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Sanità
Emergenza sanitaria
di Bruno Prezioso
Foto Repubblica
“La questione dei rifiuti in Campania non è solo una questione di immagine, di decoro cittadino o economico: è ormai una questione di vita o morte. Che l’emergenza rifiuti in Campania sia arrivata a un punto di non ritorno, lo dimostra l’eccezionalità di un decreto del Consiglio dei Ministri”.
“Ora il tempo delle lamentele è finito - continua Paolo Monorchio, presidente dell’Associazione Campania Sanità - con i nuovi poteri la classe politica di questa regione dimostri la capacità di governare e di assumersi le proprie responsabilità, come finora non ha fatto. E’ in gioco la dignità della Campania ma soprattutto si sta giocando con la salute dei cittadini”.
“Ed è inaccettabile che in Campania – aggiunge Monorchio - l’insipienza e l’irresponsabilità di chi dovrebbe decidere nell’interesse generale, abbia trasformato un problema di ordinaria amministrazione in un dramma ambientale, sociale e sanitario, lasciando spazio all’illegalità e alle ecomafie”.

Il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato nello scorso aprile, ha rilevato un’impennata dei tassi di mortalità generale del 9% tra gli uomini e del 12% tra le donne in otto comuni campani e registra negli stessi comuni un aumento pari all’84% del rischio di malformazioni congenite all’apparato uro-genitale e al sistema nervoso. I casi di tumore al fegato e dei dotti biliari sono cresciuti del 19% tra gli uomini e del 29% tra le donne, come si registrano casi di tumori ai testicoli nei giovani sotto i 25 anni, per non parlare della crescita impressionante dei casi di leucemia.

E’ il caso di ribadire, denuncia l’esponente di Campania Sanità, che dopo tredici anni abbiamo perso tutti. Istituzioni, cittadini e imprenditori onesti. Tutti tranne la camorra. Fiumi di denaro spesi (860 milioni di Euro) ma sprecati, finiti nel miglior dei casi in sperperi ed iniziative sbagliate, tanti avvisi di garanzia ancora in attesa di approdare ad un processo (quando si concluderà l'istruttoria?...).
E accanto alle montagne di ecoballe, ai rifiuti per strada, ai camion che attendono di sversare negli impianti di Cdr, parallelamente si assiste da tempo ad un film clandestino, che tanto clandestino non è, in cui chiaramente si vede e si sente un flusso di rifiuti illegali che continuano a devastare le terre della nostra regione.

“Altro che emergenza ambientale, si rischia l’emergenza sanitaria. Credo che ognuno si debba assumere le proprie responsabilità”. Lo dichiara il consigliere regionale dei ds, Michele Caiazzo, intervenendo al congresso scientifico “Germana Ragosta” svoltosi presso l’Auditorium dell’Istituto “Maria Montessori di Somma Vesuviana”.
“Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità – ha proseguito Caiazzo - sindaci, provincia, regione e cittadini. E’ necessaria una stretta collaborazione soprattutto avere la capacità di dialogare. Dobbiamo aprire le discariche e lo abbiamo detto anche negli anni scorsi e contemporaneamente incentivare la raccolta differenziata che in Campania ha percentuali molto basse”.

Per Chiazzo occorre creare i siti di stoccaggio e completare i termovalorizzatori. Pur tuttavia si deve sapere che questi ultimi non basteranno perché non tutti i rifiuti potranno essere mandati nel termovalorizzatore e dunque è necessario far crescere la differenziata ma anche l’intero ciclo di smaltimento e di riciclo”.

Forte e chiaro l’appello del professore Vincenzo Iaffaioli, primario di oncologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori “Pascale” di Napoli. “Attenzione non si devono assolutamente bruciare i cassonetti, perché si rischia di causare diossina. La diossina causa inquinamento biologico e dunque malattie respiratorie. A lungo andare potremmo avere conseguenze difficili da prevedere”.
23/5/2007
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