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Cronaca
150 anni fa entrava Garibaldi a Napoli
7 Settembre 1860, sfilata del dittatore in cattiva compagnia
di Angelo Forgione
7 Settembre 1860: la Piedigrotta, anche festa nazionale delle Due Sicilie, in pieno svolgimento quando, al culmine della risalita della penisola da parte dei mille garibaldini, Re Francesco II di Borbone lascia Napoli per evitare sofferenze al suo popolo. Nello stesso giorno, mentre il Re delle Due Sicilie in navigazione verso Gaeta, laddove organizzer lultima difesa del Regno, entra a Napoli Garibaldi che si reca a portare omaggio alla Madonna per simpatizzare coi napoletani. Quella data da considerarsi a tutti gli effetti come linizio del potere camorristico in citt.

Le sommosse in Sicilia e le pressioni di Inghilterra e Francia sotto la spinta delle massonerie avevano convinto Francesco II a ripristinare la costituzione del 1848 e a promulgare un'amnistia che restituiva la libert a un gran numero di camorristi. La camorra di allora non era quella di oggi, potente e ramificata, ma unattivit dedita ad affari di quartiere.

Francesco II nomin Ministro di Polizia Liborio Romano, un liberale pugliese, che subito dopo lincarico contatt in segreto lamnistiato capintesta della camorra Salvatore De Crescenzo, detto Tore e Criscienzo, chiedendogli di radunare tutti i capi-quartiere della citt affinch gli facessero visita. Si tratt di unassemblea in cui si sanc il primo caso di connivenza tra Stato e malavita organizzata proprio sul nascere della nazione unita. Liborio Romano, corrispondente di Cavour, avrebbe favorito lingresso di Garibaldi per poi diventare Prefetto mentre il camorrista "Tore'e Criscienzo" sarebbe divenuto Questore a capo della guardia cittadina costituita per intero da malavitosi col compito di garantire lordine pubblico in una citt in fermento.

I camorristi assoldati dalla nascente nazione si distinguevano da una coccarda tricolore appuntata sul cappello. Seguirono giorni di tumulti e assalti ai commissariati napoletani per distruggere gli archivi; coloro che si opponevano venivano considerati nemici della patria e ricevevano bastonate.

Il 7 Settembre 1860, dunque, Garibaldi entr in Napoli a bordo del treno borbonico, sotto locchio attento delle guardie camorristiche. In testa al corteo che seguiva la carrozza del dittatore delle Due Sicilie figurava proprio il questore capintesta "Tore 'e Criscienzo". Via Marina, Maschio Angioino, Largo di Palazzo (Plebiscito) e breve discorso. Poi su per Via Toledo fino a Palazzo Doria DAngri dal quale si affacci e ne prese possesso come dimora. Il giorno seguente il Generale si rec a far visita alla Madonna di Piedigrotta attraversando in parata la Riviera di Chiaia. Per volont divina, Garibaldi, il ministro doppia faccia Liborio Romano e tutti i camorristi di guardia furono accolti da un tremendo temporale che inzupp il corteo alla volta del santuario.

Quella dellanno seguente fu lultima Piedigrotta, organizzata dal luogotenente Generale Enrico Cialdini, uomo impegnato in quel periodo a massacrare migliaia di meridionali patrioti tacciati per questo col marchio di briganti. I Savoia, tra i tanti demeriti, ebbero anche quello di sospendere la festa nel 1862 dopo aver decretato nel Febbraio di quellanno la soppressione di tutti i conventi e la confisca dei beni mobili e immobili della chiesa. Fu coinvolto ovviamente anche il santuario di Piedigrotta i cui canonici furono liquidati con un piccolo vitalizio.

Finiva cos la Piedigrotta, finiva Napoli Capitale. Quella che riprender anni pi tardi non sar pi la grande festa nazionale che i visitatori del Gran Tour si recavano un tempo a vivere di persona.

http://www.youtube.com/watch?v=5ZXRnzQchh0
6/9/2010
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