Cultura
I 170 anni della Napoli-Portici
Il 3 e 4 Ottobre ingresso gratuito al Museo di Pietrarsa
di Angelo Forgione
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3 ottobre 1839: a Napoli viene inaugurata la prima linea ferroviaria in territorio italico, la Napoli – Portici, prima tratta di quella destinata a congiungere Napoli con Nocera e, tramite una diramazione, con Castellammare di Stabia, poi prolungata fino a Vietri.
In occasione della ricorrenza dei 170 anni dalla nascita della prima tratta ferroviaria della penisola, l’ingresso al Museo di Pietrarsa sarà gratuito il 3 e 4 ottobre. Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa accoglierà inoltre, fino al 31 dicembre 2009, esposizioni di divise, volumi storici e documentazione d’epoca su treni e architettura ferroviari.
Inaugurato nel 1989, il Museo vive nel “Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive” fondato da Ferdinando II di Borbone nel 1840 al fine di poter dotare ferrovie e marina borbonica di moderne e indispensabili macchine a vapore. Si sviluppa in un’area di trentaseimila metri quadrati, di cui quattordicimila coperti, ed è uno dei più importanti centri di archeologia industriale del nostro Paese nonché uno dei principali musei ferroviari d’Europa che consente un tuffo nel passato tra le locomotive e i treni che hanno industrializzato e unito il meridione, ex Regno delle Due Sicilie, dal 1839, per poi proseguire nel resto del paese dopo l’unità d’Italia.
Altresì rappresenta una traccia indelebile di quella modernizzazione galoppante dello Stato napoletano che, grazie ai primati in ogni campo industriale e non solo, fruttò al Regno delle Due Sicilie il premio per il terzo Paese europeo più sviluppato industrialmente (primo in Italia e solo dopo Inghilterra e Francia) nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856.
La visita al Museo ha il suo “clou” nel suggestivo salone delle locomotive a vapore tra le quali spicca la copia funzionante della “Bayard” (dal nome dell’Ingegnere francese che ebbe la concessione alla costruzione), il cui originale entrò in servizio sulla Napoli-Portici appena pochi mesi dopo l'inaugurazione.
Spicca poi il Salone del Treno Reale che presenta un soffitto liberty in oro zecchino dipinto di blu. Il salone è dotato di un tavolo di mogano in pezzo unico per 26 commensali.
Degne di nota sono, infine, le numerose macchine utensili tra le quali dei formidabili magli.
A completare la mostra vi saranno anche i nuovi treni per l’alta velocità di Trenitalia.
La produzione iniziale del Reale Opificio Meccanico fu alquanto poliedrica, tanto da annoverare tra i suoi prodotti anche numerose statue ed opere d'arte. Tra queste va ricordata, in particolare, la statua dello stesso sovrano Ferdinando II, posta sul piazzale del Museo dal lato opposto rispetto all'ingresso, raffigurante il Re nell'atto di ordinare la fondazione delle officine. La colossale statua, poggiata su piedistallo, é una tra le più grandi raffigurazioni di ghisa che siano mai state fuse in Italia.
Per Ferdinando II il 3 ottobre 1839 fu forse il giorno più felice del suo regno. L'inaugurazione della prima strada ferrata del Regno e dell’intera penisola italiana fu scandita da uno spettacolo inconsueto che si presentava lungo l'itinerario Napoli-Portici, allora Napoli-Granatello.
Alle 11 in punto, un colpo di cannone annunciò la partenza del convoglio. Meno di un quarto d'ora dopo, la locomotiva arrivò, tirandosi dietro ben nove vetture, in una delle quali prese posto il Re mentre un nuovo colpo di cannone veniva esploso.
Fu una splendida festa anche per i napoletani che accorsero a migliaia, e quando alle ore 16 la ferrovia fu aperta al pubblico, i binari e i treni furono letteralmente assaltati. A nulla valsero le preghiere e poi le minacce dei militari incaricati di mantenere l'ordine pubblico. Il macchinista fu costretto a fermare il convoglio al ponte dell'Arenaccia e a far scendere i passeggeri. Ma la festa continuò per diversi giorni.
Con l'inaugurazione della Napoli-Portici, Napoli si rese indipendente dal mercato estero e si inserì audacemente nella rivoluzione industriale in atto in Europa. La tratta borbonica nacque poco tempo dopo la costruzione della prima ferrovia del mondo, la Stockton-Darlington (1825), e precedette le ferrovie costruite in seguito in Germania, Francia, Irlanda, Belgio, Austria, Russia e Olanda.
La Napoli - Portici fu realizzata in un anno e mezzo. Il 6 settembre del '40 fu prolungato il tratto fino a Torre del Greco; in meno di quindici mesi fu raggiunta Castellammare; il 18 maggio del '44 fu toccata Nocera. Ma Ferdinando II volle andare oltre, costruendo le officine di Pietrarsa che prolungarono la linea fino a Vietri. Era il 31 luglio 1860 e, poco meno di quaranta giorni dopo, di quel treno si sarebbe servito Garibaldi in marcia con i suoi mille verso Napoli. Scese da cavallo a Vietri il 7 settembre e grazie al convoglio borbonico entrò in Napoli in piena festa di Piedigrotta.
Dopo l'unità d'Italia, Pietrarsa, come tante altri siti d’avanguardia borbonici, fu declassata al ruolo di officina di riparazioni. La statua del Re all’esterno dell’attuale museo fu fatta bersaglio di colpi di fucile sparati dalla soldataglia piemontese nei transiti tra Napoli e Castellammare. Per proteggere l’opera, gli operai nel 1860 la ritirarono nel deposito della sala modelli e solo una quarantina di anni dopo la statua del sovrano tornò in esposizione, con i segni delle fucilate tuttora visibili che stridono con l’iscrizione sul basamento a ricordare che lo scopo del sovrano era di svincolare lo sviluppo tecnico e industriale del Regno dall’intelligenza straniera.
Apertura straordinaria Museo: Sabato 3 e Domenica 4 Ottobre – ingresso gratuito
Apertura regolare Museo: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30.
Prezzo del biglietto: intero 5 euro, ridotto 3,5 euro, gratuito per i minori di 6 anni, per gli over 65 e i portatori di handicap.
Visite guidate: sabato e la domenica su prenotazione telefonando al numero 081 472003. Allo stesso recapito si può far riferimento per organizzare eventi e convegni negli i splendidi e singolari spazi del Museo nonché in sale attrezzate.
Come arrivare in treno: Il Museo è raggiungibile con i treni metropolitani e regionali della linea Napoli-Salerno, fermata Pietrarsa - S. Giorgio a Cremano.