Contatta napoli.com con skype

Cronaca
Gli ammazzacultura e i giacobini
di Barbara Casalegno
“I napoletani hanno il complesso delle loro tradizioni, un complesso provinciale”. Sono parole di tal Velardi al quale Bassolino ha dato la delega del Turismo alla Regione. Sono parole che pesano più di centomila ecoballe. E ancora: “L’elite giacobina non ama questa città. Gerardo Marotta è un giacobino e odia Napoli, perché la vorrebbe a tutti i costi cambiata”.

Il tal Velardi vuole chiudere l’Osservatorio regionale sul turismo? Faccia pure, perché se questo Osservatorio viene fuori da un progetto degli attuali dirigenti della Regione è meglio chiuderlo. Basta con gli sprechi.
Ma la vera ragione della "promessa" chiusura dell’Osservatorio è quella di costruire un Museo della Canzone Napoletana, vedi un po’... su proposta del tal Velardi.

Gerardo Marotta, conosciuto in tutto il Mondo, gli risponde: “Vorrei che l’assessore mi aiutasse a fare delle cose importanti, come il Museo del Risorgimento. Se si può fare il Museo della Canzone Napoletana, che io amo, si può fare il Museo del Risorgimento ed anche la Biblioteca Umanista nella Caserma Nino Bixio”.

Marotta è un giacobino e odia la sua città? Marotta è un gentiluomo, e come tale, con garbo e civiltà risponde al “tal”. Trentuno anni fa ha creato l’Istituto per gli Studi Filosofici, ha ospitato fisolofi e Nobel per le Lettere, per la Medicina e le Scienze.
Negli anni del falso illuminismo, l’Istituto non poteva essere tappa di cultura. Forse i mascalzoni gli stanno presentando il conto.

Il Presidente Ciampi nel 1993, contro il volere degli associati al “bassolinismo”, erogò dieci miliardi di lire per l’Istituto, servirono a organizzare oltre 200 corsi di formazione. In altro luogo si aprivano scuole per “veline” e per giovani amanti dell’ambiente che finivano in Villa Comunale a spazzare i viali. I… figli dei giacobini?
Il nuovo assessore al Turismo, il “tal” Velardi, risponde a coloro che lo hanno accusato di conflitto di interesse, di aver lasciato tutte le sue attività che avrebbero potuto danneggiare il turismo campano. Ma, comunque, rimane impegnato per la Tirrenia (che vive di contributi regionali...), in Toscana e in Sicilia.

Il “tal” prova sconforto perché, mentre è alla ricerca di una locazione per il suo Museo della Canzone Napoletana, altri avrebbero già deciso di costruire a Bagnoli una Città della Musica. E afferma: “Le istituzioni non si parlano, la mano destra non sa quello che fa la sinistra”.

E le pare poco, signor “tal”? Se è una metafora la sua la rinnovi, ne faccia un rosario. Perchè se “la sinistra” è quella che ha coperto Napoli di immondizia…!
Comunque, benvenuto, signor “tal” ! Ma, ammazzi le sue idee su Napoli e si impegni su cose serie.
Senza ombre di sospetti.
29/3/2008
RICERCA ARTICOLI