San Gennaro a New York
di Benny Manocchia
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San Gennaro segue i napoletani in qualsiasi parte del mondo essi vadano.O forse sono i napoletani che si portano appresso San Gennaro nei loro cuori e nei loro bagagli,come qualcosa che non si puo' dimenticare. Un "destino" che il santo si porta appresso dal 305 AD allorche' venne proclamato martire per la fede.A New York celebrarono per la prima volta il santo patrono di Napoli nel 1926.
Giunti all' 82mo street-festival,una parte dell'isola di Manhattan diventa Napoli anche se i quasi 2 milioni di visitatori non sono tutti napoletani ma italiani del vicino New Jersey,del Connecticut,di Boston. Per la verita' vengono anche da Napoli per gli 11 piu' interessanti ed emozionanti giorni della comunita' partenopea,che vive nella Little Italy,a Mulberry Street, due passi da Chinatown. I cinesi della zona sono i primi a partecipare alla festa facendo scorpacciate di salsicce arrosto e di buon vino rosso di casa nostra.
Dicono "San Gennalo" e si mischiano alla folla senza essere notati,tra un dialetto napoletano da romanzo e diversi dialetti calabresi e siciliani. Little Italy "at his best",insomma nella sua piu' splendida forma. L'organizzazione della Festa e' curata con meticolosa attenzione dai Figli di San Gennaro,una organizzazione non-profit che ogni anno si assume l'enorme compito di mettere assieme questa "undici giorni del Santo". Little Italy,allora,cambia dal 10 al 20 settembre.Suoni, canti,lavori teatrali, processioni,bande e perfino una eating competition:si tratta di mangiare piu' di tutti un bel piattone di cannoli entro sei minuti.Padre Fabiano e altri preti della chiesa di San Gennaro della Little Italy,vanno in giro per benedire i venditori e i commercianti. La statua di Gennaro,come lo chiamano con affetto quelli di Mulberry Street,viene portata dalla chiesa a Canal Street,e poi a Houston Street e Mott e Grand Street.
La folla e' immensa,ogni tanto si sentono implorazioni come:Genna',pienzece tu! Qualcuno cerca un miracolo per suo marito o suo figlio,altri - molti dicono la maggioranza - chiedono al Santo di far vincere il campionato alla squadra del Napoli.Poi arriva il sindaco di New York, fa il suo discorsetto semi-politico,ricordando pero' tutto quanto e' stato fatto dai "neapolitans" per l'isola di Manhattan.Quando ha finito di parlare gli riempiono la bocca di cannoli.Non si e' mai capito bene se per ringraziarlo di avere chiuso il suo discorso oppure per fargli assaggiare il dolce che gli americani adorano.Quest'anno gli organizzatori si aspettano una folla di oltre un milione 500 mila visitatori.Sara' una festa chiassosa:vendite alle stelle,i 32 ristoranti dell'area pieni giorno e notte e la parola "Napoli" un po' sulla bocca di tutti. Anche se c'e' una atmosfera da party che si diffonde lungo l'arco della festa,questa e' una celebrazione religiosa diventata una orgogliosa tradizione lasciata in eredita' dai nonni.
Per 11 giorni (e notti) le strade della Little Italy sono occupate da gente contenta appartenente a diversi gruppi etnici e diversi gruppi culturali :tutti ascoltano attentamente le canzoni napoletane mentre mangiano ottimo cibo di casa nostra. Poi,il 19 settembre,il giorno del Santo,le cose cambiano e spunta lo scopo religioso della Festa.I Figli di San Gennaro sono riusciti a donare 2 milioni di dollari alle famiglie bisognose,per i piccoli,per la scuola italiana della zona.Denaro ricavato dalla Festa,un dollaro diertro l'altro.Nessun festival pubblico e' mai riuscito a donare una tale somma per charity.E mentre si lascia Little Italy,sfolgorano gli archi con le bandiere italiane e sgargianti luci biancorosse e verdi. Una volta,alcuni anni fa,ho visto un signore anziano asciugarsi gli occhi dopo avere sentito l'inno nazionale e il discorso di Rudy Giuliani (allora sindaco di New York). Ricordo bene cosa disse Giuliani,tra le altre cose:''Un popolo orgoglioso,operoso che sente tanta nostalgia della bella Napoli cosi' lontana eppure sempre cosi' vicina ai nostri cuori".


19/8/2009