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La pizza Margherita ritrova le sue vere origini
La pizza pi famosa al mondo riscopre la sua storia e lo fa ripartendo dalla storica pizzeria Lombardi di via Foria a Napoli, dove marted 5 novembre andato in scena un evento di valorizzazione della tavola identitaria.

Mastroberardino in Fior di margherita ha riempito i quattro piani del ristorante per lappuntamento organizzato da Mirko Crosta con limpegno della famiglia Lombardi.

La serata ha proposto gli ottimi vini presentati da Piero Mastroberardino e abbinati alle quattro portate del menu, tra cui la sorprendentemente buona ed emozionante pizza Fior di Margherita, presentata da Angelo Forgione.

Alla presenza dei rappresentanti dellAssociazione Verace Pizza Napoletana, la vera storia della pizza stata raccontata attraverso i documenti riportati nel libro Made in Naples dello stesso Forgione, tornando alle vere origini depoca borbonica, quelle del periodo 1796-1810.

Ai tavoli stata servita la pi famosa delle pizze sotto una veste sconosciuta, quella che, probabilmente, aveva allinizio dellOttocento, molto prima della preparazione di Raffaele Esposito datata 1889 per omaggiare la Regina Margherita di Savoia.

Il filologo Emmanuele Rocco, infatti, nel libro Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti coordinato da Francesco de Bourcard nel 1849, parl di combinazioni di condimento con ingredienti vari, tra i quali basilico, pomidoro e sottili fette di muzzarella.

E le fette, distribuite con disposizione radiale, disegnavano verosimilmente il fiore di campo su una pizza che Raffaele Esposito propose quarantanni dopo alla regina sabauda.

Tracce di pizza con questi ingredienti sarebbero anche antecedenti, databili allinizio dellOttocento, come del resto scritto nel Regolamento UE n. 97/2010 della Commissione Europea riportato nella Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 2010 accreditante la denominazione Pizza Napoletana STG nel registro delle specialit tradizionali garantite.

Al punto 3.8 dellAllegato II, si legge infatti che le pizze pi popolari e famose a Napoli erano la marinara, nata nel 1734, e la margherita, del 1796-1810, che venne offerta alla regina dItalia in visita a Napoli nel 1889 proprio per il colore dei suoi condimenti (pomodoro, mozzarella e basilico) che ricordano la bandiera dellItalia.

Pomodoro e mozzarella furono fulcri di unampia rivoluzione agricola depoca borbonica che rivoluzion le tavole di Napoli nel Settecento.

Nel libro di Angelo Forgione si legge proprio che la produzione del famoso latticino fu stimolata nei laboratori della Reale Industria della Pagliata delle Bufale di Carditello, la tenuta di caccia di San Tammaro che Ferdinando IV rilev dal padre Carlo proprio nel 1780 per trasformarla in un innovativo laboratorio di circa duemila ettari per coltura e allevamento.

Forgione scrive anche che il pomodoro giunse dallAmerica latina intorno al 1770, in dono al Regno di Napoli di Ferdinando IV dal Vicereame del Per, in quegli anni territorio borbonico dominato dalla Spagna dellex napoletano Carlo III, e ne fu subito radicata la coltura nelle terre tra Napoli e Salerno, dove la fertilit del terreno vulcanico produsse una saporitissima variet.

Lo scrittore ci fa riflettere sul fatto che non credibile che a Napoli ci sia voluto un secolo per mettere insieme sulla pizza quelle gustosissime novit.
7/11/2013
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