Spettacoli
Il teatro comico di Antonio Magliulo
di Erminia De Rosa
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Il Teatro comico napoletano, quello dei tempi d’oro di Petito, Scarpetta, De Filippo, ha un degno epigono. Si tratta di Antonio Magliulo, autore e regista teatrale, che ha scritto trentadue commedie di genere vario, fra cui quindici farse originali, “gustose” e esilaranti.
Magliulo non è ancora noto al grosso pubblico, perché sinora si è dedicato prevalentemente all’insegnamento, ma coloro che hanno visto i suoi spettacoli lo indicano come l’erede artistico di Scarpetta. Il suo repertorio, infatti, s’ispira al principe del buonumore, da cui riprende ambienti e atmosfere.
Le opere di Magliulo, tutte rigorosamente nuove, sono dotate di una trama semplice ma ben congegnata e di ritmi piuttosto sostenuti: battute brevi e pregnanti, capaci di tenere sempre desta l’attenzione del pubblico.
Nella sua scrittura è evidente l’influenza esercitata non solo dai grandi umoristi del passato, ma pure dall’inimitabile arte di Totò e dall’attuale mondo del cabaret. Ciò rende le sue commedie dei congegni perfetti di comicità, una comicità garbata, che non indulge mai alla volgarità.
Spesso, fra i suoi personaggi appaiono dei tipi fissi, ben caratterizzati, simili alle maschere. Quella dell’avvocato Tartaglia, ad esempio, è ripresa proprio della tradizione della commedia dell’arte, mentre altre “figure” sono invenzioni recenti.
Uno dei personaggi più riusciti è Carluccio, un Pulcinella dei giorni nostri, ingenuo ed astuto al tempo stesso, sempre squattrinato ed in perenne contrasto con le figure dispotiche e arroganti.
Ad interpretare Carluccio è Umberto del Cuoco, un bravissimo attore, che milita da tempo nelle “Maschere Nude”, la compagnia che Magliulo dirige da trent’anni.
Un’altra “maschera” molto apprezzata è Kornelia, una tedesca trapiantata a Napoli, che parla un po’ napoletano e un po’ germanico.
Anche Nunzia è un “tipo” divertente, una popolana schietta, sanguigna, che fa la parrucchiera a domicilio ed ha un modo di esprimersi piuttosto colorito. Da citare pure Pepe Tamar, un’ ignorante, che fa sforzi inauditi per apparire fine, “coltivata”, col risultato di apparire ridicola.
A ricoprire detti ruoli è Fulvia Oliva, un’eccellente caratterista che ha il teatro nel sangue ed è il punto di forza della compagnia.
Altro prezioso apporto è quello del sessantenne Renato Paternesi, versatile e scrupoloso interprete, cui solitamente sono affidati gustosi ruoli di persona impacciata e matura.
Fra i nomi di spicco, pure quello di Antonio Bessarione, un giovane che, grazie alle doti innate e a un tirocinio costante e rigoroso, ricopre ruoli da protagonista, con soddisfacenti risultati.
Notevole è pure il contributo di Roberta Grasso, Elisa Prisco e Monica Telesca, delle brave e giovani artiste, che appaiono molto convincenti sulla scena.
Completano il gruppo: Alessandro Paternesi, Gianluca Notariale e Daniela Calabrese, valenti attori, che recitano in modo spontaneo e convincente, secondo le linee guida di Magliulo, che crede fermamente nel teatro d’insieme, di regia e d’autore.
Fra i suoi spettacoli più applauditi: Isabella e Isabrutta; Locanda del buon riposo; Carluccio fatto sindaco!; Il lupo della streppa; La figlia di Sherlock Holmes; Don Chisciotte, Carluccio e la fattucchiera; Una visita di riguardo; Luce d’Oriente, la divina veggente; Miss Korneilia uno-tué; Agenzia Matrimoniale; Tutto esaurito, successo assicurato; Meno male che c’è la zia; Il ritorno di Don Chisciotte; La nonna è mobile; tutte farse in tre atti.
Imminenti nuovi lavori comici che riscuoteranno certamente i medesimi consensi.