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Napoli 1963: i Giochi del Mediterraneo
di Adriano Cisternino
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Com'era bello il Palargento cinquant'anni fa, quando ospitò i Giochi del Mediterraneo del '63!
Chi l'avesse dimenticato (o è troppo giovane per ricordarlo) può rinfrescare la memoria andando a dare uno sguardo alla splendida mostra commemorativa (resterà aperta un mese) per le celebrazioni dei 50 anni dei GdM di Napoli 1963 allestita da Coni Campania e Coni Napoli nella sede di Palazzo Coni in via A. Longo 46/E.
Inaugurata ieri con l'intervento del tre volte oro olimpico Klaus Di Biase, che dalla piattaforma della piscina della Mostra, ai Giochi di Napoli, si tuffò verso una carriera tutta d'oro (tre ori olimpici), la mostra raccoglie una serie di immagini, documenti e testimonianze relative alla più grande rassegna polisportiva internazionale che Napoli abbia ospitato nella sua storia.
Il San Paolo si rifece il maquillage, il Collana fu ristrutturato e divenne un impianto polifunzionale, c'era la Scandone, l'Albricci, il Lago Patria.
E c'era naturalmente il Palargento, nuovo di zecca, per anni tempio del basket e del pugilato, oggi ridotto ad un cumulo di macerie che fanno tanta tristezza.
Ed è veramente triste dover rilevare che proprio quest'anno il Palargento, chiuso nel giugno 1998 dopo una manifestazione internazionale di pugilato, ha battuto il record di inagibilità della piscina Scandone che ebbe sì una lunga e travagliata odissea, ma almeno (!) fu riaperta dopo quindici anni.
Il Palargento invece, nonostante infinite promesse, è ormai quasi cancellato dalla memoria, mentre la palestra del Collana è inagibile da anni.
Oggi, insomma, dopo mezzo secolo, sul piano dell'impiantistica sportiva, Napoli non sarebbe in grado di ospitare i Giochi del Mediterraneo.
Malinconie a parte, la mostra, ideata ed organizzata dal Coni Napoli di Sergio Roncelli, con il Coni Campania di Cosimo Sibilia, ha radunato ieri in una folla di intervenutti nel salone del Coni numerosi ex-atleti vincitori di medaglie dei Giochi napoletani.
Con Klaus Di Biase c'erano Pasquale La Ragione (scherma), Gianpiero Fossati (nuoto), Angelo Damiano (ciclismo), Vincenzo Siligo (ginnastica), Enzo Grassi (lotta), Gaetano Cuccurullo e Claudio Tricarico (canottaggio), mentre messaggi augurali sono pervenuti da Nicola Pietrangeli che vinse l'oro nel tennis, e da Livio Berruti, oro nei 200 e nella 4x100 con il salernitano Pasquale Giannattasio in formazione.
Furono anche i Giochi di Dino Zoff, oro nel calcio, poi idolo del San Paolo.
Nel medagliere della Campania figurarono anche Fritz Dennerlein (nuoto e pallanuoto) che lesse il giuramento al San Paolo nella cerimonia d'apertura, Cesare Caramelli e Giovanni Orlando (nuoto), Geppino D'Altrui e Rosario Parmegiani (pallanuoto), Guido Marra (canottaggio), Angelo Scalzone (tiro a volo), Nino Cosentino e Michele Florenzano (vela).
Due brevi filmati hanno riproposto momenti topici della manifestazione che coinvolse l'intera città dal 21 al 29 settembre, a cominciare dalla cerimonia d'apertura con la presenza in tribuna di Antonio Segni, presidente della Repubblica, e Giovanni Leone, presidente del Consiglio.
Il presidente del Coni era Giulio Onesti mentre il conte Ermelino Matarazzo rappresentava il Coni Napoli con l'avv. Nino Mosca (poi suo erede), segretario generale dei Giochi.
L'Italia vinse la classifica del medagliere con ben 96 medaglie di cui 42 d'oro e 29 d'argento e 25 di bronzo: un record.
Erano i quarti Giochi del Mediterraneo, con 13 paesi in gara.
Furono gli ultimi ad esclusiva partecipazione maschile.
Tunisi 1967 avrebbe aperto anche alle donne.