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Cronaca
La provocazione
di Mario Caruso
Non bisogna esultare né elogiare Bassolino per la provocatoria  richiesta di due miliardi di euro fatta al governo centrale, soldi che servirebbero per sanare gli sprechi della sanità. Perché se è questo l’obiettivo allora ne servirebbero almeno quattro o cinque di miliardi.
 
Intanto, questa somma di proporzioni gigantesche non riguarda nuovi progetti per l’assistenza ma serve ad allontanare il commissariamento e certamente è utile agli attori e agli spettatori del disastro-salute per alimentare la malasanità.

È bene che si sappia che con la somma richiesta, se dovesse essere riconosciuta dal governo, si riuscirebbe solo in parte a pagare i debiti dei fornitori dell’assistenza. E, poi, i napoletani e i campani non dimentichino che attualmente già pagano tasse alte  per mutui aperti dalla “catena di santantonio”, sempre per apparare i furti commessi nelle strutture pubbliche e private accreditate, in danno dei cittadini.

Una richiesta provocatoria, ideata dal cieco illuminismo di un personaggio che con il passare dei giorni dimostra sempre di più un profondo odio verso i napoletani. Perché i napoletani gli hanno rotto le uova nel paniere, votando per un presidente di centrodestra alla Provincia, ed anche per avergli tolto i voti promessi prima a D’Alema, poi a Veltroni e infine al “simpatico del Pd”, cosi definito dalla pulzella Serracchiani, e cioè quel Franceschini che venne fuori da una placenta, avvolto nei fogli della Carta Costituzionale.

E poi, se la si vuole dire tutta, il Pd ha perso le elezioni quando Bassolino ha dichiarato: “il professore Nicolais è il mio candidato alla Provincia”.

L’uomo venuto dalle Frattocchie non si è era mai sbilanciato alla vigilia di competizioni elettorali…! Ora sorge un dubbio: voleva, forse, che il Pd perdesse l’opportunità di entrare nel suo dominio e così, sotto molti aspetti, subire un declassamento ad personam?

Signori, il bluff ora sta nei numeri.  Bassolino chiede due miliardi di euro al governo entro il 20 luglio prossimo, data della riunione del tavolo tecnico a Roma dove si deciderà per il commissariamento della sanità in Campania, una condanna evidentemente non condivisa da Bassolino ed ecco perché il  prezzo della provocazione tocca le stelle: più è alta la richiesta più fa rumore alle orecchie del popolino… e, alla fine, secondo le regole della sottile propaganda di Bassolino, il “cattivo” sarà Berlusconi.

“Puntare i piedi quando serve, i cittadini vanno rispettati - dice Bassolino -  se uno mi rinfaccia i debiti io esigo i crediti”. Un inganno che si rinnova, una mossa per elemosinare un po’ di benevolenza da parte dei cittadini, perché il governatore sa bene che nelle casse del governo ci ha messo più volte le mani.

I due miliardi servono per tentare di sanare i debiti accumulati nei quindici anni di sciacallaggio politico, non per creare nuovi posti di lavoro in ambito sanitario, non per la ristrutturazione degli ospedali, e non per fermare la clientela politica che ha devastato le  professionalità che dovrebbero regolare l’assistenza alla salute.

Oggi, a conti fatti, Bassolino può contare su pochi voti, anche meno del numero dei tesserati del Pd, come si è verificato. Per il resto è il bancarottiere della politica di centrosinistra in Campania: disse a Veltroni e a Franceschini “non mi cacciate, perchè io devo rimanere su piazza per mettere in sicurezza il partito”.
Cioè il Pd. Che brutta fine…!

Nell’arena di Bassolino sono aumentati i gladiatori, lui combatte sempre di fioretto, grazie ai napoletani “brava gente” ha costruito indisturbato un impero, tira  pochi consensi nelle istituzioni della Campania, ma ne ha molti nelle decine e decine di società private accreditate con la Regione. I “capi” sono sottoposti ai “capibastone”, indispensabili e irremovibili. La fiducia corre su binari.

Dopo varie mischiate di carte Bassolino si ritrova con un paio di assessori che lo seguono anche nella diffida fatta al governo centrale. Certo, più soldi arrivano più si potenziano i “valori personali”.
Il professore Mario Santangelo è oggi il ragioniere dell’azienda sanitaria bassoliniana: ridurre e trasformare i posti letto, tagliare o mettere i catenacci alle strutture pubbliche, rivedere i protocolli che riguardano le aziende private, chiudere il vecchio Policlinico per regalare lo spazio (Piazza Miraglia, la porta del Centro Storico di Napoli) ai missionari della “nuova architettura”.

Da anni sono pronti i progetti del “cambiamento” alle spalle di Piazza Dante, ma solo oggi sono in arrivo dall’UE oltre cinquecento milioni di euro. Oggi se po ffà…!

Piazza Miraglia era in coda alla sistemazione di Bagnoli, al tram veloce, al riempimento dei fossi nelle strade, al sistema fognario, ai depuratori, alla chiusura del cantieri-trappola disseminati in tutta la città, a rischio le passeggiate in villa, sul lungomare, pericolosi i passaggi sulla tangenziale.

Napoli sprofonda… ecco perché Bersani ha iniziato la sua campagna elettorale a Pozzuoli, nello spazio della ex Olivetti. Chilometri di distanza da Via Santa Lucia, sede della Regione. Dove Bassolino sta “costruendo” il vero SUDD, due “di”.
Vietato sbagliare!

14/7/2009
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