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Lampadine ad alto rendimento
Intervista ai 16 BiT
di Marco Di Milia
Il pop-rock britannico e la Campania: due realtà distanti, non solo geograficamente, sono le coordinate di partenza dei 16 BiT, band tutta di Capua attiva dal 2004. La pubblicazione del primo omonimo album è stata l’occasione di una chiacchierata per fare il punto su questo progetto, portato avanti con l’intento di raccontare i sogni e e le disillusioni di una generazione dominata da troppe incertezze, in tutti i sensi.

 Ciao ragazzi, grazie per la disponibilità.

1. Il primo album un tempo era un punto di arrivo per una band emergente, oggi è un biglietto da visita?
Per quanto ci riguarda è ,allo stesso tempo,un punto di arrivo e un nuovo punto di partenza. E' lo specchio delle esperienze fatte fino a questo momento. Quelle che faremo da questo momento in poi confluiranno nel prossimo...si spera a breve;-)

 2. Nell’epoca del declino del cd che senso ha per voi il supporto fisico? 
Siamo dei "malati" del suono e dell'alta fedeltà... siamo fra quelli che ancora preferiscono ascoltare dischi "storici" in vinile. Quindi per noi ha più senso ascoltare un cd per apprezzare a pieno un lavoro sonoro e di studio che, nel supporto mp3, perde sempre qualche punto. Non ci interessa tanto vendere i nostri cd ma,almeno ,coloro che lo acquisteranno si potranno godere i suoni così come noi li abbiamo concepiti al 100%. In ogni caso sta per partire anche la distribuzione digitale per coloro che preferiscono ascoltare la musica in mp3.

 3. Qual'è stato il percorso creativo del disco?
All'inizio il nostro repertorio era incentrato esclusivamente sulle cover dei nostri artisti preferiti (Beatles, Oasis, Coldplay, Radiohead, Muse e tutta la scena inglese dagli anni '60 in poi) poi, col tempo e con la maturità musicale, abbiamo cominciato a scrivere e a proporre anche dal vivo i nostri brani alle serate e nei vari contest.
Ciò che è stato determinante è stato l'incontro, nel 2007, con Gianpiero Ferrante del Real Tone Studio di Napoli che ci ha proposto di co-produrre quest'album.
Insieme a lui abbiamo ottimizzato i brani più rappresentativi del nostro sound e del nostro percorso artistico per creare questo prodotto di musica indipendente. E' stata un'ottima collaborazione che speriamo di ripetere anche in futuro.

 4. Com’è il rapporto con la vostra terra?
 E' un rapporto di amore/odio. Da un lato ci sono le nostre radici, l'affetto per la cultura partenopea e la filosofia di vita nella quale siamo cresciuti. Da un altro ci scontriamo continuamente con le difficoltà che ci sono ad uscire da certi luoghi comuni in favore di una mentalità più aperta. Siamo convinti che la Campania e, più in generale, l'Italia sia abilmente manipolata per tenerla sempre un passo indietro rispetto agli altri paesi. Se solo la gente riprendesse in mano le proprie scelte con consapevolezza ed amore per la propria cultura, potremmo vivere nel paese più bello del mondo sia per ciò che offre il territorio che per le risorse culturali che ci contraddistinguono.

 5."16BiT" ha una un progetto grafico che richiama molto le atmosfere retrò, vi sentite in qualche modo legati al passato?
 Siamo molto attirati dagli anni '60 e '70. Sarà perché c'è sempre la tendenza a considerare ciò che non si è vissuto migliore di ciò che si vive, o perché la maggior parte della musica che ascoltiamo appartiene a quegli anni ma ,se esistesse la macchina del tempo, non avremmo dubbi : 1 Gennaio 1968 e via...si parte;-)

6. Vi siete fatti conoscere con il film Animanera. Com’è nata la collaborazione con il regista Raffaele Verzillo?
Raffaele Verzillo è il fratello di Fabio, cantante/chitarrista della band. Inizialmente la sua intenzione era quella di inserire il brano "Fiammifero" sui titoli di coda del film... poi si è spinto oltre proponendoci l'intero commento musicale. Superato il panico iniziale di dover realizzare una colonna sonora (perché è una parola che richiama nomi inarrivabili come Morricone, Piovani etc.) per un film su un argomento scottante come la pedofilia, abbiamo deciso di provarci e il risultato ha strabiliato sia noi che Raffaele. E' stata una sfida notevole anche perché il regista, nonostante la parentela, non avrebbe certo compromesso la sua opera prima pur di favorire il "fratellino". Per fortuna il nostro impegno è stato ben canalizzato e abbiamo potuto fare questa bellissima esperienza creando un commento musicale,a nostro parere, riuscitissimo e ben congeniale ad un film impegnato come "animanera".

 7. Adesso, dopo uno sguardo al passato, parliamo del presente, cosa succede in casa 16BiT?
 Cerchiamo di suonare il più possibile in giro per far conoscere la nostra musica e per dare sfogo alla nostra voglia di comunicare... E' un periodo molto complesso per il nostro paese e riteniamo, nel nostro piccolo, che ogni artista debba spingere il pubblico a delle riflessioni e ad una analisi critica della realtà come cerchiamo di fare nei nostri brani.
Ad esempio, tra le cover che eseguiamo durante i nostri concerti c'è anche  "Io non mi sento italiano" di Giorgio Gaber. Tenete d'occhio il nostro myspace se volete essere aggiornati su tutti i prossimi concerti in programma! Tra l’altro i video di alcuni live sono anche su reverbnation.com/16BiT

 8. Sono in cantiere nuove canzoni?
 Il cantiere è permanente. Più si suona più nascono nuove idee sia musicali che di testo. Alcuni brani nuovi li suoniamo già dal vivo e speriamo di riuscire a "sfornare" un nuovo album in studio il più presto possibile. Nel frattempo sul nostro player di myspace c'è già un brano nuovo che si chiama "Tutto questo",un brano per tutti coloro che si ritrovano a riflettere sulle scelte fatte che ne escludono inevitabilmente altre.

 9. Una domanda di rito: c'è qualche artista che ha influito sulla vostra musica?
 Tantissimi... Da un punto di vista musicale e sonoro siamo sempre stati influenzati dalla scena inglese a partire dai Beatles proseguendo con i Pink Floyd, Bowie, Queen, Led Zeppelin, Oasis, Verve, Blur, Coldplay, Travis e sicuramente tanti altri che al momento non ci vengono in mente.
Per quanto riguarda i testi i nostri maestri sono i grandi cantautori che,nei loro brani, hanno cercato di creare sempre spunti di riflessione sulla realtà : Gaber, De Andrè, Rino Gaetano, Guccini, Nomadi e tutti coloro che sono consapevoli che la musica è cultura e può,anzi, deve riflettere la realtà e provare a migliorarla nei limiti del possibile.

Grazie mille d'aver risposto alle nostre domande, spero di vedervi live al più presto! 
 
29/6/2010
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