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Il Consiglio di Stato dà ragione al Napoli
La Figc obbligata a riferire entro sette giorni sulla vicenda delle autocertificazioni di Pescara e Vicenza
L'ordinanza del Consiglio di Stato da speranza all'applicazione della giustizia
Con l'ordinanza del Consiglio di Stato si è stabilito che la FIGC non può fare quello che vuole ma che anche il suo operato è sottoposto a controllo in relazione ad interessi che comunque non sono solo di natura sportiva ma anche e principalmente economici.
L'Autorità Giurisdizionale, anche se prevista per quanto attiene alla esclusiva competenza da una legge dello Stato (TAR e Consiglio di Stato), deve garantire le società circa la legittimità e la trasparenza dell'operato della Federazione in generale e dei suoi organi di controllo (Covisoc).
Nel caso di specie, se effettivamente si acclarasse che le autocertificazioni fossero false, Carraro non può nascondersi dicendo che la valutazione delle stesse spettava alla Covisoc e non a lui poichè la stessa Covisoc, a mio parere, verifica la presenza delle certificazioni tra la documentazione prodotta al momento dell'iscrizione al campionato ma non la loro veridicità.
Questo è compito esclusivo del presidente della FIGC a maggior ragione quando una società che ne ha interesse lo denunzia, non potendo far finta di nulla.
Tale comportamento è molto grave a maggior ragione laddove lo stesso Carraro, non curante di ciò, va avanti come un treno, facendo paventare che pur sapendolo voleva evitare a tutti i costi un'eventuale controllo rinviando anche gli eventuali ripescaggi.
Credo che alla fine, nell'ipotesi in cui venisse provato ciò per il quale la società del Napoli è doglianza, metterà le mani nella vicenda la Procura della Repubblica.
Il calcio è scaduto di contenuti e Carraro ha fatto capire che più vorrebbe far credere nella moralizzazione del calcio, questo è più visto come qualcosa di poco credibile.
Credo che a questo punto, sempre se si accertasse che ciò che lamenta il Napoli è vero, il Consiglio di Stato, anche dopo l'ordinanza con la quale rigettò il primo ricorso del Napoli, abbia il coraggio non solo di nominare un commissario ad acta al fine di far rispettare le regole, ma anche di bloccare il campionato di serie B fino all'accertamento stesso.
In tale ipotesi credo che a Carraro ed a Galliani - braccio destro di Berlusconi - (almeno così è visto dalla maggior parte dei napoletani) non resta altro che dimettersi subito.
2005-08-19 15:19:00 - Nicola Nicolella

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