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Cronaca
Aifa
di Monica Maisto
E’ nato tutto cinque anni fa quando un gruppo di genitori con lo stesso problema si sono uniti per poter confrontarsi e per essere di mutuo- aiuto anche per tanti altri.

Il problema da affrontare è il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD) che è una patologia neuropsichiatria infantile frequente ma che difficilmente viene subito diagnosticata anche perché nella maggior parte dei casi coesiste con un altro disturbo che può essere della condotta, dell’umore o un tic.

Il Dottor Raffaele D’Errico medico pediatra è tra i fondatori dell’associazione A.I.F.A. Onlus (www.aifa.it) : “Tutto è cominciato quando abbiamo creato un sito internet proprio perché alcuni anni fa in Italia c’era un’ignoranza culturale e solo due centri a Pisa e Cagliari. E da allora tante persone ci hanno contattato e ci hanno chiesto informazioni, conforto e aiuto. Così abbiamo cominciato il progetto ‘Parents for Parents’, una sorta di catena di solidarietà tra le famiglie per cercare di aiutare i propri figli. Siamo stati presenti anche al Vaticano per raccontare la nostra testimonianza. Abbiamo così creato un gruppo di auto/mutuo aiuto per sostenere le famiglie affetti dall’ADHD nelle varie province e regioni italiane. Ma la nostra attività è protesa anche alla promozione e diffusione delle conoscenze scientifiche, attraverso la traduzione del materiale straniero, tramite il nostro bollettino e i convegni da noi organizzati, come ad esempio il 3° convegno nazionale con la presenza del Prof. Russel Barkley, che con la sua competenza scientifica e la sua umanità ci ha trasmesso la propria esperienza, donandoci forza e speranza. ”

Per raccogliere le esperienze dirette dei bambini affetti da ADHD e delle principali problematiche che affrontano i genitori, il Dott. D’Errico insieme a Enzo D’Aiello hanno scritto un libro “Vorrei scappare in un deserto e gridare...” , i cui proventi, come per gli altri libri e le videocassette sull’argomento, servono per finanziare le attività dell’associazione.

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (Attention Deficit Hypercative Disorder) colpisce circa il 4 per cento dei bambini in età scolare. Questi bambini non hanno colpa perchè sono affetti da una turba organica dei neurotrasmettitori cerebrali che comandano l’attenzione e ciò crea dei problemi anche nei rapporti con i coetanei e con gli adulti. “La diagnosi non sempre è facile – prosegue Raffaele D’Errico - e questi piccoli se non sono aiutati possono avere problemi di autostima, vivere continue frustrazioni e avere grossi problemi da adulti, che li potrebbero portare anche all’alcoolismo e alla droga. Per quanto riguarda le cure ci sono prima dei corsi di pedagogia e psicologia per spiegare ai genitori le metodiche per affrontare questi bambini. Nei casi più gravi si usano dei farmaci stimolanti. Attualmente in Italia questo farmaco è stato ritirato dal commercio mentre all’estero viene venduto. Una delle nostre battaglie è proprio questa: nel nostro paese abbiamo dei centri di riferimento in ogni regione per una diagnosi certa e per seguire il follow-up dei bambini. Ormai da un anno c’è una delibera per far tornare in commercio il farmaco, ma per ora niente. Ricordo ancora una ragazzina che, dopo aver usato questo farmaco, raccontò ‘E’ come se si fosse aperto il cervello, un tappo prima nero ora si sta riempiendo di colori’. Attualmente la nostra attività è finalizzata a realizzare dei corsi per pediatri e neuropsichiatri necessari per insegnare ai genitori le metodiche per affrontare questo disturbo. In futuro, grazie anche alle donazioni del Banco di Napoli, abbiamo intenzione di organizzare un concorso per la migliore di tesi di laurea in psicologia, pedagogia clinica e pediatria, in questo modo desideriamo incentivare gli studi e la ricerca.”
8/5/2006
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