Cronaca
L’educazione civica che non c’è più...
e neanche le pene
di Angelo Forgione
A vedere come sono ridotti i tanti monumenti della città, i bellissimi monumenti della città, viene da piangere.

È sempre stato così? Certo che no.
L’aggressione ai monumenti è una piaga contemporanea, iniziata con l’avvento nel dopoguerra delle bombolette spray, esplosa con la morte del senso civico degli ultimi trent’anni.

Basta dare uno sguardo al cortometraggio dei fratelli Lumiere datato 1898 per rendersi conto della pulizia di via Toledo, dove all’inizio del secolo scorso non si trovava una carta per terra, e così era in tutte le strade della città.

E la Napoli epicentro di cultura europea di Sette-Ottocento non poteva certo presentarsi al mondo che l’osservava, ai viaggiatori del Grand Tour e al primo turismo massivo in condizioni miserrime come quelle di oggi.

C’erano delle leggi ferree e venivano applicate.
Basta prendere ad esempio lo stato in cui versa la Villa Comunale, e rileggere il "Regolamento per la decenza, e per lo buon ordine da serbarsi sì nell’esterno che nell’interno della Real Villa di Chiaja" emanato dalla Prefettura di Polizia nel 1826.

All’Articolo VIII si legge:
 "Chiunque ardirà di distruggere, abbattere, mutilare, o in qualunque altro modo deteriorare le statue, i monumenti, o altri oggetti di arte esistenti nella Real Villa, sarà immediatamente arrestato per essere punito a norma dell’articolo 261 delle leggi penali. Chiunque ardirà di abbattere, tagliare e svellere gli alberi, i rami, gl’innesti, le piante, come pure chiunque ardirà di deteriorare o danneggiare qualsivoglia ornato di fabbrica o di legno, o di ferro nella predetta Real Villa, sarà del pari subito arrestato per essere punito a norma degli articoli 445 e 446 di dette leggi penali".


Nessuno si permetteva di sporcare e degradare la Villa perché sapeva che, se fosse stato pizzicato, e i controlli c’erano, subito sarebbe stato tradotto al Commissariato del Quartiere Chiaja per essere detenuto.

E non stiamo parlando del Ventennio fascista.

Regole, controlli e punizioni ferree… ciò che oggi non esiste, e si vede.
A proposito, in Villa non si poteva fumare.

Guarda il cortometraggio dei fratelli Lumiere

2/5/2013
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