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Calcio
Il faccia a faccia conferma. una crisi profonda
di Mimmo Carratelli (da: Roma del 04.12.2019)
La crisi del Napoli profonda e non si sa come risolvibile. Dal faccia a faccia di Castelvolturno escono meglio i giocatori. Il tecnico ha contestato loro di non dare il massimo e di non avere personalit. Accusa generica.

Circostanziate e pesanti, invece, le critiche dei giocatori: allenamenti blandi, formula di gioco non corrispondente alle propensioni della squadra, scarsa preparazione delle partite di campionato anche in riferimento agli avversari.

Un allenatore, di fronte a queste critiche cos dure e specifiche, che investono il suo lavoro, e la qualit del suo lavoro, si sarebbe dimesso. Carlo Ancelotti, con grande senso di responsabilit, rimasto al suo posto evitando che la crisi del Napoli diventasse pi profonda e irrisolvibile. Si sarebbe sfasciato tutto.

Per affermare la sua autorit, pi allesterno che nello spogliatoio, Ancelotti ha ordinato un ritiro da oggi alla partita col Genk. Met squadra si sarebbe opposta, ma ha desistito per non ripetere lammutinamento del 5 novembre. Lallenatore ha il diritto di decidere sui ritiri. Che cosa produrr questo ritiro lo vedremo a Udine e nelle partite successive.

Il faccia a faccia di Castelvolturno, nella crudezza del confronto-scontro ricostruito da Pino Taormina su Il Mattino, non ha risolto nulla. Non poteva risolvere nulla perch profonda la distanza fra la squadra, o met squadra, e lallenatore. Non c stato un venirsi incontro, c stato il pugno di ferro di Ancelotti (tutti in ritiro, qui comando io), pi formale che sostanziale, che acuir la tensione generale.

Dalle insofferenze contrattuali a quelle sul campo, che i giocatori imputano oggi ai blandi allenamenti, ma anche alle formazioni ripetutamente rivoluzionate, si sapeva tutto da tempo. Non c stato modo, e ancora non c, di ricucire.

C un clima di epurazioni e cessioni, di esclusioni, di scontro, di linea dura, di fratture personali. Il clima diventato ancora pi pesante per la gogna mediatica sullormai leggendaria banda dei cinque nel silenzio di Ancelotti che sarebbe dovuto intervenire a difesa dei giocatori indicati come i capi della rivolta di novembre.

Ha sempre detto: La squadra con me, lo spogliatoio sano. Se il tecnico avesse pubblicamente e fortemente difeso i cinque avrebbe forse ripreso in pugno la squadra.

stato un errore non farlo visto che, in corso di stagione, non possibile disfarsi delle mele marce e non lo sar neanche a gennaio escludendo il probabile via libera per Callejon e Mertens verso il noto paese di merda.

In nessuna circostanza, neanche nelle magistrali partite col Liverpool, lallenatore si compattato con la squadra. rimasto neutro nei momenti positivi e in quelli negativi.

Ha resistito, senza sciogliersi, allabbraccio di Insigne a Salisburgo. Infine, dopo la sconfitta col Bologna, ha accusato apertamente i giocatori, una mossa che ha avvelenato maggiormente il clima dello spogliatoio. A meno di volere offrire ai tifosi i capri espiatori della crisi.

la squadra che ha tradito, avr voluto denunciare il tecnico. Mossa pericolosa. possibile che Ancelotti abbia perso il gusto di restare a Napoli dopo linsubordinazione della squadra a Castelvolturno e diciamo pure in campo.

La crisi ora apertamente pi pesante per quanto rivelato dal faccia a faccia di Castelvolturno, mentre si aggiunge un altro elemento di destabilizzazione se vero che alcuni giocatori avrebbero contestato a Insigne di non avere voluto seguire la squadra a Liverpool, un capitano inadempiente.

Si gi sussurrato che non fu il gomito infortunato, guarito poi celermente, il motivo della diserzione di Insigne, bens la prospettiva che Ancelotti lo avrebbe portato a Liverpool destinandolo alla panchina.

Se alla frattura fra allenatore e squadra si aggiunge una frattura in seno alla stessa squadra (Insigne e Mertens in disaccordo), dobbiamo aspettarci una stagione di definitivo declino con fondati timori sulla qualificazione agli ottavi di Champions.

Di tutto, oggi, si fa colpa al presidente De Laurentiis che, questa estate, avrebbe dovuto sfoltire la rosa dalle mele marce e procedere a ben altri acquisti, compreso la chimera Icardi, ma Ancelotti ha sempre coperto la squadra incompleta definendola bellissima e persino competitiva per lo scudetto.

Fiducia, ottimismo e grandi obiettivi sono stati proclami di facciata che hanno nascosto il disagio azzurro sin da Dimaro, dove ci furono prove del 4-3-3 auspicato dai giocatori poi accantonato.

Come gi scritto, figure intermedie nello spogliatoio, interpretate dai figli del presidente e dellallenatore, non erano e non potevano essere le pi indicate per intervenire efficacemente nellattutire i contrasti e governare il clima di insofferenza.

Il Napoli non c pi perch venuto meno luomo che doveva fare la differenza (De Laurentiis: Ancelotti il nostro top-player). Pur lasciando non adeguatamente coperti alcuni ruoli, il Napoli ha preso cinque giocatori costati pi di 100 milioni. De Laurentiis ha sicuramente rafforzato la rosa nella convinzione che dal secondo posto dellanno scorso si potesse fare di pi. Tutte le previsioni sono sfumate.

Sul campo, Ancelotti ha una sola soluzione. Fuori tutti i dissidenti e avanti con i giocatori di buona volont. Ma cos facendo giocher un Napoli minore e avr un spogliatoio in subbuglio. Restano in piedi i pesanti problemi denunciati dai giocatori.

Gli allenamenti blandi sarebbero alla base del rendimento insoddisfacente della squadra. Come sapr e potr cambiarli Ancelotti?
5/12/2019
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