Recensioni
Vitali e “Il meccanico Landru”
Il nuovo romanzo corale del medico-scrittore
di Emanuela Cicoira
«Vittoria!» Non appena entrato nella sede della sezione, il Pasta non fece e non disse altro […]
«Vittoria!», ripeté. Al che i presenti risposero con un applauso, doveroso in quanto una vittoria andava sempre salutata con entusiasmo.


Sapore d’Italia, nell’ultimo romanzo di Andrea Vitali; intenso, avvolgente.
Non proviene solo dalla tipica ambientazione di provincia – la Bellano sul lago di Como dove l’autore è nato e vive – quanto piuttosto dai personaggi che vi sono immersi. E dall’epoca: siamo nel 1930, tempo in cui eventi eccezionali si preparano a mutare volto al mondo intero.
 
Naturalmente i bellanesi vitaliani non ne hanno la minima idea. Ne hanno parecchie, invece, benché contraddittorie, sulla novità rappresentata dall’arrivo di una partita di telai elettrici presso il locale cotonificio, ivi convogliati per ordine della sede centrale al fine di incrementare e di sveltire la produzione.

Ahiloro: macchine al posto di uomini vorrà dire uomini disoccupati, e poco importa che a esigerlo sia più la crisi del ’29 che non il progresso tecnologico. Il direttore Galimberti ing. Luigi, oltre a sfoltire l’organico, dovrà provvedere in tempi brevi alla sistemazione dei telai nonché alla loro messa in funzione ad opera dei fortunati superstiti. E se il primo è compito ingrato, il secondo si rivelerà impresa quasi impossibile…

Sì perché, nevicate e complicazioni logistiche a parte, insieme ai telai in paese giungono anche i sei meccanici preposti all’istallazione degli stessi, i quali, piombati ubriachi fradici nel pieno di una festa fascista in onore dei reali promessi Umberto e Maria José, diventano causa di scompiglio tra gli abitanti, mettendo a repentaglio, in una sorta di  reazione a catena, carriere, reputazioni, cuori e conti in banca.

Il segretario locale del Pnf Aurelio Pasta, reo di essersi fatto sorprendere assente al momento della rissa, denuncia incautamente l’intero sestetto (senza pensare che la dirigenza del cotonificio vanta pezzi grossi del Partito…).

Alla direzione non piace tutta questa pubblicità. Risultato: licenziati in tronco i meccanici, fa niente che uno di loro sia innocente in quanto astemio. Quest’ultimo, cui qualcuno ha appioppato il nome dell’assassino seriale francese Henri Landu, invece di partire con gli altri resta a Bellano, dove prende a condurre una vita di espedienti e di sotterfugi.

Del molto poco raccomandabile ma avvenentissimo soggetto si innamora subito la piacente e riservata segretaria dell’ingegnere, Emilia Personnini, e mentre tutto il paese spettegola su una sospetta intesa tra il misterioso “gaucho” e la rossa Mirandola, operaia del cotonificio che lo ha difeso alla festa, una serie di altri interessi – politici, economici, sentimentali – determinano infiniti intrecci tra i coloriti personaggi della storia.

Dal medico generoso all’avvocato opportunista, dal parroco impegnato al capostazione pettegolo, dal messo comunale alla perpetua coi suoi polli lessi, passando per il podestà e l’immancabile maresciallo dei carabinieri, il variegato mosaico sociale di Vitali va componendosi a ritmi ciclici, scanditi dall’alternanza dei brevi capitoletti, secondo un stile un po’ classico e un po’ cinematografico insieme.

Andrea Vitali, infatti, procede per piccoli quadri. Ama lo stacco, il cambio di obiettivo, il narrare a incastro. Tra un «E invece…» e un «Erano le quattro e mezza quando…», la sua folla balzachiana di protagonisti dispiega un vasto campionario di vizi e virtù: l’amore, il coraggio, la viltà, il senso della giustizia, la brama di potere, il bieco interesse personale…

Nella prosa fluente e scorrevole del medico-scrittore ci sono le storie del patrimonio culturale collettivo della sua terra; c’è l’eco dei racconti del padre, che disse «No» al suo annuncio di voler fare il giornalista, ma pare non gli abbia negato dell’ottimo materiale narrativo.

Figli lontani e vicini di storie perdute e ritrovate, questi rappresentanti di un’Italietta familiare e mediocre, facili al compromesso, al dispettuccio, al mutamento d’opinione, subiscono il fascino della retorica roboante e vuota. Sguazzano nel “piccolo” mentre un “grande” spesso imperscrutabile incombe su di loro. Ci ricordano una foto di gruppo dei tempi che furono…
Ma non in seppia; a colori: verde, bianco e rosso.

TITOLO: Il meccanico Landru
AUTORE: Andrea Vitali
CASA EDITRICE: Garzanti
ANNO: 2010
PAGG: 370
PREZZO: € 18,60
15/1/2011
  
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