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Cronaca
Bagattelle
"Il luogo da cui vieni è sempre amabile, è patriottismo su piccola scala" (Knut Hamsun).
di Vincenzo Cicala
Non è sentimento di casa, ma è il luogo in cui siamo stati generati. Lo stesso Garibaldi, conquistatore di terre senza difese e vincitore di eserciti sparpagliati, nelle sue lettere esprime chiaramente il dubbio di aver fatto male, di non aver operato a riscatto di un popolo, ma alla sua definitiva sottomissione al potere piemontese. Siamo stati presi per i fondelli con un’amministrazione locale diversa e faziosa, con l’occupazione delle province da parte dei funzionari del Regno. Ci avete massacrati, perché il dormiente popolo del sud, frastornato dal discorso di pochi ed illusi galantuomini, non aveva capito di trovarsi di fronte a dei conquistatori.

Né Poerio né Settembrini, illusi custodi di una libertà legata all’idea aristocratica eppure generosa e sincera fino alla morte della rivoluzione del ’99, prima ed ultima, sfortunata e generosa repubblica, avrebbero mai pensato che dei liberali, dei repubblicani seguaci di Mazzini e Cattaneo potessero trasformarsi in conquistatori e massacratori. Eppure avete ucciso più che in tre guerre di indipendenza, più di quindicimila ribelli, chiamati dalle vostre parti patrioti, e ridotti a briganti, quasi ad animali malvagi e crudeli, certamente selvaggi, solo perché nati nelle terre di conquista.

L’eccidio perpetrato dall’esercito Piemontese nell’agosto 1861 è diverso da quelli perpetrati da altre dittature, solo perché diversi autori e posta in gioco? Noi cerchiamo ciò che ci lega ai nostri luoghi. E fra tutte le cose sulle quali avete speculato ed abusato, non troviamo ad unirci un legame più forte e tenace della religione cattolica,come è nella storia delle nostre famiglie. Non la ritroviamo più nella bellezza delle nostre coste, del nostro golfo, con gli insediamenti dell’Ilva e della Navalmeccanica che hanno tolto, come si è visto a scorno di tanti falsi innovatori, respiro e speranza di sviluppo alle popolazioni. Non la ritroviamo nel commercio finito nelle mani della malavita e della nuova classe dirigente collusa con un mare di soldi che dalle speculazioni e dai commerci illeciti finiscono nel libero mercato finanziario ove il vostro verbo impera e possiede. Avendo speculato e preso su tutti gli investimenti compiuti in maniera non compatibile con il territorio e con i mestieri ed i commerci tradizionali,essendo voi ladri e ladroni, gridate contro la nostra corruzione. Noi, le nostre famiglie, sopravviviamo con l’aiuto di San Gennaro e la Misericordia del Padreterno e la nostra miseria ancora non puzza di famiglie allargate.

Ospitando Gheddafi nel pieno centro della Cristianità, consentendogli una prima riunione di godimento pubblico e, poi, di ammaestramento mussulmano a 200 belle ragazze e poi a 5oo avete ignominiosamente gettata nei RSU la bellezza e la grazia delle donne italiane, anche delle padovane, anche della Nuova Nazione Padana, ma lo schiaffo che maggiormente duole è avere oltraggiata la Cristianità dei luoghi. E’ vero, a prezzo conveniente, vendete tutto, il rispetto delle ereditiere minorenni, il rispetto delle donne, il rispetto della legge con l’elevazione a martiri e testimone della fede nel padrone di mafiosi. Per oggi avete celebrata Roma come Piazza degli Affari. Ed è questo che conta. Gli affari che fate. E continuateli anche con i vostro amici Farisei,con i vostri amici scribi e con i sadducei dei quali vi circondate.

Alle fontane di S. Pietro non si sono abbeverati i cavalli mongoli, quelli berberi hanno pascolato e dato prova di sé. Bei cavalli. Nonostante la vostra commercializzazione,la succursale di affari che avete installato nella capitale, a noi rimane la fede cristiana ed è essa che ci sorregge nella speranza della resurrezione.

31/8/2010
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