Cronaca
Un morso alla Grande Mela
4 - Come in un film
di Angela Vitaliano
Vivere a New York significa imbattersi, inevitabilmente, in un numero indefinibile di “celebrita’ “, magari trovandoseli di spalle, in fila al supermercato, come mi e’ accaduto un giorno con Sarah Jessica Parker. Deliziosa, piccola, di un magro da far sentire grassa Carla Fracci, la mitica Carrie Bradshow, se ne stava tranquilla, aspettando il suo turno e, meraviglia delle meraviglie, nessuno la infastidiva.

Si’ perche’ a New York c’e’ una sorta di (finto) disinteresse per le celebrita’ che si traduce con la loro possibilita’ di vivere piu’ o meno tranquillamente, come tutti gli altri abitanti della mela. Negli ultimi due anni, da quando vivo qui, ho incrociato piu’ celebrita’ che nemmeno in una serie di successo.

Il primo e’ stato Oliver Stone, al quale (non lo avevo riconosciuto) ho chiesto indicazioni per una strada; con Spike Lee ci siamo scontrati ad un angolo di strada (mi ha anche chiesto scusa) mentre ad Adrien Brody stavo per ordinare una coca cola, avendolo scambiato per uno dei camerieri del bar. Altro scontro indimenticabile quello con Chris Noth (al secolo Mr. Big), elegantissimo in smoking mentre girava una scena del film “Sex and the city”. Con Tom Hanks ci siamo “scambiati” un taxi (io scendevo, lui saliva) mentre con Daniel Duchovny solo qualche tiro di pallone a Central Park, dove lui era con i suoi bambini. Per Diandra Douglas, moglie di Michael prima di Caterine Zeta Jones, ho addirittura cucinato un risotto ai funghi porcini e delle apprezzatissime “salsicce e friarielli”.

In banca, poco prima della sua scomparsa, ho scambiato qualche parola con Oriana Fallaci e l’altra sera, al ristorante, sedute ad un tavolo di fianco, conversavano amabilmente Toni Morrison (Premio Nobel) e Anne Leibovitz. Meno amabile, uno scontroso Russel Crowe, esatto contrario del disponibilissimo Leonardo Di Caprio. La settimana scorsa e’ stato il turno di Jeff Goldblum, con il quale ho scoperto di condividere alcune preferenze per il cioccolato e di Jennifer Aniston, in citta’ per girare un film.

Oggi, pero’, ho realizzato quanto questa citta’ sia davvero l’ombelico del mondo. Sono andata in una farmacia proprio sotto casa, una delle poche che ancora sopravvive al dilagare dei megastore. Da quarant’anni la Westside Pharmacy, serve gli abitanti del quartiere in un posto minuscolo. Mentre aspettavo le mie medicine, ho notato che una parete era completamente coperta con foto di celebrita’. Cosa tipica nei ristoranti ma mai vista in una farmacia. E ho realizzato che miei vicini di casa sono (o sono stati), almeno in alcuni periodi dell’anno: Yoko Ono (in tante foto con John Lennon), Michael Douglas e Caterine Zeta Jones, John Mc Enroe, Paul Simon, John Taylor, Jack Lemmon, una valanga di volti noti del giornalismo e, regina incontrastata, Sofia Loren, che, pare, sia amica personale del proprietario. Mentre pagavo i miei undici dollari, mi sono detta che prima o poi capitera’ anche a George Clooney di avere un raffreddore e bisogno di aspirina: e io ci saro’, nella farmacia piu’ vip di Manhattan.

14/7/2009
  
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