nella tesi di laurea di Daniele Amato, napoletano, laureatosi nel 2011 in Culture digitali e della comunicazione alla facolt di Sociologia della Federico II.

Nel nostro incontro, Daniele mi ha parlato di Quirino Cristiani.

Chi costui? un disegnatore italiano nato nel 1896, in piena esplosione dei cinematografi, a Santa Giulietta, nel Padovano, ma trasferitosi a soli quattro anni a Buenos Aires con la famiglia, dove crebbe sviluppando la sua forte passione per il disegno e, successivamente, per lanimazione. Cristiani, in pochissimi lo sanno, fu il creatore del primo lungometraggio animato della storia, titolatoEl Apstol, realizzato nel 1917, primeggiando anche sul lungometraggio con sonoro. Fu lui il primo ad animare i disegni su carta, realizzando movimenti con sequenze di fotogrammi impressi su pellicola, dando luogo ai cartoni animati.

Raccogliendo informazioni, ho appreso che nel periodico fiorentino Notiziario Gaf (Gruppo Amici del Fumetto) n.23 del luglio 2005 fu pubblicato un articolo titolato: napoletano anche Topolino!, firmato da Romolo Baccani. Scavando nel web sono riuscito a trovarlo (clicca qui per leggere), e ho letto che, secondo lautore, nel 1920, Carmine Cammardella, modesto produttore di anice e di alcol puro e denaturato, decise di potenziare lattivit aziendale, promuovendo su larga scala lAnice Reale.

Baccani racconta in quellarticolo che nonno Cammardella aveva fiuto pubblicitario e pens ad un marchio grafico per identificare a colpo sicuro il suo anice, perch lanalfabetismo era ancora ampio. Contatt un emigrato italiano e gli commission unetichetta illustrata.

Quellemigrato era Quirino Cristiani.

Daniele Amato, nella sua tesi, scrive che, proprio per ovviare alanalfabetismo che dominava sulla lettura testuale, Carmine Cammardella ebbe bisogno di unimmagine ironica e atipica, che rispecchiasse sia la freschezza che la cultura della sua terra dorigine.

E cos Quirino Cristiani (molto famoso in Argentina in quel periodo dopo il successo di El Apstol, ndr) sarebbe stato contattato e avrebbe disegnato per La Sorgente un simpatico animaletto dalle sembianze umane con grosse orecchie a sventola, una lunga coda e un improbabile paio di pantaloncini corti con due bottoncini cuciti sul davanti.
Sornione, sbruffone, irriverente, goffo, monello e pasticcione; cos era il topo-scugnizzo fatto per i napoletani da un disegnatore padovano trapiantato in Argentina, e cos era a grandi linee il primo Mickey Mouse diPlane Crazy; addirittura trasformato in topo-cubano nelle vecchie etichette del rhum (vedi foto); sarebbe poi diventato un piccolo e tenero secchione per renderlo pi consono alla cultura americana e capace di globalizzarsi, addolcendo lo sguardo e arrotondando il corpo.


E fu sempre Baccani a scrivere che dieci anni dopo, quindi nel 1930, la Disney, in procinto di espandersi su scala mondiale, si accorse della somiglianza e si rivolse alla ditta napoletana, cos come pure alla Nerbini di Firenze, che in quegli anni pubblicava unsettimanale dal titolo Topolino. I toscani, dopo aver cambiato la testata in Topo Lino, si accordarono e pagarono le royalties sui diritti dautore, mentre La Sorgente riusc a dimostrare che il suo topo antropomorfo era antecedente a quello disneyano, cos come dimostrato anche negli anni Ottanta, secondo Rosanna Cammardella, dagli eredi al cospetto della richiesta di spiegazioni della Mondadori, che in quegli anni deteneva i diritti italiani di Mickey Mouse.

Quirino Cristiani e Walt Disney si sono mai incontrati?
Si, ma non si sa se ci accaduto prima del 1941, anno in cui lo statunitense si rec in Argentina alla ricerca di nuovi mercati per sopperire alla crisi bellica in Europa.

I due animatori si videro e, come si legge nel libroLuomo che anticip Disney(Tunu, 2007) di Giannalberto Bendazzi, autorevole esperto mondiale di cinema danimazione, litalo-argentino scrisse in alcuni suoi appunti come si svolse il loro incontro, testimoniando in prima persona dellammirazione reciproca e del sincero affetto, che potrebbe essere nato tempo prima.Cristiani fu voluto a lavorare per Disney, ma non ci and mai. Era troppo fiero del suo lavoro per legarsi ad un padrone, dichiarando sempre la sua stima per il grande americano ma non rinunciando mai di puntualizzare che era stato lui il primo.

Gli stili si somigliavano, ma c un particolare su cui riflettere, suggerito dal sociologo Vanni Codeluppi nel suo Il potere della marca. Disney, McDonalds, Nike e le altre (Bollati Boringhieri, Torino 2001):Walt non sapeva disegnare se non con un tratto molto infantile.

E questo avvalora la tesi secondo la quale Topolino non sarebbe una sua creazione. Forse neanche di Ub Iwerks, il suo collaboratore, cui alcuni attribuiscono la creazione grafica del topo pi famoso del mondo e del suo antesignano:Oswald the Lucky Rabbit, del 1927.

Era un Mickey Mouse con le orecchie non tonde ma allungate, pi simili a quelle del topo de La Sorgente sulle etichette illustrate.

Dunque, il primo topo antropomorfo era forse di Quirino Cristiani?
7/1/2014
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