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Iside con l'acqua alla gola
di Antonio Cangiano
NAPOLI – Sommerso a causa delle recenti piogge il Tempio di Iside a Cuma. L’edificio sacro, risalente al I sec. a. C. ridotto un acquitrino. Emergenza legata al cattivo deflusso delle acque.

ISIDE NEL PANTANO - Per un paio di mesi l’anno, in coincidenza del periodo estivo, il tempio di Iside appare sgombro, libero dalle acque, per il resto è quasi sempre un pantano. Il sito archeologico individuato casualmente nel 1992 tra le dune e la macchia mediterranea antistante l'acropoli, infatti, è gravato da un serio problema legato al deflusso delle acque.
Dopo le intense piogge di questi giorni è diventato un cavo acquitrino: sommerso per metà, con due dei quattro ambienti voltati e le superfici interne in cocciopesto interamente allagate.

REGOLARE IL DEFLUSSO - Il problema lo spiega una delle guardie ambientali della foresta di Cuma.
Il tempio ricade attualmente nella foresta regionale “area flegrea monte di Cuma”, qualificata come sito di importanza comunitaria (SIC). L'inconveniente è dovuto alla concomitanza di due fattori, l’acqua piovana che si raccoglie nello scavo e l’acqua di falda che lo invade dal basso. Occorrerebbe un intervento di regimentazione delle acque per regolarne il deflusso ed evitare il pantano durante i picchi di piovosità.

IL TEMPIO - Il Tempio di Iside scoperto nel 1992 sulla spiaggia antistante l'acropoli di Cuma, è databile tra il I sec. a.C. ed il I d.C. In una vasca furono ritrovate tre statuette acefale raffiguranti la divinità egizia, una sfinge ed un sacerdote con l'immagine di Osiride, ora esposte al museo Nazionale di Napoli. Frequentato fino al IV sec. d.C., venne distrutto presumibilmente ad opera dei Cristiani.

Guarda il video su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=x34LDJlmzOQ
29/4/2012
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