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Cronaca
Padre Mario Casolaro
Ricordo di un amico della giovinezza napoletana
di M. Gabriella Nicolini
La notizia della sua scomparsa mi ha colpito come se si fosse trattato di qualcuno di famiglia. Una famiglia intesa in senso largo, la famiglia degli amici napoletani e della mia prima vita in questa città, adesso tristemente famosa per altri motivi.

Gesuita, docente di filosofia, critico ed instancabile organizzatore di eventi culturali,  aveva creato negli anni '60 il Cineforum di via San Sebastiano.  Io abitavo, allora, vicino alla Chiesa del Gesù e mi era facile andarci.  Ricordo i numerosi e vivaci dibattiti tra registi, attori e pubblico, sempre con la sua intelligente azione moderatrice che non lasciava comunque dubbi sulla sua apertura mentale e sulla sua accettazione della diversità. Fu nei primi anni '70 che ebbi anche l'occasione di incontrare al suo cineforum Aldo Tassone, critico cinematografico e ideatore di "France Cinéma" a Firenze, un altro caro amico di vecchia data .... 

Ricordo che Francesco Rosi aveva realizzato proprio negli anni '60 il film "Mani sulla città" che venne boicottato dalle sale cinematografiche:  Padre Casolaro decise allora di proiettarlo nella sala dell'ex refettorio dei Gesuiti.  Un atto coraggioso, che dimostrò già allora il suo amore per la verità e per la divulgazione di certi fatti che solo il cinema riesce a rendere accessibili a un pubblico vasto, incoraggiando la discussione e il confronto su temi spesso ritenuti scabrosi.

La Napoli degli anni '60 e quella che è venuta dopo è vissuta con lui, attraverso di lui e le sue scelte sono state sempre meditate, anche se a volte criticate o ritenute eccessive.  Il suo era un pubblico laico, e al suo cineforum sono stati  proiettati i film più interessanti e controversi, presentati sempre con la sensibilità di un uomo generoso, per cui  l'esercizio del diritto di critica era fondamentale per rendere attuale e realistico il discorso più profondo sui valori sociali.

La sua umanità e la sua presenza ci mancheranno. Ma se la vita è un viaggio, quelli che ci hanno accompagnati per un tratto restano comunque in noi.  Padre Casolaro, gesuita, comunicatore, ci lascia le sue parole e il suo alto esempio e una ulteriore testimonianza del fatto che Napoli può rappresentare, a giusto titolo, un luogo dove s'incontrano persone diverse e precursori illuminati ed instancabili, come lui. 

11/6/2008
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