Vivo, creo, sogno ovvero il valore della diversità
di Alessandra Giordano
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Il foyer del teatro Augusteo era affollatissimo, ma non si attendeva una star del palcoscenico. Protagonista irrequieto e sorridente era Giacomo Alvino, autore di un libro straordinario che parla della sua vita di ragazzo disabile.
Lo hanno presentato ad un pubblico attonito e incredulo l’attrice Marina Tagliaferri, il cabarettista Mauro Casotti, conosciuto anche come mago Elite e l’amico insegnante Claudio Finelli, con la supervisione affettuosa e attenta di Albachiara Caccavale, proprietaria dell’Augusteo col consorte Francesco e zia dell’autore.
Vivo, creo, sogno (Tullio Pironti editore, pagg. 285 €12.00) scoppiettante e ironico fa un’analisi spietata e al contempo amorosa e profonda di se stesso e degli altri con continui squarci di vita vissuta e flash back che denunziano una memoria sorprendente e una padronanza assoluta del dialetto e… delle parolacce!
Il racconto comincia proprio dal momento della sua nascita in una clinica partenopea e dell’errore madornale di un ostetrico per colpa del quale, da quel momento, il bambino Giacomo ha avuto “i problemucci motori”, come ironicamente scrive lui stesso, che lo hanno costretto su una sedia a rotelle.
Giacomo ha un handicap gravissimo, non parla, non si muove, comunica con lo sguardo, ma ha un’intelligenza superiore alla norma grazie alla quale non si é mai perso di coraggio e ha affrontato tutte le tappe della vita fino a diventare stilista e insegnante di moda. Questo coraggioso ragazzo spastico racconta la sua vita, le difficoltà, le incomprensioni dei “normali”, le diffidenze e gli ostacoli a volte insormontabili, ma anche le gioie, gli amori e le speranze di chi ha creduto e continua a credere nelle proprie potenzialità.
Il libro è scritto in modo estremamente fluido e discorsivo, frizzante e esuberante e denota la grande personalità di questo ragazzo di 35 anni. Vivo, creo, sogno è dunque la sua autobiografia e si presenta come il caso letterario dell’anno: scritto nell’arco di un anno e mezzo al computer, un Mac, col solo ausilio di un ginocchio collegato ad un sensore e da questo al computer, il libro contiene tutta la vicenda umana e la straordinaria tempra non solo del protagonista.
C’è Silvana, la madre, dietro questo stupendo ragazzo, una donna forte che non ha mai, per un solo istante, abbassato la guardia. Ed è merito suo e del fratello Flavio se Giacomo è andato a scuola, primo grave disabile ad essere accolto in una classe “normale” (ma quante battaglie e delusioni, civili proteste e ignobili ostilità) e se ha potuto addirittura, e con grande successo, affrontare la vita lavorativa in una casa di moda, quella dello stilista Gattinoni: un suo abito ha addirittura sfilato su una passerella di Parigi. La foto di una sua creazione è inserita nel libro e ha lasciato senza parole la mannequin che lo indossava: Teresa Izzo era anche lei all’Augusteo per ringraziare ed abbracciare colui che è stato il suo insegnante nel corso regionale del consorzio Le.Co.Le.
Giacomo ricorda perfettamente i suoi primi anni l’asilo, la scuola, le maestre, i compagni, le scorribande, i filoni, le cotte, l’Alta Moda e chi ha avuto fiducia in lui in un’inesauribile girandola di nomi… Ricorda le situazioni, i personaggi, i pensieri, le sensazioni provate e riporta le parole, le frasi dette con una lucidità e una precisione straordinarie.
Ricorda e denuncia, anche.
8/4/2008