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Economia
Napoli e Torino nel 1860 come Berlino e Atene oggi
di Angelo Forgione
Sullattualissimo tema della crisi del debito sovrano in cima allagenda politica in Europa in quanto ostacolo allunificazione politico-economica degli Stati membri, irrompe Stphanie Collet, ricercatrice dellUniversit Libre de Bruxelles, che ha pubblicato la ricerca UnItalia unificata? - Il Debito Sovrano e lo scetticismo degli investitori accennata anche dal Sole 24 Ore in cui solleva la necessit di studiare il rischio attuale inquadrandolo in una prospettiva storica prendendo a modello per lEuropa il processo di unificazione italiano del 1861 e la conseguente unificazione monetaria tra il 1862 e il 1905.

Nel suo lavoro, la ricercatrice dimostra che la nascita dellItalia gener un debito pubblico comune derivato dalla somma dei debiti sovrani dei sette Stati preunitari e verifica landamento dei rendimenti delle obbligazioni sovrane dei diversi Stati italiani sulle borse di Anversa, Parigi e Londra, prima e dopo lunit, dove rimasero quotate fino al 1876 seppur risalenti a prima del 1861 (le emissioni del Regno delle Due Sicilie erano indicate come Italy-Neapolitan) a testimonianza del fatto che il mercato finanziario dellepoca non dava per assodata la sopravvivenza del progetto Italia unita dei piemontesi.

Il presupposto fondamentale della ricerca il forte indebitamento del Regno di Sardegna causato dalla natura bellico-militare del Piemonte e caratterizzato da tassi dinteresse elevati, a fronte del sistema economico virtuoso con ridottissimo debito del Regno delle Due Sicilie cui i Savoia fecero pagare il peso finanziario della conquista.

La Collet offre delle considerazioni sullesempio italiano: Come lItalia di allora, lEuropa oggi fatta da stati eterogenei, con economie di dimensioni e condizioni diverse, che parlano lingue diverse e hanno sistemi di imposizione fiscale separati.

Il Regno di Napoli economicamente era per lItalia quello che oggi la Germania per lEurozona.
Come il Regno di Napoli prima dellintegrazione del debito sovrano, la Germania di oggi leconomia pi forte dellEurozona e beneficia del costo del debito pi basso in assoluto.

Poi la considerazione neutrale che fa trasalire i risorgimentalisti: Napoli era di gran lunga la citt pi importante del neonato Regno dItalia.
E le regioni del Sud avevano una discreta struttura industriale, unagricoltura fiorente sia pure basata sul latifondismo, e importanti porti commerciali.
In un certo senso, facendo un parallelo, Napoli e Torino erano la Berlino e la Atene dellepoca e il debito napoletano fu quello che pi fu penalizzato dallunificazione dei debiti.

La ricerca della Collet complementare ad un approfondimento dellex Rettore dellUniversit di Buckingham Martin Jacomb che sul Financial Times del Luglio 2011 evidenzi come la Grecia abbia subito un impoverimento permanente dopo ladozione delleuro analogo a quello che il meridione dItalia sub dopo lunit e la conseguente adozione della lira.

Esempi calzanti anche se conservano un distinguo essenziale. Gli interessi economici delle massonerie internazionali, nel caso italiano del 1860, si sposavano con quelli sociali e religiosi.

AllInghilterra anglicana, sovrana di quellEuropa, lItalia unita era funzionale alla cancellazione del potere temporale del Papa e al potere economico-marittimo nel Mediterraneo del cattolico Borbone.

Gli interessi erano molteplici mentre oggi tutto ridotto a una questione monetaria. Inoltre il Piemonte invase il Regno delle Due Sicilie e lo costrinse con le armi a pagare il proprio debito pubblico mentre oggi la guerra monetaria europea non si combatte con le armi ma con i soldi, e appare davvero arduo che la solvibile Germania, vincitrice del conflitto economico contemporaneo, accetti di essere penalizzata dal pagamento del debito dei paesi europei poveri.

Cc nisciuno fesso, che proverbio bugiardo!
Meglio Ka nischn fessen.
2/7/2012
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