Spettacoli
Aurora Corrosiva
 |
Text Size |
 |
CPS presenta una produzione La Fanfare Minable (Italia) in collaborazione con FRACTION (Belgio) e MERCANTI d'ANIME (Francia) AURORA CORROSIVA Dedicato ad Alda Merini al Teatro Sancarluccio
un progetto di e con Anna Romano
drammaturgia e regia di Marcela Serli
Musiche di Marco Podda - coach trapezio: Ben Seingier - costumi: Hélène Lepetit
La visione poetica di Alda Merini incontra l’arte circense del trapezio per raccontare della sua follia di scrittrice, della follia quotidiana di un’attrice e della follia onirica-ironica di una regista, ma anche della follia casalinga,alla quale noi tutte andiamo incontro ogni giorno.
Lo spettacolo: Aurora: una donna. Aurora: figlia, compagna, amante, madre, donna in carriera...Ma quanto dura una giornata di Aurora? Quante risposte Aurora ha in tasca per ogni situazione? Aurora corre, lavora, allatta, fa la spesa, stira, risponde al telefono mentre cucina e dondola al tempo stesso con il piede il passeggino perché la bimba non pianga.
Aurora accellera. Aurora annaspa. Aurora inciampa. Ma piuttosto che cadere prende il volo.
Una donna oggi? Un incrocio mal riuscito tra Santa Maria Coretti e Wonderwoman. Dunque una pazza in crisi mistica che non riesce più a volare...Il principe azzuro?!? Eh, quello è una vita che non da sue notizie! Per-ché ci sia-mo li-be-ra-te! Ma da cosa? Te la ricordi tu tua madre che faceva la spesa, lavava, stirava, cucinava, allattava... E qual’è la differenza tra lei e te? La carriera e le ore infinite di lavoro mal pagato? E’ vero, in compenso hanno smesso di aprirci la portiera della macchina e di accenderci le sigarette: hanno finalmente capito che lo sappiamo fare! Aurora.
L’attrice: ho scritto questo spettacolo con Marcela Serli perché lei lavora da anni con i matti e con le donne. Sapevo, quando glielo ho proposto, che sarebbe stata perfetta e soprattutto che non avrei dovuto spiegarle niente. Ed ho voluto dedicarlo ad Alda Merini perché mi sono ispirata alla sua prosa come alla poesia. Lei scrive: E’ come un pugno la tua domanda quando mi chiedi: “Com’è che sei trascorsa dalla verità alla follia?” Aurora è in principio una donna come tante con una vita normale. La mia è una riflessione sulla normalità e su cosa possa voler dire essere una donna oggi. Anna Romano
La regista: raccontare la follia è impossibile. Soprattutto quando questa non ha niente di poetico, metaforico o mitico, ma è semplicemente malattia. Raccontare la follia quotidiana, la follia casalinga, la follia alla quale andiamo incontro ogni giorno, forse è più facile, ma è più pericoloso, più riconoscibile. Questo spettacolo racconterà la follia poetica di una scrittrice, la follia quotidiana di un’attrice e la follia onirica-visionaria-ironica di una regista. Costruendo, creando e disperando su Aurore corrosive, mi sono accorta che l’universo della malattia ci appartiene completamente, la deviazione fa parte della nostra vita, l’esasperazione di un istante e la caduta, sono continuamente in agguato. Il mio lavoro di ricerca teatrale all’interno di alcuni ospedali psichiatrici mi ha permesso di capire cosa avrei voluto dire riguardo alla “Anormalità” e cosa non avrei mai voluto vedere rappresentato. Oggi ho una necessità: affrontare con malinconico affetto e ironica leggerezza il racconto della difficile umanità che ho conosciuto. Il racconto di queste vite che assomigliano alle nostre. Di questi esseri umani che siamo noi stessi. Marcela Serli
Marcela SERLI attrice, regista e drammaturga
Nata nel 1971 a Tucuman (Argentina) da padre istriano e madre libanese, comincia la sua formazione di attrice presso l’Università d’Arte Drammatica della sua città. Studia danza classica all’Accademia del Teatro Stabile “San Martin” di Tucuman ed interpretazione e canto alla Scuola Europea per l’Arte dell’Attore con il maestro Agustì Humet. Si laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università degli Studi di Trieste con una tesi sul teatro e la dittatura in Argentina. Studia e si perfeziona con: Carlos Alsina, Alessandro Marinuzzi, Mamadou Dioume, TeatroNatura Othiasos Sista Bramini, Gabriele Vacis, Eugenio Allegri, Egisto Marcucci, Luca Ronconi, Francesco Macedonio, Alfonso Santagata, Aldo Vivoda, il Living Theatre, Teatro del Lemming, Pierluigi Picchetti, Gabriele Ferzetti e Agustì Humet. Nel 1996 fa un incontro fondamentale con il regista Alessandro Marinuzzi, con il quale parteciperà e collaborerà in diversi progetti, tra cui dal 1999 “Laboratorio X” (formazione di artisti guidati da Marinuzzi per lo sviluppo di una ricerca teatrale approfondita, singolare e “visionaria”), andando in scena con bene finisce bene, tratto da Tutto è bene quel che finisce bene di W. Shakespeare, La Calandria del Bibbiena e Un ragazzo impossibile di Peter Rosenlud, per la regia di Alessandro Marinuzzi.
