Cronaca
Gudmorning London
Parte 1 - L’arrivo a Londra
di Laura Bonetti
Il mio arrivo a Londontown risale agli inizi di Gennaio. All’aeroporto di Gatwick, la prima cosa che ho notato e’ stata la differenza di temperatura con Napoli. Nella mia mente si susseguivano immagini di sole e calore umano partenopeo, accompagnate dalle nuvole e dal nevischio che mi avevano accolto. 

Ormai, in un modo o nell’altro, la decisione era stata presa: “vado a Londra a trovare un lavoro che non sia sottopagato e che mi permetta di avere anche una vita personale”.

Non e’ la prima volta che vado via da Napoli, ma ogni volta c’e’ una parte di me che si chiede perche’: perche’bisogna arrivare sempre a dei compromessi? Perche’ non si riesce a trovare un’occupazione che ti stimoli a restare? Perche’, per quanto ti possa specializzare e distinguere positivamente, ti trovi sempre davanti a grossi muri?

Perche’ farsi strada nel mondo della comunicazione appare cosi’ difficile? Perche’ devo andare via? Gli interrogativi sono tanti e soprattutto sembrano mettere in luce un disagio, che accomuna molti giovani del Sud: l’amara consapevolezza.

Non mi perdo d’animo e, come altri miei conterranei, accetto la sfida. Prendo il mio bel treno che portera’ a Victoria Station, insieme a un folto gruppo di persone dal forte accento cockney.

A Londra la cordialita’ non manca. Le persone sono sempre pronte a darti informazioni e a dirti quanto sono innamorate dell’Italia. I luoghi comuni non mancano: “Oh, Sorrento is lovely!”, “Avete risolto con la spazzatura?”, “Non guidiamo a Napoli perche’ e’ pericoloso”, “Ah, il buon cibo italiano!”.

Tu sorridi e spieghi che c’e’ altro, che Napoli e’ molto piu’ del sole, della pizza e del mandolino: colori, suoni, persone, profumi che non e’ facile ritrovare altrove; ma forse convincerli di tutto questo, resta la sfida piu’ grande.

Colonna Sonora: Sud Sound System, “Le radici ca tieni”



Per informazioni o consigli su come cavarsela a Londra scrivete a redazione@napoli.com
19/2/2009
  
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