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Cronache dal disastro - 2
L’Udeur campano trattato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere come un clan: sgominato
di Rosario Iannuzzi
Napoli, Mercoledì 16, mattina. Un lancio di agenzia rende noto che il presidente del consiglio regionale campano, Sandra Lonardo Mastella, sarebbe stata posta agli arresti domiciliari. L’interessata, raggiunta telefonicamente, smentisce. Il capo della Procura emittente il provvedimento non conferma né smentisce. Un paio di ore dopo, il Guardasigilli, marito della Lonardo, annuncia, nel corso di un accorato discorso in Parlamento, le sue dimissioni.

Nel pomeriggio, il presidente del consiglio dei Ministri respinge le dimissioni. La Lonardo annuncia di aver infine ricevuto il provvedimento di arresto. E dichiara: «Dimettermi? Non ci penso proprio». Giunge poco dopo la notizia che anche il ministro della Giustizia è indagato. Il capo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei, annuncia reazioni alle accuse rivoltegli da Mastella in Parlamento. Col passare delle ore, si delinea il quadro della situazione: un intero partito in Campania, l’Udeur, descritto come una centrale del malaffare e trattato come un clan camorristico o una famiglia mafiosa: sgominato.

Agli arresti domiciliari anche due assessori regionali, quello all’Ambiente e quello al Personale; il capo gruppo Udeur al Consiglio Regionale; un consigliere regionale; il sindaco di Benevento ed altri esponenti di primo piano del partito. Ma le indagini della procura sammaritana, coinvolgono anche uomini dello Stato, oltre che amministratori politici: tra gli altri, magistrati del Tar, del Consiglio di Stato e il prefetto di Benevento.

Napoli, mercoledì 16 pomeriggio. Piove. I rifiuti giacciono ovunque, accatastati o sparsi scompostamente sul selciato. Intrisi d’acqua. Rivoli multicolori colano dai sacchetti che contengono di tutto di più. La regione non riesce ancora ad apprezzare le “misure radicali” annunciate dal Governo oltre una settimana fa. Il prefetto De Gennaro appare defilato.

 In precedenza, l’Ue aveva replicato all’invito del Presidente Napolitano che aveva valutato come eccessiva l’attenzione rivolta al problema rifiuti della Campania, trattando l’argomento anche al Parlamento di Strasburgo. E il commissario all’Ambiente, aveva confermato l’intenzione di seguire la vicenda con la massima puntualità. Il Paese rischia multe per milioni di euro.

Intanto, mentre il presidente della Giunta regionale assume gli interim dei due assessorati travolti dalla bufera giudiziaria, giungono da Roma notizie di una riunione del Pd in cui la componente vicina al Capo dello Stato avrebbe criticato pesantemente Antonio Bassolino. Il quale, spazientito, avrebbe minacciato di andar via sul serio.

Giovedì 17. Continua a piovere. Mastella conferma le dimissioni, l’Udeur esce dal Governo (appoggio esterno). La procura di Santa Maria appare come l’ennesima “procura dei veleni” e il Csm decide di accelerare le pratiche per la successione al suo capo, prossimo alla pensione.

Roma, giovedì 17 pomeriggio. Il Senato si pronuncia sulla mozione di sfiducia alla Giunta Bassolino promossa dalla Lega: 144 no, 141 sì, 5 astenuti. Scoppia la polemica tra An e Fi: troppi assenti tra gli Azzurri (12). Conseguenza di un accordo Berlusconi – Veltroni? A Napoli piove ancora. Si rincorrono voci di un imminente “azzeramento” da parte del presidente Bassolino, della Giunta regionale. L’inverno appare quanto mai lungo, freddo e buio.
18/1/2008
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