Una visita inaspettata
di Mario Caruso
 |
Text Size |
 |
I seguaci della politica bassoliniana per anni hanno recitato nel teatro della più martoriata zona di Napoli: Scampia.
Un’organizzazione perfetta in ogni particolare per pubblicizzare un degrado che è servito da vetrina alla cattiva politica e a singoli personaggi a caccia di “visibilità”.
Le strade che portano alla piazza dove vi erano le famose Vele (una è ancora lì…) sono state percorse dal Papa, rappresentanti di governo, politici di ogni fattura, personaggi di scienza e di cultura umanistica, di sindacalisti nazionali, attori, cantanti, musicisti, giornalisti della carta stampata e della televisione, cameramen con sofisticate apparecchiature per riprendere le vecchine alla finestra… insomma un mondo di comparse reclutate dall’Azienda dello Spettacolo del governatore della Campania e dalla sua vice Rosetta Iervolino sindaca di Napoli.
In una giornata di “grande folclore” la sfilata di un corteo silenzioso, quasi un funerale, tra la pochissima gente per strada una bambina chiede alla mamma… mammà chi sono? Rsposta: “gli intellettuali di Napoli”… e chi sono gli intellettuali?....” figlia mia, attenta guarda avanti a te, tu cadi, cadi…”
Il popolo non ci ha mai creduto a queste sfilate, animate da “corrispondenti politici” e da associazioni (già scomparse…) con il compito di adeguarsi al “facite ammuina”.
Un assessore inviò libri ad un circolo culturale frequentato da bambini, i testi erano di filosofia, storia dell’arte, geografia economica. Massima attenzione solo per un autore: Emanuele Kant… ma i ragazzi scoprono che non era un kantante...
È accaduto di tutto in questa parte di Napoli dove la gente chiedeva aiuto, lavoro, scuole, sicurezza. Se qualcosa è cambiato lo si deve solo all’operosità di un popolo stanco di recitare, di cantare, di suonare, di vestire i figli da pulcinella per far pressione anche sul Presidente della Repubblica, di battere le mani agli “intellettuali” delle sfilate.
Scampia torna oggi alla ribalta delle cronache, perché all’improvviso il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha bussato alla porta dell’Istituto Itis per una visita alla struttura.
La Gelmini, alla vigilia di un ciclone “battezzato CGIL” si è presentata sola, senza neanche la scorta o rappresentanti del suo Ministero.
È andata così’: “Scusi, io sono il ministro Gelmini sono venuta per visitare la vostra scuola, è possibile?”
Pochi attimi e il presidente della Scuola, Vincenzo Ciotola, se la trova davanti alla sua scrivania. Gelmini: “Mi hanno raccontato un gran bene di questo Istituto, dei programmi portati avanti tra mille difficoltà e ho deciso di venire, mi piacerebbe visitare la sua scuola”.
I “prof” hanno già affollato la presidenza, il ministro saluta e rassicura: “Non è un’ispezione, io amo la discrezione e preferisco evitare la confusione”. Strette di mani, foto con i ragazzi, applausi. Il ministro ha superato l’esame. L’Itis ha 1700 alunni e 350 tra professori e personale non docente.
Mentre il preside dichiara… “se l’avessi saputo avrei messo la cravatta…” arriva la dichiarazione dell’assessore regionale all’Istruzione: “Questi blitz in classe si facevano durante il fascismo”. P-U-N-T-O!!!