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Cronaca
La guerra dei rifiuti
Programmazione mancata o strategia di cattiva politica
di Stefano Federici
Le promesse del governo Berlusconi sulla definitiva risoluzione dellemergenza rifiuti ben presto risultano vane

La cronica mancanza di una seria programmazione, la continua emergenza che mai ha affrontato seriamente la questione apponendovi solo temporanee pezze e lasciando, nei fatti, la situazione invariata, una raccolta differenziata arrivata solo negli ultimi tempi al 19% anche a causa della mancata erogazione dei necessari fondi (8.250.000 euro) del finanziamento regionale, il mancato pagamento da parte della Provincia delle spese per la gestione degli impianti Stir (stabilimenti di tritovagliatura ed imballaggio rifiuti), la stessa legge di provincializzazione dello smaltimento rifiuti, improponibile per una provincia quale quella napoletana ad altissima densit abitativa, fanno si che il problema, a tuttoggi, rimane totalmente insoluto e si rincorrono continuamente soluzioni tampone lasciando, cos, libero spazio ai mille affari che il business dei rifiuti permette.

Un sistema che non si regge, cos come concepito, e che ad ogni minima difficolt va in tilt. Infatti Napoli e la Campania si ritrovano, appena pochi mesi dopo la prevista chiusura dellemergenza rifiuti stabilita per decreto governativo (17 dicembre 2009), nuovamente invase da tonnellate di sacchetti.

E bastato che nascessero tensioni nellarea del Parco naturale del Vesuvio, dove stata prevista la cava Sari, tra i cittadini, esasperati dagli insopportabili miasmi della discarica, e le forze dellordine per riportare nuovamente la situazione al punto di partenzase non addirittura peggiorandola.

Nei fatti le discariche sinora previste nella provincia di Napoli sono appena 4 (Chiaiano, Terzigno, Tufino e Giugliano), e la sola Napoli produce 1.450 tonnellate di rifiuti al giorno. Di queste 4 Chiaiano e Terzigno tra poco saranno sature e non pi utilizzabili. Il solo inceneritore di Acerra, che presenta una serie di dubbi sia sulla sua effettiva funzionalit, sia sugli effetti inquinanti delle sue emissioni, non riesce, neanche se lavorasse a pieno ritmo, a smaltire quanto sarebbe necessario.

Problemi nascono anche dalla societ incaricata dello smaltimento dei rifiuti, spesso utilizzata, dai politici nostrani, come ennesimo collettore di clientele e voti.
La municipalizzata responsabile della raccolta differenziata e indifferenziata dei rifiuti solidi urbani, della frazione umida e dei rifiuti pericolosi lAsia, che il 29 maggio del 2010 vede, in tutta fretta, rinnovato il suo consiglio di amministrazione dalla giunta Iervolino con la sostituzione di Pasquale Losa alla presidenza della societ di igiene urbana con Claudio Cicatiello, ex numero uno del Ctp, societ un tempo partecipata del Comune e di cui il Comune si liberato. Cicatiello, bassoliniano di ferro, diviene il presidente.

Nel Cda siedono Luca Stamati, pur lui un tempo assessore provinciale dei Verdi, indicato da Sinistra e Libert, confermati Daniele Fortini nel ruolo di amministratore delegato, Fabio Matteo e Giuseppe Uliano come consiglieri. I soli cinque consiglieri costano 180.000 euro lanno. 2.440 sono i dipendenti che aggiunti a quelli delle ditte appaltatrici arrivano a pi di 3.000 addetti.

Nel novembre 2010 LAsia rescinde il contratto con una delle societ appaltatrici, Enerambiente, una societ che gi nel 2009 raccoglieva, per conto della municipalizzata, i rifiuti nel 68,7% delle citt e che gi si era vista contestare varie irregolarit a partire dalle vie di transito utilizzate per finire allomessa manutenzione degli impianti, la mancanza di certificati antincendio e del piano emergenza. Tra i 469 dipendenti risultavano lavoratori con precedenti penali che non sarebbero potuti essere assunti. La stessa ditta era stata oggetto di un vero e proprio raid che port alla distruzione di circa 50 automezzi. La rescissione avviene solo quando la societ veneta viene raggiunta da uninformativa antimafia emessa dalla Prefettura di Venezia.

