Cultura
Triste degrado per il Tempio Cattedrale di Pozzuoli
di Alessandra Giordano
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Salvate dal degrado e dall’incuria la cattedrale di Pozzuoli!
Un grido di allarme, quasi un’invocazione si solleva dalla platea di rotariani che hanno assistito e ascoltato l’appassionata e documentata conversazione dell’architetto Alessandro Castagnaro, l’altra sera a Gli Dei, dove si erano riuniti i club di Pozzuoli, presieduto da Bruno Lapiccirella e di Napoli Est guidato da Angelo Mastro.
Terremoti e incendi hanno reso la storia dell’antico tempio lunga e affascinante a causa dei continui interventi e delle radicali ristrutturazioni.
Ma ora, dopo i lunghi e pregevoli lavori e i tanti finanziamenti, la chiesa puteolana è di nuovo in triste stato di abbandono.
“Edificato in età augustea in andamento acropolico nel Rione Terra – racconta l’architetto Castagnaro, docente di storia dell’architettura presso l’Università di Napoli - il tempio pagano a pianta rettangolare, fu inglobato nell’ampliamento della nuova cattedrale barocca e in questa fase venne distrutta la parte frontale ed abbassata la quota del pavimento sul livello del mare: l’edificio romano si presenta come uno dei più corretti esempi del classicismo augusteo, con pronao esastilo di ordine corinzio con nove colonne sui lati lunghi e una gradinata verso il mare”.
Quando, alla fine del 500, il terremoto distrusse Tripergole e fece sorgere dal nulla il Monte Nuovo, anche Pozzuoli con il Rione Terra ebbe molti danni.
“Nel 600 tutte le architetture venivano barocchizzate per dare quel senso di grandiosità che la chiesa voleva esprimere – continua il conversatore – e vennero chiamati grandi architetti come Cosimo Fanzago e Bartolomeo Picchiatti, che costruirono la cattedrale barocca sui resti del tempio che così sparì.
Ecco, dunque, sorgere questa chiesa con cappelle laterali, coro, navata centrale, cattedra episcopale, ori e tabernacoli e con la grande cupola del Santissimo Sacramento…”.
Nel 1964, e precisamente il 17 maggio, nella cattedrale, per cause ignote, si sviluppò un incendio: l’architetto Castagnaro mostra le immagini di travi in legno ancora fumanti, le tele bruciate, mentre l’impianto resiste e altre opere di decorazione rimangono intatte come il campanile, ancora in piedi.
Per la ricostruzione furono chiamati gli architetti Roberto Pane ed Ezio de Felice che, negli anni 70, decidono di demolire completamente la parte barocca. “Oggi la teoria della conservazione non avrebbe accettato questa linea!”, sottolinea Castagnaro.
La chiusura della Cassa per il Mezzogiorno e i fenomeni bradisismici portarono all’abbandono del Rione Terra: la gente migrò verso i quartieri di Toiano e Monteruscello, i saccheggi che ne seguirono furono un danno colossale per il tempio.
“La parte archeologica fu ritrovata nel 2003 – continua il docente – e, vista la grande complessità e duplicità della proprietà del comune e della chiesa destinataria delle funzioni, nonché le valenze elevate per i percorsi turistici e di studio, fu bandito un concorso dalla Regione”.
I lavori costarono 80 milioni di euro e finirono nel 2008: il tempio isolato ebbe così una sua ricostruzione adeguata con moderne tecnologie, mentre tutto il Rione Terra doveva diventare albergo diffuso.
“Purtroppo da allora sono passati tre anni, non ci sono fondi e tutto è fermo… e si rischia lo sfacelo!”.
Eppure Pozzuoli, con i suoi tesori può essere paragonata a Pompei… c’è bisogno di soldi, ma in questo momento non ci sono fondi a disposizione per la crisi mondiale: tanto è stato fatto per ridare alla città questo significativo monumento e non farlo deperire. E un valido aiuto potrebbe venire proprio dal Rotary e dal suo Distretto.
Sono intervenuti l’assistente del Governatore Giuseppe De Rosa, il presidente incoming Giuseppe Nardini, il past president Ermanno Santamaria Amato, Massimo De Marco, Paola Ascione, Rosario Pitton.