Calcio
Cannavaro, partitone e gol
di Mimmo Carratelli
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Palo del Catania, Paolo del Napoli. E’ festa a Fuorigrotta. Fulminante traversa di Spolli subito dopo il fischio d’inizio. Poi avanza, segna e decide Paolo Cannavaro (51’), il gigante della difesa (1-0). Il Catania rinuncia troppo nel primo tempo con le sue famose mezze punte sguscianti tutte in retrovia. E, nel secondo, con un Napoli più brillante e padrone del campo, è il portiere siciliano il protagonista del match. Andujar si trasforma in angelo, diavolo, farfalla, giaguaro e respinge con una mano, col viso, come può, le conclusioni a rete di Cannavaro (ancora lui!), Campagnaro e persino una deviazione ravvicinata dei suoi. Per tre volte ricaccia l’urlo del gol in gola ai tifosi azzurri. Si discute e si innervosisce Mjhailovic (fino all’espulsione) per un doppio fallo di mano in area di Maggio cadendo abbarbicato a Delvecchio (87’). Il primo tocco di mano, a terra, sembra involontario, il secondo no. Ma il Catania può lamentarsi poco avendo giocato tutto il primo tempo dietro la palla con un guardingo 4-5-1 e creando poco nella ripresa per pareggiare (appena una conclusione ravvicinata di Maxi Lopez con De Sanctis attento), mentre il suo portiere è stato la “stella” della partita.
Il Napoli ha sofferto per il caldo, per lo sforzo di giovedì contro la Juve, per la tattica vischiosa dei siciliani che chiudevano tutti gli spazi. Per 45 minuti, la squadra azzurra è stata lenta, monotona, prevedibile, poggiando tutta l’offensiva su Maggio (contro un magnifico Augustyn), con cross inutili, con Lavezzi che dava poca profondità distanziandosi dall’area catanese, con Hamsik dall’eterno passaggetto indietro sbagliando gli assist filtranti e con la preoccupazione dei centrocampisti di osare poco per non farsi infilare da Ricchiuti, Martinez e Mascara. Ma erano imbattibili i difensori. Grava all’ennesima prova da applausi contro Mascara che partiva da lontano. Campagnaro in aiuto a Zuniga per frenare Martinez. Cannavaro super contro Maxi Lopez, uno che ha tecnica e fisico.
Il Catania del primo tempo controllava agevolmente la partita chiudendosi con ordine e attenzione. La traversa di Spolli, su corner, restava un episodio isolato (1’). Non c’era lavoro per De Sanctis (34’ alto il colpo di testa di Martinez). Ma neanche il Napoli, nonostante il gran lavoro di Quagliarella, riusciva ad arrivare ad Andujar, il gatto di Buenos Aires, tranne la volta che Lavezzi lo impegnava a terra sul suo angolo (33’).
Concluso il tran-tran del primo tempo, il Napoli sbucava dagli spogliatoi (ma che cosa gli dirà mai Mazzarri fra un tempo e l’altro?) con un altro ritmo, più veloce, più convinto, più aggressivo. Il Catania puntava allo 0-0, questo era apparso evidente nella prima parte del match. Ma è crollato sul cross basso di Lavezzi da destra. Il pallone filtrava fra due difensori che assillavano Quagliarella nell’area piccola e Cannavaro, ancora nella sedici metri catanese dopo un corner, infilava da centravanti (51’), primo gol in serie A col Napoli, sesto in assoluto nella massima serie.
Ed ora che cosa fa il Catania? Intanto Mazzarri rinforza la difesa con Rinaudo (57’ per Zuniga) proteggendola meglio sul gioco aereo. Il Catania ancora non c’è, perché il Napoli insiste per il raddoppio della tranquillità. E’ a questo punto che viene fuori Andujar. Con una mano miracolosa intercetta il quasi-gol di Cannavaro (63’), deviazione ravvicinata su cross di Gargano. Con una uscita tempestiva, fa sbagliare la conclusione a Quagliarella che l’aveva saltato (64’). Col viso ribatte il tiro da pochi metri di Campagnaro smarcato da Lavezzi (72’). Chissà come respinge una deviazione dei suoi da autogol di autore (73’).
