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Cronaca
Gay-Odin
di Corrado Valletta e Marco Piscitelli
Massimo Schisa
La storia della cioccolateria Gay-Odin inizia nel 1894, quando un giovane intraprendente piemontese arrivato a Napoli, aprendo bottega in via Roma, diede alle passeggiate un significato più dolce.

Più che una semplice bottega, era un vero e proprio laboratorio in miniatura, dove le dolci alchimie di Isidoro Odin prendevano corpo in tipologie di cioccolato di tutte le forme e gusti. Ecco, come per magia, la “foresta”: ruvida al tatto ma che si scioglie in bocca; i “nudi”: alla ciliegia, alle noci , alla nocciola, alla crema, al liquore; per poi passare alle uova di cioccolata decorate a mano e ai presepi: veri e propri capolavori del gusto, fatti senza pretesa alcuna e al chiuso del laboratorio delle mani di pazienti artigiani.

Le vetrine degli otto punti vendita sparsi in giro per la città rappresentano - oggi come allora – un’irresistibile attrazione alla quale è difficile, se non impossibile, sottrarsi.

Negli anni ’40 l’oramai anziano Isidoro Odin lasciò l’attività in mano alla famiglia Castaldi.Fu poi affidata al nipote dei Castaldi, Davide Maglietta, attualmente titolare dell’azienda.

Il suo palato allenato è contagioso ed ha finito pure per ammaliare la discendenza successiva, compreso il genero, Massimo Schisa, che ha provato a fondere la centenaria sapienza di maitre chocolatiers della ditta Gay-Odin fino ad innovarla solidificandola in una nuova e promettente linea di prodotti: il gelato.


Già che ci siamo, Massimo, puoi dirci qual è l’esatta pronuncia di Gay-Odin?

Ad essere sincero non esiste una regola di pronuncia. Quella di lasciare al cliente la libertà di chiamarci come meglio crede è una simpatica scelta comunicativa che dura da sempre. I più raffinati lo dicono alla francese, altri invece con smaccato accento napoletano.


Dal cioccolato al gelato. Da dove nasce l’idea?

L’idea era nell’aria da tempo. Nella casa al mare abbiamo un macchinario degli anni ’50 che in più occasioni abbiamo utilizzato per produrre del gelato alla foresta. Contenti del risultato ottenuto ci siamo chiesti:”Ma perchè tenerlo solo per noi?”. Nonostante il gelato sia in vendita da Pasqua 2005 ci definiamo ancora apprendisti gelatai, quindi il tutto resta ancora in fase sperimentale esclusivamente nel punto vendita di Via Benedetto Croce.


Perché avete scelto proprio il punto di via Benedetto Croce?

Questa è stata una scelta strategica legata al fatto che qui è pieno di studenti ed il gelato nel 70% dei casi è consumato dai giovani. Il tutto è stato gratificante perché ha riempito il negozio di persone che prima avevano una “remora referenziale” nell’entrare in una vera e propria istituzione. Questo è un negozio dove non occorre aprire la porta per entrare, qui è tutto aperto ed i nostri giovani clienti non hanno quell’attimo di esitazione prima di entrare poiché non si sentono obbligati a comprare. I più giovani partono con il gelato ma il passo successivo è rappresentato dall’acquisto di altri nostri prodotti come i tartufi o le ghiande.


Secondo te la cioccolata aiuta a vivere meglio?

La cioccolata potrebbe essere vista come un vero e proprio “salvagente” sotto tutti i punti di vista. L’esperienza diretta del negozio è molto gratificante perché vengono persone sorridenti che trovano commessi altrettanto sorridenti e grazie a questo si instaura un rapporto di cordialità anche con i clienti occasionali.


Quali gusti rendono la vostra gelateria unica nel suo genere?

All’inizio avevamo la possibilità di servire ben 24 gusti di cioccolata diversi, ma l’esperienza ci ha insegnato che c’è sempre chi vuole la nocciola, il caffé, la fragola o il limone, che restano gli unici gusti “standard” nel nostro banco. Il gusto più amato dai palati dei nostri clienti resta la foresta con un rapporto tre a uno. Altre ghiottonerie restano il gelato alla pasta di mandorle, alla castagna (mix di marron glaces e caldarroste), al peperoncino e latte-zucchero-caramello. Oltre al gelato abbiamo puntato anche sui semifreddi, che amo definire “polpette”. Basta un’aggiunta di panna alla ricetta tradizionale per ottenere la stessa consistenza e la stessa scioglievolezza tipica della foresta.


Il vostro prodotto fa “gola” a personalità di rilievo a livello nazionale. Quali?

Tra i V.I.P. ricordo con piacere Marisa Laurito che nel bel mezzo di una diretta Rai di qualche tempo fa dichiarò all’Italia intera di impazzire per la nostra cioccolata. Luca De Filippo, figlio del grande Eduardo, dichiarò nel corso di un’intervista il suo legame con i nostri prodotti. Altro nostro cliente abituale è l’ex procuratore di Napoli Agostino Cordova, che ama deliziarsi con del “calabresissimo” cioccolato amaro al doppio peperoncino.
31/1/2006
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Il gelato Gay-Odin
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