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Cronaca
Che cosa hanno da guardare
di Mimmo Carratelli (da: La Repubblica del 15 marzo)
Ma che cosa avranno da guardare dai loro manifesti elettorali? Salvo eccezioni, chi li conosce? Guance anonime, bocche indefinibili, occhi indeterminati. Volti da soliti ignoti, domani da solidi noti. Comparse della politica.

Qualche bella pettinatura, sopracciglia ritoccate, giusta ombreggiatura del naso, ma sguardi da poveri cristi sorpresi dal fotografo mentre, forse, stavano correndo al bagno. Le donne hanno buon gioco, abituate al maquillage e alla seduzione. Più donne belle nel Pd, ha invocato la senatrice Carloni, prototipo di soda bellezza emiliana. Gnocca alla sorrentina. A destra, belle di papi. Gli occhioni di Mara Candy Candy, boccuccia di rosa, le pari opportunità sopra ogni cosa. Una delizia al timone del Pdl. Alessandra dal balcone di un invisibile Palazzo Venezia, le labbra col broncio di Predappio, la curva di un fianco alla matriciana, il petto a due piazze. Virginia Mayo di Ceppaloni, una vita inclemente, maestra d’esilio, grande capello a onda di mare. Non demorde.

Questione di vita o demorde. Che cosa può mostrare un uomo? L’intelligenza è invisibile e discutibile. La fronte pensosa? La riga dei pantaloni? Battuti in partenza. Però il Salernitano ha una sua postura, da imperatore romano, lo sguardo da qui all’eternità, la grinta occhialuta, lo sfondo misterioso, forse il cielo azzurro cupo di un temporale. L’Avversario, più giovane, potrebbe mai suggerire una somiglianza con Alec Baldwin? Rientrerebbe meglio nei poveri (povero?) ma belli. Mens sana in corpore molisano. Superstite del pianeta socialista. Il solo dell’avvenire. Sguardo fermo, fisso negli occhi dell’elettore, a me il voto, cribbio. La destra dilaga sui muri e vince il match per manifesti superiorità. Morigerati nella spesa quelli della sinistra. Morigerati te salutant. Ai posteri l’ardua semenza.

15/3/2010
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