Cronaca
Due sante e… mezza
di Barbara Casalegno
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Teresa, Maria e Angela: due nomi di Vangelo mentre per il terzo si trova riscontro “al maschile”.
Si tratta rispettivamente di Armato, Incostante e Cortese le quali, per il compito loro affidato, sono da considerare tre eroine, perché sono riuscite a questuare un po’ di firme malgrado i 33 gradi all’ombra e i circa cinquanta di umidità.
Ma che cosa ci facevano alla Rotonda Diaz (Via Caracciolo) Teresa, Maria ed Angela creature della società civile napoletana, sempre a disposizione del “bassolinismo”?
Assente da Napoli il Cardinal Sepe volato dal Papa, le due sante e mezza non avevano missioni da svolgere sulla Terra? E che cosa ci… azzeccano le firme da opporre sotto un documento studiato da personaggi illustri? Cioè da quelli che hanno perso le elezioni vinte da Berlusconi?
Chiarimento d’obbligo: le tre eroine sono scese dalle scalette del pulman (è sempre quello di Veltroni…) alla “maniera Wanda Osiris” con un obiettivo ben preciso: beffeggiare i napoletani con la complicità canora di uno stupido motivetto “Salva l’Italia, Salva l’Italia, Salva l’Italia…)…
“Metti la firma quà sotto e Berlusconi se ne torna a casa sua, fai presto che il sole scotta perché i nostri padrini democratici (Pd) ci hanno detto che dobbiamo raccogliere in Campania duecentocinquantamila consensi per i primi di ottobre.
Poi queste firme unite ad altre raggiungeranno il quorum di cinquemilioni, una montagna da dove cadranno Berlusconi e i suoi seguaci”. Che grande emozione!
Ma il Paese non doveva essere già stato salvato dai democratici di Veltroni? Vuoi vedere che il pullman si è perduto per strada e queste tre eroine si trovano nelle stesse condizioni del giapponese che, nella foresta, da solo combatteva gli americani perché nessuno gli aveva detto che la guerra era già finita da un pezzo?
Che imbroglio, tre figlie del Sol Levante con i nomi di santi che hanno vissuto chissà per quanto tempo tra scimmie e liane nella brughiera, e quindi non sanno che i napoletani per molti mesi hanno respirato sotto montagne di immondizia, non sanno che tutti i campani pagano le più alte tasse d'Italia per ricevere in cambio la peggiore assistenza sanitaria dell’intera Europa, non sanno che i ricoverati negli ospedali cadono dalle barelle e muoiono, non sanno che quasi tutti gli ospedali sono fuorilegge perché non hanno i requisiti minimi per ospitare i cittadini-assistiti.
E le due sante e mezza fanno finta di non sapere che dovranno pagare mutui per i prossimi 25-30 anni, soldi che servono per coprire gli sprechi della cattiva politica. Ma soprattutto non sanno che da quindici anni non ci sono più fabbriche e che i lavoratori sono stati licenziati, che però molti disoccupati sono a… regime per lo stipendio ma non hanno l’obbligo di lavorare, devono solo portare gli striscioni, ben stesi, nei cortei.
Teresa, Maria ed Angela non sopravviveranno. Teresa e Maria hanno uno scanno a Roma (…non carfagnano perché loro due hanno gli occhi a mandorla…) Angela, invece, deve attendere…cortesemente… tanto prima o poi certa politica paga!
Alla Rotonda Diaz Teresa appare molto in difficoltà: “Ho contattato tante di quelle persone ed ora vedi come mi trovo, loro in vacanza ed io qua a sudare per il loro futuro. Come canta la Tatangelo “nel loro futuro c’è il passato…”
La vispa Teresa in questi anni è stata sempre ai posti di comando, bassoliniana di ferro battuto.
È stata il portafoglio su due gambe della Regione: danaro ai centri di ricerca, musei, università… senza mai chiedere per quali progetti, i tempi per i controlli da esercitare, i risultati raggiunti. “Tu chiedi e io darò a te quello che vuoi”, formula magica dell’illuminismo bassoliniano.
Nei prossimi due mesi la vispa Teresa andrà a riscuotere le firme dei suoi beneficiati e organizzerà feste di piazza (ma chi paga?... un pizzico di fondi comunitari?) per convincere i napoletani e i campani a sottoscrivere il documento veltroniano per annullare il “lodo Alfano” e cacciare Berlusconi. Via così!
Maria, la “incostanza” è anche nota per aver fatto voce grossa al Cardarelli: voi non sapete chi sono, io non faccio lista di attesa. Fu cacciata!!!
Angioletta, la “cortese”, corre un grosso rischio e non diventerà mai una santa intera se alle domamde dei cronisti risponde: “A Napoli abbiamo raccolto soltanto una ventina di firme”. Questa qua, vedrete, certamente la cacceranno. 120, 140 a Bacoli, a Baia, ad Avellino, a Caserta e non si sa in quali altri posti la questua ha funzionato.
Noi siamo sul… “Cortese”, lungi dalle bugie.
A voi una preghiera: “Salvate la soldatessa Teresa”!!!!!