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Cultura
Campania Felix
culla degli anfiteatri romani in pietra
di Angelo Forgione
Il pi famoso nel mondo il Flavio, pi noto come Colosseo. Si tratta del modello costruttivo dellanfiteatro in pietra, edificio del mondo romano per i giochi dei gladiatori che, contrariamente a quanto si possa supporre, si diffuse con una certa tardivit a Roma. Inizialmente, in tutto lImpero se ne approntavano di provvisori in legno. Levoluzione in struttura stabile monumentale avvenne proprio nella Campania Felix, vera e propria universit dei gladiatori. I primi anfiteatri in travertino furono costruiti a Capua antica e a Pompei. Non ancora ben chiaro quale sia il primissimo dei due, poich lAnfiteatro Capuano, ubicato nella zona dellattuale Santa Maria Capua Vetere, secondo alcuni studiosi, fu costruito sulle rovine di un precedente anfiteatro, poi rivelatosi insufficiente con la crescita demografica della ricca Capua. LAnfiteatro di Pompei risale al 70 a.C., e allepoca accolse un massimo di 20.000 spettatori per evento. Nel 59 d.C. fu squalificato per dieci anni a causa di una violenta rissa tre pompeiani e nocerini (Nocera era divenuta da poco colonia e aveva assorbito parte del territorio di Pompei), provvedimento annullato dopo il sisma del 62. A Roma, mentre in Campania esistevano gi anfiteatri stabili in pietra, si costruivano strutture lignee. Solo nel 29 a.C. fu costruito un anfiteatro per met in pietra nel Campo Marzio, a spese di Statilio Tauro. Ledificio bruci durante lincendio voluto da Nerone, il quale ricorse ancora al legno per la costruzione del suo anfiteatro nello stesso sito. Lo stadio di Capua, costruito o ampliato a cavallo tra il I e il II secolo d.C., stup il mondo antico per dimensioni, ancor pi imponenti di quello pompeiano: 50.000 spettatori potevano assieparsi sulle gradinate e godersi il gladiatorio spettacolo. La fama che raggiunse nelle province dellImpero lo rese modello costruttivo dellAnfiteatro Flavio, detto Colosseo, il gigantesco anfiteatro di cui fu dotata la capitale per volont di Vespasiano, inaugurato nell80 d.C. da Tito, con una capienza di circa 60.000 spettatori. Dopo la sua costruzione, il suo riferimento costruttivo a Capua fu chiamato Colossus, e gli stessi architetti che avevano operato a Roma ne costruirono uno molto simile a Pozzuoli, di capienza pari ad almeno 30.000 persone e dallo stesso nome. LAnfiteatro Capuano di oggi una rovina antica, priva della monumentalit dei suoi tempi, devastato dalle varie invasioni e sventrato in epoca normanna per edificare il Castello delle Pietre della citt di Capua. Inoltre, alcuni dei busti ornamentali sulle arcate furono trasferiti sulla facciata del Palazzo del Governatore di Capua, attuale Municipio. Altri marmi furono riciclati per la costruzione del Duomo e della chiesa dellAnnunziata. Solo con la riscoperta del mondo classico e con la stagione degli scavi di epoca borbonica lanfiteatro smise di essere depredato, dopo essere stato dichiarato monumento nazionale per volont sovrana. Larcheologo Giacomo Rucca, nel 1828, si rivolse cos a Francesco I di Borbone: Sire, lAnfiteatro Campano declinava di giorno in giorno. Le ingiurie degli uomini, pi che del tempo, pareano minacciare ormai la ruine delle sue ruine. Un modello al laser dellAnfiteatro Capuano nelle sembianze originali stato realizzato per scopi didattici da Franco Gizdulich, e fa ben cogliere la somiglianza col pi noto Colosseo di Roma (clicca qui) (vedi anche il modello al laser dellanfiteatro Flavio di Pozzuoli).
21/7/2014
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