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Sanità
Sanità, finiti i soldi sciopero in vista
Flop di falsi profeti e più tasse per i campani
di Antonio Salvatore
Siamo alle solite! Sono finiti i soldi e, conseguentemente, nei prossimi giorni – ove non interverrà un provvedimento ad hoc – i centri privati sospenderanno la erogazione di prestazioni con oneri a carico del servizio sanitario nazionale.
 
I cittadini campani, pertanto, se vorranno avvalersi della loro preziosa attività, dovranno – loro malgrado - mettere mano al portafogli.
 
Nel mese di dicembre dell’anno appena trascorso, infatti, lo Staff Commissariale, nelle more di conoscere (a suo dire) quali fossero i reali fabbisogni delle prestazioni - funzionali alla valorizzazione dei Budget Annuali - ha assegnato ai privati un Budget Trimestrale, trasfuso in un contratto transitorio, definito interinale.
 
Tale provvedimento, assunto anche da altre Regioni, ove, tuttavia, l’assegnazione – seppur transitoria – è stata operata con analisi tecnico-scientifiche, in Campania, in perfetta analogia col passato, l’allocazione dei volumi e delle correlate risorse finanziarie alle singole discipline è avvenuta con mere logiche ragionieristiche.
 
Conseguentemente, gli errori di programmazione del passato - che avevano prodotto lo stop alle attività in regime di accreditamento nell’ultimo quadrimestre del 2008 e 2009 - oggi si ripresentano puntualmente e con largo anticipo.
 
La ratio della transitorietà, invero, risiedeva nella esigenza di operare – nel trimestre – una sana programmazione dei fabbisogni e, al contempo, consentire lo sblocco di risorse finanziarie - di competenza della Campania - incagliate a Roma a causa del mancato conseguimento, da parte della nostra Regione, degli obiettivi assunti nel Piano di Rientro; circostanza che, per altro, ha decretato il Commissariamento della Sanità Campana da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
In realtà, solo chiacchiere! Dopo soli due mesi di attività, sono nuovamente finiti i soldi allocati alle singole branche specialistiche, delle risorse finanziarie non si sa nulla, e le promesse certificazioni del credito – necessarie ad evitare le azioni legali – sono ancora al palo.
 
Parole, parole, parole, recita una vecchia canzone di Domenico Modugno. Una canzone che, in Campania – tra vecchio e nuovo – conoscono in molti.
 
Nel mentre si fanno proclami, si stilano crono-programmi (puntualmente disattesi), si enunciano trattati di economia sanitaria, le prestazioni “salvavita” (dialisi, radioterapia, diagnostica oncologica) continuano ad essere contingentate, e l’insipienza produce migrazione passiva e liste di attesa sempre più lunghe.  
 
Vero è che a problemi complessi non esistono soluzioni semplici, ma è altrettanto vero che il diritto alla salute dei cittadini impone scelte e provvedimenti che garantiscano continuità erogativa ai pazienti ed impediscano il ricorso degli stessi ai viaggi della speranza.
 
Auspicabile, a questo punto, che chi detiene la governance del sistema salute campano intervenga con tempismo, evitando, per quanto possibile, provvedimenti caratterizzati da mere alchimie giuridiche che, come accaduto in passato, hanno solo differito e non risolto i problemi.
 
Il tatticismo, invero, ha alimentato solo sprechi, disservizi, migrazione passiva e deficit strutturali che, come noto, gravano e graveranno sui cittadini campani, a prossima e futura memoria.  
8/3/2010
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