Cultura
Lamberto Lambertini / nolimetangere / opere incompiute
di Redazione
“Un’opera incompiuta è un’opera aperta” (Cit. Lamberto Lambertini)

Le opere dalla serie “Noli me tangere” del regista e artista visivo Lamberto Lambertini, volutamente incompiute, saranno esposte in un nuovo tipo di spazio.

Un luogo di lavoro quotidiano, che nello specifico è uno studio legale, ma che poteva e può esse-re, con la stessa valenza, uno studio medico, notarile, un ufficio di rappresentanza: uno spazio altro.

Uno di quegli spazi di attesa e di confronto, di incontri e di conflitti. Le opere incompiute di Lambertini - promosso e rappresentato da Spazio Nea - incontrano l’arte condivisa e le sue molteplici possibilità. Per trasformare spazi chiusi in aperti e i clienti in fruitori. È l’idea alla base dell’art sharing: la condivisione. L’arte e la bellezza devono essere con-divisi e le opere devono essere vissute ed amate in molteplici contesti.

Proprio in questa occasione, sarà anticipato il progetto art sharing, un progetto più am-pio, che prende spunto dal lavoro editoriale di Roberto Colantonio edito da lemme edi-zioni, il marchio editoriale del progetto artistico culturale Spazio Nea, la galleria napole-tana che con questo progetto promuove la condivisione, la diffusione e la fruizione dell’arte contemporanea.

“Oggi, già molte cose sono in condivisione, quasi tutto - scrive Roberto Colantonio. Auto, lavori, know-how, informazioni. Ma gli scambi nell’arte contemporanea sembrano cono-scere solo la forma della compravendita. Come in un mercato azionario. Paradossale per un settore che dovrebbe per antonomasia essere all’avanguardia. Vendere non è l’unico modo che ha un’artista per trarre visibilità e guadagno dalle proprie opere. I con-tratti di art sharing propongono soluzioni alternative, già previste dall’ordinamento giuri-dico per altre forme di godimento sui beni mobili, da applicare tenendo conto della speci-ficità dell’oggetto: le opere d’arte sono beni infungibili, unici”.

L’incompiuto in sé comporta apertura.

Siamo così motivati a interrogarci di quello
che manca e di quello che c’è. Perché l’opera,
per sua stessa natura, si è costruita lungo
due linee apparentemente inconciliabili.

Una doppia visione che amplifica
le potenzialità del non-finito,
producendo ulteriore apertura.

Un circolo senza fine per tentare
di accogliere la relatività del reale.

Una doppia narrazione a due voci, l’artista
e la modella, l’uomo e la sua amata,
una trasparente e decifrabile,
l’altra insondabile e oscura.
Un circolo senza fine per tentare
di accogliere la relatività del reale.

Una doppia narrazione a due voci, l’artista
e la modella, l’uomo e la sua amata,
una trasparente e decifrabile,
l’altra insondabile e oscura.

“Gesù risorto appare alla Maddalena che cade ai suoi piedi: Maria, non toccarmi, non vo-ler toccarmi, lasciami andare, non mi trattenere, nulla potrà essere come prima, il mio viaggio è appena iniziato, non pensare di fermarmi, è vero che sono qui, in carne e ossa, ma non sono tornato per vivere nella vita, ma per vivere nella morte, non fare domande, la mia dimensione è altra dalla tua, dove le parole non servono, non piangere, mia ama-ta, credi in me per testimoniare al mondo quello che adesso vedi”.
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Lamberto Lambertini
Iscrittosi alla facoltà di Medicina si trasferisce prima a Parigi e poi a Londra. Tornato in Italia lavora al Teatro Stabile di Roma per poi diventare regista. Successivamente fonda la compagnia di teatro con Peppe e Concetta Barra, con la quale avrà molto successo e girerà il mondo. Il suo primo lungometraggio Vrindavan Film Studios viene presentato al festival di Venezia.

In occasione dell’esposizione del ciclo di opere di Lambertini e dell’anticipazione del pro-getto di art-sharing, sarà presentata e distribuita in omaggio la “Guida fiscale del colle-zionista d’arte contemporanea” di Roberto Colantonio, edita da Iemme edizioni.

Un utile vademecum per collezionisti ed aspiranti tali. “Collezionare opere d’arte in Italia conviene, anche sotto il profilo fiscale, al di là della dimensione tradizionale di investi-mento, bene rifugio, valore emozionale e riconoscimento sociale”.
20/3/2017
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