Occorre intervenire subito
di Sergio Civita
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Gli avvenimenti delle ultime ore non consentono ulteriori tentennamenti. Amministrazioni incapaci ed inette devono essere sciolte e mandate a casa. Subito.
Se questo non avviene, chi dovrebbe, per compito istituzionale provvedere, è colpevole, così come sono colpevoli coloro che hanno notizie di reato e non prendono le dovute iniziative.
Commettono tutti il reato di omissione di atti d’ufficio (almeno…).
* * * Si può continuare a “sopportare” amministrazioni inefficienti, per scelta – e, quindi, dolo – o per insipienza, che con il loro comportamento mettono a repentaglio la salute di milioni di cittadini campani, dopo aver arrecato danni immensurabili all’immagine di Napoli e dei napoletani, avendo ridotto una delle prime Capitali d’Europa a città da terzo mondo?
Si può continuare, come fanno – colpevolmente – alcuni esponenti dell’opposizione, ad invocare le loro dimissioni? Troppo facile.
Occorre che le amministrazioni siano sciolte d’imperio da uno Stato finalmente consapevole e non connivente, in modo da bollarle una volta per tutte di incapacità (almeno…).
* * *Amministrazioni insipienti, che emettono ordinanze solo per dimostrare di “esserci”, ordinanze che sanno benissimo di non poter far rispettare come – ad esempio – quella sui motorini di vecchia costruzione che dovrebbero non più circolare per migliorare la qualità dell’aria, mentre con il loro comportamento omissivo “obbligano” i cittadini ad incendiare i cumuli di immondizia che non vengono rimossi.
* * * Il termovalorizzatore di Acerra è pronto (pare…) al 90%. Occorrono poche opere di rifinitura perché possa entrare in funzione. La Impregilo, privata dell’appalto per la costruzione e la gestione dell’impianto per le sue palesi inadempienze, è rimasta a completare l’opera solo come braccio operativo del commissariato per l’emergenza e, prima di Natale, con calma, ha messo tutti in ferie. Riaprirà il cantiere solo lunedì 7 gennaio.
Nel frattempo i termini per la presentazione delle domande per l’appalto della gestione del dopo-Fibe sono slittati al 31 gennaio, che fretta c'é?
Tutto questo per dire che, avendo il Gip ordinato il sequestro preventivo di crediti e debiti delle società Fibe impegnate in Campania (Fisia Italimpianti, Fibe e Fibe Campania) per 750 milioni di euro oltre all’interdizione per un anno a contrattare con la Pubblica Amministrazione ed avendo ad agosto sequestrato depositi per 192 milioni e crediti per 90, sarà veramente problematico veder camminare spedita quest’opera considerando anche che, nel passaggio al gestore (dopo che sia stato individuato con l’esperimento della gara e dopo le decisioni sugli eventuali, immancabili ricorsi) si dovrà tener conto delle indicazioni di quest’ultimo a seconda dei propri piani operativi.
Almeno un anno, quindi – se tutto andrà bene, senza intoppi, e trovando i soldi necessari – per vedere l’impianto in funzione smaltire le previste 2.000 tonnellate giornaliere.
Ma in Campania se ne producono 7.345, solo a Napoli 1400…
* * * Alcuni esponenti della cosiddetta “società civile”, interrogati da
Il Mattino, hanno detto la loro.
Per Paolo Macry, politologo e docente di storia contemporanea alla Federico II “Sarebbe stato molto importante un atteggiamento, non dico ostile, ma almeno critico. Le cose sarebbero andate diversamente perché i politici sarebbero stati costretti a prendersi delle vere responsabilità. Ma non accadrà mai finché tutti i governi si ostineranno a prorogare la struttura commissariale che li esula dai loro reali compiti”.
Pina Amarelli Mengano, imprenditrice e vice presidente dell’ANM dice che “ormai prevale quella rassegnazione secondo cui tanto le cose, prima o poi, cambieranno”.
