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Recensioni
Io Madre Mai, di Donata Carelli
di Giovanna D'Arbitrio
Disponibile in librerie dal 6 febbraio 2024, Io Madre Mai(Ed. Piemme), diDonata Carelli, un libro centrato sul tema della maternit e della libert di scelta delle donne, un tema sempre molto attuale che genera nel mondo femminile una profonda amarezza se si considerano secoli di repressioni e condizionamenti, fenomeni antichi, costanti nel tempo, difficili da sradicare anche nelle moderne societ civili.

Il libro viene cos presentato: Ho lottato contro quella sensazione di inadeguatezza che mi feriva in una zona inesplorata nel profondo, perch mi mancavano le parole e gli argomenti, perch il costume diffuso mi lasciava frastornata. Per la prima volta, non ero poi cos certa di stare andando nella direzione giusta, se tutti ne indicavano un'altra. Ma chi decide quale sia il traguardo di una donna felice? Nata a Sabaudia agli inizi degli anni '70, Donata fin da bambina si sente diversa dalle sue coetanee che collezionano borsette e passeggini, in una mimesi del mondo degli adulti che lei rifiuta fermamente, tanto da implorare la madre di aiutarla a non crescere mai. E in ogni fase della crescita, avvicinandosi all'et in cui una donna deve iniziare un certo tipo di percorso, emerge in lei un desiderio di non star dentro ai binari, non rispondere alle aspettative che la sua famiglia, gli amici e la societ serbano nei suoi confronti. Bloccata in un'eterna pausa di riflessione, Donata una certezza ce l'ha, e la difende con fermezza: non vuole diventare madre, pur amando moltissimo i suoi studenti e i ragazzi in generale, non vuole essere definita da un ruolo che altri hanno deciso per lei. E, soprattutto, non vuole pi giustificarsi davanti al mondo. Questo romanzo il suo grido gentile per rivendicare la possibilit di una scelta diversa, per s e per chiunque voglia farla.

Il libro viene introdotto da poche righe in cui lautrice afferma che il suo romanzo nasce come racconto autobiografico, ma non solo, poich in esso confluiscono dettagli di fantasia e anche confidenze raccolte da uomini e donne che ne hanno condiviso vari interrogativi, evidenziati poi nella successivaNota dellautrice in cui ella si chiede cosa faccia di una ragazza una donna e perch non si possa nemmeno considerare donna, se non mette al mondo un figlio. Seguono diversi capitoli non numerati in cui significativi titoli mettono in evidenza le tappe di un percorso di vita ed infine a pag.239 il libro si conclude con i ringraziamenti a Panama e Maggiolina.

Leggendo il libro mi son venuti in mente il 68 e gli anni 70 quando in piazza le donne sventolavano il reggiseno e urlavano Tremate, tremate, le streghe son tornate. Anche se la sottoscritta non lha mai fatto, tuttavia ha sostenuto con convinzione le lotte femministe a favore delle libere scelte. In quegli anni lessi diversi libri trai quali quello di E. G. Bellotti Dalla Parte delle Bambine e ne condivisi il contenuto centrato sui condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita.

Negli anni 70 inoltre i referendum dei radicali e le battaglie per divorzio ed aborto furono necessarie sia per sottrarre tante donne a drammatiche situazioni, sia per una conquista di dignit e di rispetto della libert di scelta. Nel 2007 lessi anche il libro della Lipperini Ancora dalla Parte delle Bambineche si sofferma sui negativi influssi dei mass media di una societ ancora maschilista e si chiede cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni a quelle donne che volevano essere libere e poi si sono accontentate delle briciole.

E anche se siamo ormai nel 2024, nel suo romanzo Donata Carelli sente il bisogno di ritornare a difendere la libert di scelta delle donne e pi volte sottolinea la sua sensazione di inadeguatezza, causata spesso dalla societ, rispetto alla sua iniziale decisione di non voler essere madre, una sensazione che lha spesso ferita nel profondo dellanima per diversi anni. Colpisce il momento in cui vide la statuetta della Venere di Willendorf nel museo di Storia naturale di Vienna, raffigurante una donna senza volto, con enormi seni sul ventre gonfio. Un inno alla fertilit, qualcosa che ella rifiutava categoricamente.

Io madre? Mai!- disse a stessa-Voglio restare tenacemente figlia. E che dire della la condizione delle quarantenni alle quali sono rivolte domande sempre pi pressanti?

