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Sanità
Incredibile, una enoteca per regalo
di Mario Caruso
Ci sono giornalisti che collaborano con le Asl ? Ci sono medici che pagati dalle Asl vengono smistati all’assessorato della Sanità? Vi sono altre clientele? Una sola risposta: “Tirate fuori i bilanci”. 

Nelle impenetrabili trincee della cattiva politica è certo una battaglia con i mulini a vento ma è importante  trovare le armi giuste per vincere la guerra. Non può andare sempre tutto di traverso per il cittadino che  viene derubato dalle istituzioni.  Certo non è più un problema che riguarda solo i cittadini di Napoli e Campania perché è su tutti gli italiani che pesa l’inefficienza di chi governa da oltre dieci anni la più bistrattata regione del Sud, considerando la promessa di interventi  del governo amico.

Per il momento da Roma hanno inviato solo i Nas, che ritorneranno, perché due giorni sono pochi per visitare i tunnel delle sporcizie negli ospedali e per contare le carcasse di topi e altri animali.

E si verifica anche che i Nas vengano richiesti dagli stessi manager. Perchè dopo che i ministri Turco e Mussi hanno deciso di dare via libera ai lavori di ristrutturazione all’Umberto I  di Roma sono partite  “richieste di aiuto”. Anche dalla Campania? C’è qualcuno che ha dubbi?

Un periodo terribile per la sanità campana. Annunciato. I semi di cavoli non danno rose. C’è squallore anche in altri settori della vita dei napoletani, ma certo è sull’assistenza sanitaria che pesano i macigni  dell’inefficienza e dell’affarismo. Il leit motiv è  l’arroganza.

L’assessore-professore Montemarano è su tutte le  furie, agli amici giornalisti dice: “Ora basta, manager in riga”. Sono quei direttori generali, scelti con cura dal mazzo della politica, che avrebbero dovuto mettere ordine nelle spese e annullare gli sprechi, invece dopo pochi mesi li hanno triplicati.

I farmacisti continuano a scioperare, hanno bussato alla porta della ministro Turco ma non arrivano segnali confortanti. Gli ospedali sono nel caos. I privati tamponano, ma fino a quando? Gli istituti bancari cominciano a negare mutui o altre operazioni di prelievo di soldi.

I padroni-patroni della Regione stanno per comprare altri immobili nel centro di Napoli da destinare anche ad una Enoteca. E’ strabiliante.  E non ritengono di chiudere le “ambasciate” e mettere alla porta i consulenti delle “partecipate” che sono già stipendiati presso altre strutture dello Stato. Mentre è in atto la svendita dell’ex Albergo Universo in Piazza Carità.

Il fiume degli sprechi che bagna tutta la Campania ha rotto gli argini. Cinque miliardi di euro è il debito della sanità verso case di cura, ambulatori, farmacie, centri di dialisi e di riabilitazione. Il “privato” fa quel poco che serve tanto non ha nulla da temere, basta rispondere ai telefoni per superare le strutture pubbliche dove si cade dalle barelle e si  muore.

Il professore-assessore fa la voce grossa. E’coperto da gran parte della coalizione regnante. Entro il 31 marzo bisogna ripianare però i debiti maturati nel  2005. Certe volte le leggi vengono applicate, nel nostro Paese.

In quale posto di questo mondo il presidente di una società ideata da sconsiderati amministratori, a spese dei cittadini, per far soldi e distribuirli ai creditori è invitato per chiarimenti davanti ad una commissione di inchiesta della stessa Regione? Accade a Napoli. Dove il giornaliero ammazzamento è ormai un optional. E se un ragazzo ammazza un coetaneo la colpa è dei guerrieri giapponesi ospiti della tivvù di Stato. Parola di sindaca.

La situazione sanitaria è drammatica e può esplodere. Se non si concludono le indagini le banche non chiudono le pratiche per la cessione dei mutui, la Soresa non ha i soldi da dispensare, Moody’s non accetta ricatti e non crede ai giuramenti fatti dal governatore in un incontro a Via Santa Lucia.

Una sfilza di “non”. Negatività senza limite, mancanza di credibilità. Signori, canta Napoli. Ma gli  spettatori diminuiscono sempre di più. Fusse ca fusse la vorta bbona?
19/1/2007
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