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Cultura
Paola Pavone e Metafisica Sabaudia
di Giovanna DArbitrio
A Sabaudia, al Museo Emilio Greco, dal 19 al 25 luglio turisti e residenti hanno potuto ammirare linteressante mostra di Paola Pavone. Tarantina di nascita, da molti anni vive e lavora a Roma dove, nel 2006, cominci a frequentare corsi di pittura popolare (UPTER).

Come afferma il critico Lino Di Stefano, lartista dotata di una innata sensibilit per le questioni dellarte, essa incline ad analizzare quelle tematiche aventi, in particolare, come soggetti i paesaggi e le immagini della realt.
Componenti che saltano subito agli occhi gi ad una semplice ricognizione dei lavori, tutti indovinati e tutti qualificati da efficaci degradazioni dellintensit dei colori che spesso rimandano a motivi impressionistici di singolare valenza creativa viste, appunto, le sfumature che dominano nei quadri conferendo ad essi riusciti effetti espressivi dai quali si ricavano gli opportuni giudizi di valore.


Davvero interessante le sua descrizione di alcune opere, in particolare di Barche sul fiume, con i contorni di alberi e una barca allapprodo caratterizzati dai toni giallo-azzurro-verdi dolcemente confusi fra loro, del quadro In attesa della prossima stagione da cui emergono su una spiaggia solitaria sia degli ombrelloni ammainati, sia una donna, vestita di nero, appoggiata ad una sdraio mentre, malinconicamente, scruta lorizzonte sempre in un contesto di smorte - ma non riduttive - tonalit.
In tale lavoro, la sagoma della donna ha un effetto potente e sicuro anche perch incarnante un clima di tristezza che rimanda al male di vivere dellessere umano; il tutto, in linea col tenore dellambiente circostante.

Altre opere citate da Lino Di Stefano sono: Ingresso in citt con navetta, in cui spicca il guidatore con un ampio cappello giallo, Palmeto piante tropicali un tempo molto presenti a Sabaudia ora quasi tutte distrutte, Remi al sole con uno specchio dacqua azzurra e barche appoggiate sulla riva. Tramonto in toni di grigio, giallo e rosa, con ombrelloni e una bandiera che sventola, Via dei casali di Paola con uno sfondo dai colori sfumati contro il quale risaltano un ponticello su un corso dacqua e due simboli geometrico-metafisici.

Le menzionate tele rappresentano solo una parte dellampia produzione della artista di Taranto - come sottolinea Lino Di Stefano- le cui qualit di pittrice si dimostrano originali non solo per i soggetti felicemente ideati, ma anche per la non meno genuina tecnica che trova nel cromatismo e nelle relative sfumature lestrinsecazione di quellarte figurativa che si chiama dipingere.

A parte alcuni simboli metafisici e qua e l forme geometriche, le opere di Paola Pavone in verit non mi ricordano le opere del grande De Chirico che tra laltro non mi attirano particolarmente.

Non sono unesperta darte e quindi non mi permetto di entrare in dettagliate descrizioni e valutazioni. Credo che larte debba suscitare emozioni, secondo quanto affermarono poeti e artisti Romantici: in effetti ammirando le opere di Paola Pavone, ho ritrovato in esse lamore per Sabaudia e talvolta il fascino un po melanconico che la caratterizza, soprattutto sul finire dellestate, quando noi villeggianti ci prepariamo a lasciarla con un po di nostalgia per i bei momenti trascorsi qui durante lestate.

28/7/2016
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