Al suo posto subentrano la Docks Lanterna di Genova e la Lavajet di Savona.
Lintervento dellesercito, nei giorni a cavallo tra Natale e Capodanno 2010, e laccoglimento, da parte di altre province e regioni, delle tonnellate di spazzatura che giacevano da giorni nelle strade di Napoli e provincia, ha riportato, almeno per il momento, la situazione, nelle zone pi visibili, alla normalit.

Restano i ritardi, resta la cattiva gestione, restano i mille e pi dubbi dei cittadini sul decreti legge sulla provincializzazione dello smaltimento rifiuti e quello sulle deroghe alla legge sui materiali da smaltire nelle discariche e negli inceneritori, resta il cancro di quelle organizzazioni criminali che continuano ad utilizzare il suolo campano per i loro sporchi affari, tutti fatti che fanno presagire, purtroppo, che la guerra dei rifiuti non sia alla sua conclusione...


Note
Pasquale Losa gi il 12 luglio 2010, appena ad un mese e pochi giorni dalla sua sostituzione come presidente dellAsia, viene eletto, dal sindaco Iervolino, componente della giunta comunale con deleghe al personale, rapporti con la citt e relazioni sindacali. Era stato gi assessore al lavoro del Comune di Napoli e ex segretario regionale della CISLpraticamente un esperto in tutto.

La storia di Enerambiente :


La Slia Spa faceva parte della Holding di Manlio Cerroni, lottavo imperatore di Roma. Cerroni il re delle discariche romane e in molte altre regioni italiane (vedi prima puntata). Francesco Rando un suo fido collaboratore. Responsabile della Giovi s.r.l per la gestione della discarica di Malagrotta di cui Cerroni proprietario. Rando stato condannato a un anno di reclusione, 15 mila euro di ammenda nonch al risarcimento dei danni morali e patrimoniali da liquidarsi in sede civile a favore di alcune delle parti lese costituitesi al processo. Si tratta in particolare del gruppo Verdi ambiente e societ, di due comitati cittadini di Malagrotta e del Wwf. Motivo della condanna, lo smaltimento senza alcuna autorizzazione di rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dallAcea nellottobre 2004, in violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003. Rando accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui Rando sarebbe anche stato produttore.

Nel 2007 viene costituita unaltra societ la Te.Am Tec spa, nata per scissione partecipata dal 60% dalla Te.Am e dal 40% dalla Deco Spa (questultima di propriet Di Zio e famiglia, indagati per associazione a delinquere, corruzione, truffa e abuso di ufficio). La Te.Am Tec Spa si occupa della costruzione di nuove tecnologie (termovalorizzatori, Bioessicatori) inattiva dalla nascita, 2007. Ma torniamo al socio privato della Te.Am la Slia . Negli anni 2000/2001 fu venduta dal gruppo Cerroni allimmobiliarista e amico Stefano Gavioli, che pone la Slia in liquidazione forzata negli anni 2005/2006. Il 30/04/2007 la Slia Spa viene scissa in Slia Spa, Slia Tecnologies, Enerambiente Spa.

Nellanno 2007 vengono incorporate in Enerambiente insieme alla Societ Meridionale discariche ARL. LEnerambiente diventa senza nessun bando pubblico a gettata europea come prevede la legge, il nuovo socio privato della Te.Am. La liquidazione della Slia fu condotta dallattuale AD della Te.Am,l Avv. Giovanni Faggiano, condannato in primo grado per favoreggiamento in un caso di tangenti nel Brindisino. Nel frattempo la Slia fu interdetta per antimafia dal Prefetto di Napoli Pansa e la stessa Enerambiente sotto osservazione per essere riconducibile ad un personaggio indicato quale anello di congiunzione tra il clan DAlessandro di Castellammare di Stabia e la Sacra Corona Unita.

(Fine)

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10/1/2011
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