Nel 2000 comincia il suo percorso di scrittura con la drammaturga Renata Molinari (per l’ERT del FVG). Nel 2001 riceve il premio del pubblico Miglior spettacolo al Festival teatrale internazionale di Umago (Croazia) con Occhi lucidi, monologo da lei scritto e interpretato, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Scrive e mette in scena: Entrée, prodotto dall’ERT del FVG e dal Teatro Club di Udine; Occhi lucidi, Suite Matrimoniale e Il sentiero, ovvero un racconto all’interno per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia; Acqua con l’ARPO per la rassegna “Cogli il tuo frutto” al “Soqquadro”, Bologna; La città degli uomini che ridono e Al solito caffè per il Teatro Stabile “La Contrada”,Tra, performance sui confini e le differenze per il “Festival Internazionale Delle Arti”ad Urbino. Inoltre mette in scena Segni. 5+1 per il Teatro della Sete e Valigie di Barbara Della Polla, Coop. Bonawentura. È responsabile e partecipa a progetti teatrali nell’ambito dei Centri di Salute Mentale di Trieste, il primo porterà alla messa in scena di Il percorso, successivamente parteciperà a quello curato da Barbara Della Polla con la Cooperativa Cassiopea e il Teatro Stabile del FVG, andando in scena con Di passaggio, l’ultimo, con Unione Regionale delle Associazioni per la Salute Mentale della Regione autonoma F.V.G., porterà in scena la rivolta, performance sulla società e sulla sua trasformazione, all’interno del parco Basaglia di Gorizia.
Fa parte inoltre dello spettacolo Psicoshow, tratto da Le conferenze brasiliane di F. Basaglia con l’Impasto, compagnia diretta da Alessandro Berti e Michela Lucenti. Per il cinema ha lavorato, tra gli altri, con Bigas Luna in La forza dei desideri (1997), con Alberto Cotroneo in Ma dove vivi (1998) e Matteo Oleotto in stanza 21 (2004) Per la stagione teatrale 2004/2005 è impegnata nella tournée di “Il 68” per la regia di Serena Sinigaglia. Dal 2000 è presidente del Centro Universitario Teatrale di Trieste.
Anna ROMANO attrice e regista Nata nel 1971 a Napoli, è co-direttice artistica con Benedetta Frigerio della compagnia italiana “La Fanfare Minable” (Udine) . Dopo studi di danza classica si forma e si perfeziona in teatro con: Thierry Salmon , Mohamed Driss, Judith Malina, , Marcel lì Antunez Roca, Francois Pesenti, Materic Mladen, Gabriele Vacis, Laura Curino, Marco Martinelli, Renata Palminiello, Marinella Anaclerio, Marco Baliani, Giorgio Barberio Corsetti, Cesare Lievi, Marco Martinelli, Imke Buchholz, Al Yamanuchi (recitazione e regia), Chilla Locatos (danza contemporanea), Francesca Lattuada, Gianfranco Poddighe, Cecile Thieblemont (teatro-danza), Irène Tassembedo (danza africana), Renata Molinari (drammaturgia), Gabriella Munari, Emanuele De Checchi (canto). Debutta in teatro nel 1993 con Zingari di Raffaele Viviani per la regia di Toni Servillo, importante produzione dei Teatri Uniti di Napoli. Nel 1995, partecipa al Festival In di Avignone con Histoire du soldat di Pier Paolo Pasolini, regia di Gigi Dall’Aglio, Giorgio Barberio Corsetti e Mario Martone.
Nel 1998 partecipa all’Ecole des Maitres dove incontra Matthias Langhoff. Da allora sviluppa la duplice carriera di attrice (La resurrezione rossa e bianca di Romeo e Giulietta di Sony Labou Tansi, regia di Rita Maffei – C.S.S. di Udine; Rosa Luxembourg – progetto interdisciplinare diretto da Eleonora Rossi; La donna del banco dei pegni di Manlio Santanelli, per la regia di Benedetta Frigerio…) e di regista (I dis robàs: concerto Pasolini; Di zucchero e di neve, percorso sensoriale per l’infanzia…) Tra il 2000 e il 2002 realizza e mette in scena con Benedetta Frigerio e Stéphane Oertli il progetto europeo Ciment Cemento Zement di Heiner Muller, presentato al Festival Heiner Muller Werstatt di Berlino, al Festival Intercity di Firenze, al Teatro Berthelot di Montreuil e al Teatro Marni di Bruxelles. Con Ciment Cemento Zement inizia la ormai consolidata collaborazione tra le compagnie La Fanfare Minable e FRACTION (diretta da Stéphane Oertli, con sede a Bruxelles, Belgio). In Francia, per la Compagnia Octogone recita diretta da Maria Cristina Mastrangeli in L’ère du témoin (2001), Le garçon de la photographie (2002) e III di Philippe Malone(2004/2005).
La Fanfare Minable nasce nel 2000 dall’idea di Benedetta Frigerio e Anna Romano di un “network artistico”, dal desiderio e dalla necessità di un rapido passaggio di informazioni e iniziative attraverso Paesi, dall’urgenza di scambi di idee, sistemi, mezzi e persone. La Fanfare Minable è una compagnia pluridisciplinare: teatro, danza, musica, circo, arti plastiche e visive. Siamo una banda precaria che costituisce una rete di relazioni tra compagnie in Italia, Francia, Belgio, Germania, Svizzera e Portogallo e che si avvale cosi’ di uno staff internazionale. Alchimia di lingue, linguaggi e segni. La nostra precarietà racconta uno stato, pardon!, una condizione precisa: stare all’erta, stare in attenzione, condizione che permette un pensiero artistico fecondo, produttivo, ricerca continua di nutrimento. La nostra produzione guarda e riguarda i nostri tempi cercando uno sguardo lucido dai toni a volte delicati e paradossali . Il nostro lavoro vuole essere come una risata, forse allarmante, ma ironica e vitale.