La squadra siciliana ringrazia la dea bendata e il suo portiere non bendato e cerca di organizzarsi per attaccare. Delvecchio per Ricchiuti (67’), Morimoto per Izco (77’). Passa dal 4-5-1 a un offensivo 4-2-4 dopo avere rinunciato per troppo tempo alla sua audacia, alle manovre rapide dei tre scoiattoli Martinez, Ricchiuti e Mascara, bloccandosi per il pareggio. Non è stato il prodigioso Catania di questo girone di ritorno. L’offensiva finale è risultata molto confusa e, tranne l’episodio del rigore di Maggio, la squadra siciliana non è mai andata vicino al gol. Il Napoli, dal canto suo, trovava più spazi per colpire ancora, ma era impreciso.
Non è stato facile passare dalla gara notturna con la Juve al primo pomeriggio di grande caldo. In campo c’erano gli stessi di tre giorni prima e il Catania aveva il vantaggio di avere riposato un giorno in più. Per questo Mazzarri riteneva che fosse una prova difficile, la più difficile delle ormai famose otto finali da qui alla conclusione del campionato. Cigarini sostituiva Hamsik (74’) e Bogliacino prendeva il posto di Pazienza, stremato (88’), rafforzando il filtro azzurro davanti alla difesa. Il Catania con una linea di fuoco composta da Martinez e Mascara sugli esterni e da Morimoto e Max Lopez centrali non sfondava. I difensori azzurri non hanno solo risolto il match (Cannavaro) e sono stati a un soffio dal raddoppiare il punteggio (Cannavaro e Campagnaro), ma hanno imposto una netta superiorità nei duelli con gli attaccanti catanesi. Le quattro palle-gol sventate da Andujar più le tre occasioni non concluse (59’ Hamsik, 64’ e 85’ Quagliarella) legittimano pienamente il successo del Napoli. Il Catania è rimasto sorpreso, nella ripresa, dalla vivacità degli azzurri che non sono mai morti e forse avevano giocato al piccolo trotto nel primo tempo per arrivare pimpanti in fondo. Si erano comunque dannati un bel po’ per districarsi dalla carta moschicida del Catania.
Seconda vittoria consecutiva al “San Paolo”. Battuto a fatica ma meritatamente un Catania che, nel girone di ritorno, aveva perso una sola partita e strapazzato l’Inter. Rafforzato il quinto posto con la scomoda compagnia di Juve e Samp. La barriera Champions rimane a tre punti (il Palermo vola). Che cosa vogliamo più dalla vita?
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Grava, Cannavaro, Campagnaro; Maggio, Pazienza (88’ Bogliacino), Gargano, Zuniga (57’ Rinaudo), Hamisk (74’ Cigarini), Quagliarella; Lavezzi.
CATANIA (4-3-3): Andujar; Bellusci, Silvestre, Spolli, Augustyn; Izco (77’ Morimoto), Biagianti, Ricchiuti (67’ Delvecchio); Martinez, Maxi Loper, Mascara.
ARBITRO: Valeri (Roma).
RETE: 51’ Cannavaro.
SERIE A – 31^ GIORNATA
Roma-Inter 2-1, Palermo-Bologna 3-1, Chievo-Parma 0-0, Fiorentina-Udinese 4-1, Juventus-Atalanta 2-1, Livorno-Bari 1-1, Napoli-Catania 1-0, Sampdoria-Cagliari 1-1, Siena-Genoa 0-0, Milan-Lazio (20,45).
CLASSIFICA: Inter 63; Roma 62; Milan 59; Palermo 51; Napoli, Juventus, Sampdoria 48; Genoa e Fiorentina 44; Bari 43; Parma 42; Cagliari 40; Chievo 38; Catania e Bologna 35; Lazio e Udinese 32; Atalanta 28; Siena 26; Livorno 25.
Milan e Lazio una partita in meno.
PROSSIMO TURNO. Sabato 3 aprile: Catania-Palermo, Atalanta- Siena, Bari-Roma, Cagliari-Milan, Chevo-Sampdoria, Genoa-Livorno, Inter-Bologna, Lazio-Napoli, Parma-Fiorentina, Udinese-Juventus (ore 21).