Il rettore della Federico II, Guido Trombetti, se ne lava le mani: “Cosa poteva fare la società civile per uscire da quest’impasse? Qui ci vuole un cronoprogramma serio, un piano, che siano 10 o 50 termovalorizzatori, che ci permettano di uscire da un’emergenza perenne. Ma è la classe politica che deve pensarci”.
Annibale Puca, genetista presso l’Ircc con specializzazione ad Harvard, ha le idee più chiare: “Purtroppo tutto è in mano a persone che organizzano il consenso grazie alla gestione di enormi finanziamenti. Gente che ha la faccia tosta di non ammettere mai un errore”.
Il filosofo Biagio De Giovanni: “Ammettiamolo, siamo in un cul de sac anche perché non si vedono all’orizzonte valide alternative all’attuale classe politica”.
Serena, concreta, pragmatica come sempre, Mirella Barracco, presidente della benemerita Fondazione Napoli99: “Guardi, io vorrei che ogni commento, ogni critica, si traducesse in qualcosa di più efficace, in fatti concreti. Ma non sempre è così, come non sempre le urla producono grandi effetti. Bisogna impegnarsi, smuovere le coscienze. E oggi io, come Fondazione, ci provo lavorando al progetto di “adottare la città”, non solo i monumenti: in modo che ciascuno faccia suoi i problemi di Napoli e per diffondere il senso di responsabilità di tutta la comunità, ai problemi che stiamo vivendo”.
* * * “L’ira di Prodi: basta, ci penso io”.
Questo il titolo del pezzo che
Il Mattino, dedica al presidente del Consiglio.
Poi però conclude con un virgolettato, quindi con parole pronunciate dal premier raggiunto su un campo da sci...: “Assicuriamo l’impegno di agenti nel numero necessario affinché il meritorio sforzo di riaprire la discarica di Pianura possa avvenire nei tempi stabiliti – fa sapere il ministro dell’Interno –. E ci auguriamo senza ostacoli o incidenti di alcun tipo. Il governo si sta adoperando mettendo in campo tutti i mezzi di cui dispone, senza dimenticare che in questi momenti è più che mai importante la collaborazione degli enti locali”.
Meno male che ci pensava lui…
* * * La scorsa settimana chiedevo all’opposizione di prendere iniziative concrete e serie invece di emettere comunicati o di effettuare occupazioni goliardiche.
Sarà una coincidenza, ma dopo qualche giorno, il coordinatore cittadino di AN Fabio Chiosi, insieme al presidente provinciale di Azione Giovani Alessandro Sansoni, hanno organizzato una manifestazione semplice, seria, composta, davanti a Villa Rosebery cui ha partecipato anche il presidente provinciale di AN Luigi Bobbio, nell’intento di consegnare al presidente Napolitano un dossier sull’affaire immondizia e la richiesta di sciogliere i consigli regionale e comunale per manifesta incapacità.
Il dossier è stato recapitato, anche se a mezzo di un funzionario della Questura, e lo scopo raggiunto con grande visibilità e consenso da parte dei posillipini che li hanno incontrati e della stampa che ha dato loro ampio risalto.
* * * Il senatore Sergio De Gregorio, presidente della Commissione Difesa del Senato, ha incontrato l’avv. Angelo Pisani, presidente del movimento “Noi Consumatori” per mettere a punto una “class action” contro la Regione.
“Abbiamo ormai documentato decine di casi di cittadini che, sottoposti ad analisi cliniche specifiche, hanno rinvenuto nel proprio organismo livelli di diossina pari a quelli registrati nei disastri ambientali più drammatici degli ultimi anni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, d’altronde, per l’area a nord di Napoli e per una fascia di oltre dieci comuni, documenta per iscritto un’emergenza dai contorni planetari”.
L’avv. Pisani ha già ottenuto, nei mesi scorsi, numerose sentenze di risarcimento del danno a favore di cittadini che, pur pagando la tassa per lo smaltimento rifiuti, hanno denunciato una situazione che crea danni alle persone ed all’immagine della Campania.
* * * Il Giornale di Milano ha dedicato le prime cinque pagine di oggi 4 gennaio allo scandalo europeo della spazzatura campana.
Ho pensato sia cosa giusta far conoscere ai Lettori di
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