Eccole: Come mai non sei sposata? /Ma un compagno ce lhai?/ Perch non fai un figlio?/ Guarda che se non lo fai adesso non lo fai pi/ E poi la frase pi linsopportabile Tu non puoi capire perch non hai figli.

Non ci si rende conto che le cause possono essere tante; una donna pu essere malata, sterile e aver provato per anni costose inutili cure per avere un figlio. E anche maternit alternativa e adozione, che potrebbero appagare il desiderio di affetto di tante donne e di tanti bambini senza famiglia, vengono deluse per la mancata approvazione di una legge per le adozioni dei single.

Un bel libro che colpisce per contenuto e forma colta e scorrevole, con numerose citazioni che sinseriscono con naturalezze nel racconto, un racconto che mi ha profondamente coinvolta non solo come donna, ma anche come madre e insegnante.

Si, il libro ha toccato in me corde profonde e risvegliato ricordi riposti in qualche parte della mia anima. Come Donata non amavo giocare con le bambole e preferivo i giochi allaperto a contatto con la Natura, anchio non sopportavo le bambine carrozzinate e borsettatte, mi sentivo diversa poich leggevo tanti libri e scrivevo poesie. Con il passare degli anni poi anchio ho dovuto subire le solite domande finch non mi sono fidanzata, poi mi sono sposata e ne sono arrivate altre per la lunga attesa di un beb. Non stato facile per me rimanere incinta, ma sono stata io a scegliere di essere madre e per fortuna ora ho due splendidi figli.

Ho trovato molto toccanti le pagine in cui Donata ha rivelato i suoi problemi legati alla tiroide, gli attacchi di panico, e le notti insonni di cui lei ha sofferto come la sottoscritta, la grande sensibilit che da un lato che un bene e dallaltro spesso ci fa soffrire. I momenti tristi, tuttavia, sono sempre bilanciati da tanta ironia o guizzi improvvisi di humour, come quando davanti al divieto materno di usare la parola zitella, Donata ne crea una nuova, zingle, acronimo tra zitella e single, oppure quando suo padre accorso a Roma per confortarla, allimprovviso le parla della depressione di Alain Delon, generando per contrasto grande ilarit (Cap. Il Motivatore). Intorno a lei c sempre la famiglia, i genitori, la sorella Paola, tutti sempre uniti nelle gioie e nei dolori.

Come insegnante mi sono sentita in perfetta sintonia quando Donata scrive : I ragazzi iniettano ogni giorno il loro antidoto ai mali del mondo, un siero fatto di energia e di speranza purissime che gli adulti rischiano, talvolta, con le loro miserie quotidiane di annacquare. Tra i banchi sono cresciuta come insegnante, come ragazza, come donna.

Mi ha anche colpito nelle prime pagine lincubo in cui le appare un uomo in divisa che le predice una morte in giovane et, figura forse legata al ricordo del nonno. E ci si chiede se ci celi timore della morte e allo stesso tempo il rifiuto di tutto ci che decade e finisce, ipotesi avvalorata dal suo preferire il bocciolo alla rosa nel pieno della fioritura, ma destinata presto ad appassire. C sempre un sottile legame tra vita, decadimento e morte, ma alla fine per fortuna trionfa la scelta della vita attraverso lamore di un compagno, da Donata chiamato Panama e laccettazione della maternit.

Donata Carelli nata e vive a Sabaudia, alle pendici del Circeo, terra sospesa tra storia e mito. Laureatasi in Lettere classiche, ha conseguito un dottorato internazionale in Studi umanistici tra Italia e Grecia. Insegnante di Lettere al liceo, giornalista e scrittrice, dopo aver studiato sceneggiatura cinematografica, si sempre occupata di scrittura creativa e filmica, tenendo lezioni in atenei in Italia, Grecia, Stati Uniti.
autrice di testi teatrali, saggi, film e documentari premiati. autrice del romanzo-intervista "Un barattolo pieno di lucciole" per Guida Editore (2014). Per il cinema ha co-sceneggiato il documentario Soltanto un nome nei titoli di testa. Omaggio ad Ugo Pirro di Daniele Di Biasio (2008).
coautrice della sceneggiatura di Due euro l'ora di Andrea D'Ambrosio (2016).






26/2/2024
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