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Cronaca
A Est nulla di nuovo
di Mimmo Carratelli (da: La Repubblica del 5 febbraio 2007)
Riscatto morale, materiale e comunale di Napoli est, terra di rogne e di chimere, di là del fumo tra i pochi alberi. Vent’anni dopo il sogno della Scandinavia partenopea (con i soldi del terremoto 1980) e a dieci dalla nascita della Società consortile Napoli orientale, il fantasma delle opere, quando tutti dicevano che a oriente fa acqua ‘a pippa, ecco l’acqua dell’Acquario annunciato ai giornali (fax vobiscum) con la firma dell’architetto valenciano Santiago Calatrava (ccà la trava e ccà ‘u sapone). Si festeggia a Palazzo San Giacomo: sciacqua Rosa ebbiva Agnese.

Sette anni fa il manager etrusco Fabiano Fabiani abbandonò la società consortile A Est Nulla Di Nuovo dopo che imprenditori canadesi, modenesi e reggiani vennero, videro e se ne andarono. Anche l’esimio Antonio Scarpetta, amministratore della Fox Bit, azienda di progettazioni, proclamandosi “ingannato dalle planimetrie del Comune” e protestando che a Napoli “troppe persone parlano e nessuno fa”, se ne andò lasciandoci alle nostre miserie e nobiltà. Il ciuffo di Montezemolo annunciò: investire a Napoli est non conviene. La variante della zona orientale è una scatola vuota, dichiararono i sindacati rompendo tutte le scatole.

Ma il magico Francesco Nerli, l’uomo del Porto accanto, assumendo il comando di Napoli Est fra le beccate di Enrico Cardillo, le scomuniche di Rocco Papa, i bargigli di Nicola Oddati (“basta chiacchiere da pollaio”) e Rosa che gli toglieva le spine, leggeva finalmente nell’Ecosfera, azienda di progetti supremi, il presente e il futuro dell’area orientale. Risvegliatosi l’entusiasmo, la riscossa di Napoli est dalle macerie materiali e progettuali fu paragonata alla resurrezione di Dresda dalle bombe, alla rinascita di Londra dalle V2 e fu segnalata ad esempio la Development Agency, poi trionfò la suggestione dei Paesi Bassi con la previsione di isole rialzate (polder) dove edificare, infine il polo high-tech scambiato malevolmente per una partita di ping-pong. Ora tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Acquario col Porto Fiorito (se son rose fioriranno) per 750 barche, e, quando verrà il tempo in cui saranno giudicati i vivi e i morti, ci saranno il Campus universitario, l’Ospedale del mare, la Cittadella della polizia, alberghi, piscina, cinema, eliporto, e la Darsena di levante nell’umiliazione dei depositi petroliferi.

Il 16 novembre 2004 Rocco Papa, vicesindaco che alla zona orientale si appassionò moltissimo, disse: “Napoli Est corre più veloce di Bagnoli”. Dopo questo orgoglio atletico, Papa è stato confinato a Bagnolifutura così imparerà a correre a ovest.
5/2/2007
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