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Cultura
Sissi d'Austria e Maria Sofia delle Due Sicilie,
sorelle in guerra
di Angelo Forgione
Maria Sofia Wittelsbach, l'ultima regina di Napoli, sposa di Francesco II di Borbone, e la pi celebre sorella Elisabetta, moglie di Francesco Giuseppe d'Austria, detta "Sissi", erano donne molto simili e tanto affiatate.

Figlie del duca di Baviera Max e della duchessa Ludovica, crebbero insieme nella tenuta di Possehofen, dove divennero abili cavallerizze, impararono a tirare di scherma, a fare ginnastica e a nuotare.

Maria Sofia, di circa quattro anni pi giovane, era la preferita del padre che si rivedeva in lei.
Ma Elisabetta era molto somigliante a Maria Sofia, non solo esteticamente: entrambe erano molto vicine a rassicuranti per i loro soldati.

La "napolitana" resistette con loro sul forte di Gaeta, sotto assedio delle bombe dei potenti cannoni rigati in dotazione ai piemontesi, guidati dal feroce generale Cialdini.

Si recava sul fronte, e poi negli ospedali, dove portava il suo conforto. aveva diciannove anni, il suo Francesco ventiquattro.

Due ragazzi catapultati sullo scenario internazionale, ad accompagnare la fine di un Regno.

Si erano sposati l'8 gennaio 1859 a Monaco di Baviera e lei, subito dopo, prima di trasferisi a Napoli, si era recata per un breve soggiorno a Vienna, per stare del tempo vicino alla sorella Sissi, in quel momento malata.

Nonostante questo, Elisabetta aveva ricambiato il gesto, accompagnando Maria Sofia a Trieste, da dove si imbarc alla volta di Napoli, dove avrebbe presto preso le redini di uno Stato considerato il giardino d'Europa.


Gli eventi, per le due, stavano per precipitare. Napoleone III e Cavour si accordarono segretamente per una guerra a Francesco Giuseppe, combattuta tra il 27 aprile e il 12 luglio.

L'Austria, perdente, fu costretta a cedere alla Francia la Lombardia, girata poi al Regno di Sardegna.
Ne consegula fine delle ingerenze politiche della sovranit austriaca in Italia, con Toscana, Parma, Modena e Romagna pontificia che consegnarono il potere a governi provvisori filopiemontesi.

Restava da spodestare i Borbone dal Sud e fu pi facile con la morte di Ferdinando II, che, durante gli ultimi giorni della sua vita, aveva istruito i principi ereditari sulle faccende del Regno, raccomandando la bavarese di non fidarsi mai dei "parenti di Torino", definiti "piemontesi falsi e cortesi".


Garibaldi inizi l'invasione a maggio. La preoccupazione per l'amata sorella Maria Sofia spinse Elisabetta a chiedere un intervento dell'Austria a favore delle Due Sicilie, ma Francesco Giuseppe prefer evitare di intromettersi in uno scenario in cui le grandi potenze di Inghilterra e Francia avevano deciso le sorti italiane.
Il matrimonio tra i due,gi minato da notizie di infedelt da parte dell'Imperatore, entr in crisi.


Il 14 febbraio, dalla piazzaforte di Gaeta, Francesco II diede il suo commiato ai soldati, dopo aver firmato la resa ai piemontesi al culmine di una resistenza valorosa.

La borbonica Gaeta fu rasa al suolo, punita perch nel 1848 aveva ospitato Pio IX nel suo riparo dalla Repubblica Romana di Mazzini, Saffi e Armellini.

Con il Re, Maria Sofia lasci la "fedelissima" per l'esilio vaticano di Roma, a bordo del piroscafo francese Mouette, mentre sulla fortezza le truppe sabaude ammainavano per l'ultima volta la bandiera bianca delle Due Sicilie per issare il tricolore sabaudo.

L'Italia iniziava l, e poco pi di un mese pi tardi Vittorio Emanuele II si sarebbe autoproclamato Roi de lItalie.

La piccola Wittelsbach avrebbe odiato per sempre i piemontesi, covando vendetta e sperando sempre di trovare il modo per riprendersi il suo Regno.

Gi dalla sua nuova residenza di Palazzo Farnese, propriet dei Borbone in una sporca e decadente Roma, progett con legittimisti, banditi e avventurieri, il riscatto.

Non ci riusc mai. Anzi, sub infamia, a cominciare dalla pubblicazione, nel 1862, delprimo fotomontaggio della storia con il suo volto applicato al corpo nudo di una prostituta,messo in circolazione da agenti liberali filo-piemontesi.

Nel 1917, durante la Prima guerra mondiale, appoggi l'Impero tedesco e quello austro-ungarico contro il Regno d'Italia dei Savoia.

Come a Gaeta 56 anni prima, visit i campi dei prigionieri italiani per portare loro dei libri, dei sigari e un po' di cibo.

Cercava quelli meridionali, ai quali si rivolgeva con un curioso accento tedesco-napoletano, e loro non sapevano chi fosse quell'anziana signora cos sensibile e cordiale.
La valorosa donna tedesca visse sempre in esilio, lontana dalla "sua" Napoli.


Nell'ex Capitale ci and invece Sissi, un tour di cinque giorni per vedere i posti in cuilasorella minore aveva regnato e per lenire un grosso dolore: l'anno prima, il figlio Rodolfo si era tolto la vita dopo aver ucciso la donna amata.

Elisabetta non si sarebbe mai ripresa da questo dolore, portando il lutto fino all'ultimo giorno della sua vita, in preda a esaurimenti nervosi.

Era l'11 settembre del 1890 quando giunse a Napoli a bordo del suo yacht, aprendo la sua visita all'antica Capitale.

Tra caff e gelati al Gambrinus, visit monumenti, panorami, negozi, e botteghe, dove si riforn di porcellane, pastori da presepe, coralli e molte altre specificit locali che gli artigiani napoletani avevano lavorato per mesi esclusivamente per lei.

Fu anche alla Reggia di Caserta dove ammir con emozione i ritratti della sorella e, fortemente scossa, si sofferm in contemplazione al cospetto di quello col figlio Rodolfo.

Il 17 novembre Sissi prese il treno e and a Pompei, dove alcuni artisti stavano copiando per lei affreschi e decorazioni da riprodurre nella sua villa di Corf.

Quattro anni dopo, il cognato Francesco II delle Due Sicilie,malato di diabete, mor ad Arco di Trento e nel 1898 tocc proprio a lei: a Ginevra fu accoltellata da un anarchico squilibrato, trovando riposo eterno nella Cripta Imperiale di Vienna.


Maria Sofia visse pi a lungo. Solo il 19 gennaio del 1925, a Monaco, l'ultima regina di Napoli lasci questo mondo.
Riusc a tornare a Napoli col marito solo il 18 maggio 1984, quando le loro spoglie furono traslate nella basilica di Santa Chiara.

Poco pi di un mese dopo, un certo Diego Armando Maradona sarebbe sbarcato a Napoli. Un altro re, che avrebbe portato il primo scudetto in citt in un 10 maggio (1987), la stessa data dell'ingresso di Carlo di Borbone nel 1734.

Ma questa un'altra storia.
4/12/2013
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