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Cronaca
Faremo il pieno di spazzatura
di Luigi Labruna (da: il Corriere del Mezzogiorno, 23-07-2008 )
Maledetto Berlusconi. Santi sùbito Mola e la Iervolino. Che per tanto tempo hanno conservato qui da noi tanta tanta spazzatura (e ora se ne capisce finalmente la astuta convenienza) e, con la loro professionalità, prima hanno inventato un sito, Agnano, con ogni evidenza inadatto per il sospirato termovalorizzatore (ma c'era poi bisogno di tanti periti costosi per scoprirlo?) ed ora, per fortuna ancora indugiano nell'individuarne uno, come è loro preciso dovere (ma perché, scaduto il tempo assegnato, Bertolaso non esercita i poteri dei quali per legge è investito?), per prendere una decisione sensata e farla finita con questa tragica e lorda commedia che per mesi e mesi tanto ci ha mortificato in tutto il mondo e tanto continua ancora a ferire i napoletani, che di complicità e giochetti all'interno di vecchi e fintinuovi partiti non ne possono più.

Ma come gli è venuto al Cavaliere — con tutti i guai giudiziari che gli restano nonostante gli aiuti generosi della sua maggioranza, appoggiata molto, purtroppo, dagli eccessi sconsiderati di taluni magistrati — di sorprendere tutti (e, confesso, anche chi scrive) mantenendo, una volta tanto la parola data? E liberando davvero, nel tempo annunciato, Napoli, non anche l'hinterland (ma, che volete, nessuno è perfetto), dai rifiuti. Proprio mentre la scienza e la tecnologia avanzano dappertutto. Non anche in Italia. Dove — dopo l'arrogante gestione del peggiore ministro dell'Università e della Ricerca che mai ci sia stato, il Mussi — grazie alla cecità di Tremonti, alla tenue personalità della Gelmini ed all'ignavia di non pochi accademici e di molti lepidi oppositori, siamo proprio alla frutta.

Sentite questa notizia che — per quel che mi pare, è sfuggita ai maggiori quotidiani napoletani — e che invece leggo su Il Tirreno
a Pisa dove sono per lavoro presso la celebre Università che, come la Federico II, ha il suo bel da fare per mantenere alta una tradizione di studi e di ricerche messa a pericolosamente a rischio dall'insipienza di antichi e nuovi governanti. «La spazzatura diventerà benzina. Fra due anni le auto andranno a spazzatura».

Lo ha annunciato, pare molto seriamente, Peter Williams, amministratore delegato di Ineos Bio, una grande azienda chimica britannica, che avrebbe messo a punto un rivoluzionario procedimento tecnologico che permetterebbe la trasformazione di ogni tonnellata della preziosa immondizia che da noi abbonda in ben quattrocento litri di bioetanolo utilizzabile come carburante. Che, per di più, a differenza degli altri biocarburanti realizzati partendo da prodotti agricoli sottratti alla produzione alimentare, non ci costringerà più «a scegliere tra cibo e combustibile ». E quando, fra non più di due anni, le vetture lo utilizzeranno, miscelato con la super, inquinerà molto meno della benzina. Pensate ai proventi per Napoli e Campania. Pensate alla cuccagna per l'Asìa, il Comune, la Regione e compagnia cantando. A condizione che la munnezza non scompaia. La permanenza al potere dei nostri beneamati ammini-stratori comunali e ragionali resta, a questo punto, l'unica vera nostra speranza.

23/7/2008
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