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Cronaca
I teppisti, il treno, ed il Prefetto
di A. Medici
Certo che si comincia proprio bene. Alla prima di campionato già si contano feriti e contusi, danni e distruzioni, coltelli e spranghe e, in verità, pochi arresti.

E’ inutile negare che la colpa non ricade solo sul Prefetto di Napoli e sul Questore, anche se a dirla con linguaggio semplice non hanno avuto molto coraggio. Il ministro degli interni Scotti alcuni anni fece imbarcare sui pulman i criminali clandestini, colpevoli di tafferugli allo stadio di Bari, e, con la promessa di portarli in vari centri di accoglienza, li separò, facendo identificare i criminali i quali furono espulsi e riaccompagnati alle frontiere. E’ vero che i criminali napoletani sono più pericolosi, ma andavano imbarcati sul treno, dirottati su di un binario morto verso Villa Literno o altra stazione isolata e poi circondato il treno, anche con i carri armati, dovevano essere identificati e riaccompagnati alle loro case o in galera, non lasciati liberi di andare a far danni a Roma.

La colpa è anche dei giornalisti che continuano a chiamarli “tifosi “ o ultrà”. Questi sono criminali e nulla hanno a che vedere con i tifosi. Nessun tifoso che ama la propria squadra si renderebbe colpevole di atti che possono penalizzare in classifica “ il Napoli” . I giornalisti non intendono inimicarsi questa teppaglia, ed allora danno un colpo al cerchio ed uno alla botte, li continuano a chiamare “ultras” o tifosi, facendo un pessimo servizio all’intera società.

Che si tratti di delinquenti abituali è evidente.

Generalmente sono sempre gli stessi: i filmati televisivi, nonostante le “ bandane” (e poi si parla di burqua”) lo dimostrano. Nel migliore dei casi questi criminali con questi tafferugli intendono estorcere alla società calcistica soldi o un po’ di biglietti omaggio. Nel peggiore dei casi sono veri e propri professionisti del caos, oggi sono teppa per “il Napoli”, domani lo saranno a favore o contro Bassolino o l’assessore al lavoro. Oggi incendiano un treno, domani i cassonetti, ed un altro giorno se non fermati in tempo, ammazzeranno un poliziotto.

 Ma sono sempre gli stessi, e tutti ben noti alla Questura. I reati sono evidenti, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, resistenza oltraggio, lesioni, minacce e così via, ma arrestarli purtroppo al momento senza una decisa inversione di tendenza serve a ben poco: i Gip prima, ed i Giudici poi, saranno sempre lì disponibili e comprensivi, pronti ad assolverli motivando queste scarcerazioni con l’amore per “la squadra del cuore” o altre sciocchezza sociologiche e buoniste.

Ed infine c’è una colpa politica evidente.

Destra e Sinistra, prive di ideologie, vivacchiano alla giornata approfittando di ogni incidente per colpevolizzare il governo in carica. Invece di procedere insieme, sapendo che il problema dell’ordine pubblico negli stadi, ieri era del governo Prodi ed oggi capita al governo Berlusconi, con ottusa mancanza di lungimiranza sono pronte a scatenare le truppe di giornalisti come “lanzichenecchi a pagamento”, con le loro campagne di odio.

Se ieri il Prefetto avesse fatto il suo dovere, prendendo i delinquenti ed arrestandoli, ed una Giustizia giusta li avesse condannati per direttissima, state certi che il titolo di “Repubblica” oggi sarebbe stato: “Innocenti tifosi picchiati dalla polizia fascista e condannati da una Giustizia forte con i deboli.”, magari con una bell’intervista a Di Pietro e Veltroni.

Ma i Napoletani ed i veri tifosi del Napoli ieri a guardar quelle immagini violente si sono mortificati di essere Napoletani.

1/9/2008
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