Calcio
Higuain abbatte l’Inter
di Mino Rossi
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Il Napoli batte l’Inter al San Paolo (2-1) con una doppietta di Higuain e, sorpassando proprio i nerazzurri, conquista il comando del campionato.
Un punto sull’Inter, due sulla Fiorentina, quattro sulla Roma.
L’impresa è riuscita. Ma il finale di gara è stato duro perché l’Inter, benché in dieci (44’ espulso Nagatomo al secondo “giallo”), ha invaso la metà campo del Napoli costringendo gli azzurri a ripiegare.
Nei minuti di recupero palo di Jovetic (93’ colpo di testa) e gran salvataggio di Reina deviando sul palo il colpo di Miranda (94’).
Il Napoli sembrava proprio allo stremo dopo avere condotto la gara per trequarti di partita.
L’Inter, pur colpita da Higuain per la seconda volta, tirava fuori tutto l’orgoglio e la grinta di capolista detronizzata e assaltava il Napoli dopo che Ljajic riduceva le distanze (67’).
Infernali ultimi venti minuti, Napoli incapace di ripartite, l’Inter sempre nella metà campo azzurra.
Per tutta la partita, ad eccezione del tiro-gol di Ljajic, non aveva mai impegnato Reina. Con due tiri sui legni nel finale ha sfiorato il pareggio.
Higuain, alla terza doppietta stagionale dopo quelle rifilate a Sampdoria e Lazio, ha colpito immediatamente.
Sul cross di Insigne, Callejon difendeva palla al limite dell’area milanese e la consegnava a Higuain.
Il Pipita, spalle alla porta, era straordinario nel girarsi, scrollarsi di dosso Murillo e scaraventare in rete con un tiro violento (2’).
Era il Napoli a condurre il gioco. Il 4-3-3 annunciato da Mancini era un bluff.
Medel arretrava davanti alla difesa a quattro, Perisic sosteneva il centrocampo a tre con Guarin e Brozovic, solo Ljajic fluttuava in zona offensiva, unica punta Icardi (inesistente).
Il Napoli faceva girare palla al suo solito. Con Medel arretrato, era Brozovic a sganciarsi nella marcatura di Jorginho.
Hamsik prevaleva su Guarin. Sulla sinistra continue erano le combinazioni fra Ghoulam, Hamsik e Insigne.
Il là lo dava Albiol che, senza eccessive preoccupazioni difensive (sullo spento Icardi vigilava Koulibaly), faceva da regista arretrato con appoggi e lanci.
Jorginho e Allan recuperavano palla e davano la spinta per l’attacco.
Hysaj meno presente sulla destra dove prima Ljajic e poi Perisic risultavano avversari pericolosi.
Sulla stessa fascia spingeva Nagatomo sul quale Callejon era costretto a recuperare.
Pendeva tutto a sinistra il Napoli. Su un cross di Hamsik, Callejon svirgolava il tiro al volo davanti alla porta di Handanovic (6’): mancano ancora i gol dello spagnolo in campionato. Poi Hamsik concludeva alto (9’).
L’Inter stava sulle sue “difendendo” il minimo svantaggio e andava al tiro dopo la mezz’ora (29’ Guarin fuori).
La pressione del Napoli non impegnava però Handanovic. La difesa dell’Inter reggeva.
Il disegno di Mancini era ben preciso. Controllare il predominio del Napoli e, poi, mettere la testa fuori puntando sull’esaurimento della spinta azzurra.
Ma, alla fine del primo tempo, l’Inter rimaneva in dieci: secondo “giallo” a Nagatomo che interrompeva fallosamente una ripartenza di Allan ed espulsione del difensore giapponese.
Nel secondo tempo, l’Inter badava a rimanere compatta (4-4-1) sperando di rimediare alla sconfitta con qualche guizzo dei suoi solisti (Ljajic su tutti).
Mancini rinunciava ad Icardi per un difensore in più (46’ Telles). Il Napoli concedeva poco e niente andando al raddoppio.
Un colpo di testa di Albiol nella metà campo interista lanciava Higuain fra Miranda e Murillo.
L’argentino era fenomenale per velocità e forza fisica. Si trascinava i due difensori che non riuscivano a togliergli la palla e, giunto in area, scaraventava in gol il pallone del raddoppio con grande potenza (63’).
Strepitoso il Pipita. Per la sesta volta in questo campionato decideva da solo la partita e sono dieci i gol al San Paolo in sette partite interne. In pratica, ha segnato in ogni gara a Fuorigrotta.
Se il Napoli balza al comando del campionato, Higuain balza in testa alla classifica dei cannonieri con 12 reti, due più del sampdoriano Eder, tre più di Kalinic (Fiorentina).
La partita sembrava totalmente in pugno al Napoli quando veniva fuori l’orgoglio dell’Inter che Mancini ritoccava per riacciuffare il match.
Dentro Biabiany per Guarin (62’) potenziando l’attacco.
Su un rimpallo favorevole, Ljajic infilava Reina (67’). La gara si infiammava perché l’Inter aveva più benzina e il Napoli si abbassava pericolosamente.
L’imbattibilità di Reina è finita dopo 534 minuti, comunque record nei campionati europei strappato al connazionale David de Gea del Manchester United (500 minuti).
Il gol galvanizzava l’Inter. Sarri era costretto a sostituire i giocatori più provati (70’ El Kaddouri per Insigne, 79’ David Lopez per Hamsik).
L’Inter si riversava tutta nella metà campo napoletana. Scattava l’allarme per Reina che non aveva dovuto compiere alcuna parata di rilievo.
Mancini giocava l’ultima carta vedendo il Napoli in difficoltà: dentro Jovetic per Perisic (83’).
Nei quattro minuti di recupero, il Napoli vacillava. Ljajic, Telles, Brozovic, D’Ambrosio trascinavano l’Inter all’attacco.
Il pareggio sfuggiva ai nerazzurri. Colpo di testa di Jovetic e palo (93’). Prodezza di Reina che deviava sul palo la conclusione di Miranda (94’).
L’Inter, in dieci per un tempo, è stata degna del primato prima di cederlo al Napoli.
Il Napoli è stato magnifico giocando di fioretto fino ai due gol e di spada nel finale per difendere la vittoria.
Il San Paolo è una fortezza. Il Napoli vi ha conquistato 19 punti sui 31 totali.
Sarri incassa il diciottesimo risultato utile (13 in campionato, 5 in Europa League).
In campionato, il Napoli non perde da tredici partite (9 vittorie, 4 pareggi).
Per l’Inter è arrivata la seconda sconfitta. Negli scontri dell’alta classifica, prima del Napoli, aveva ceduto clamorosamente alla Fiorentina a San Siro (1-4), però aveva battuto la Roma sempre a San Siro (1-0).
Il Napoli sogna. È tornato in testa come ai tempi di Maradona. La sfida-scudetto è lanciata.
Ha arbitrato Orsato che aveva diretto al San Paolo anche la sfida con la Juventus conclusasi con lo stesso punteggio (2-1).
NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik (79’ David Lopez); Callejon (87’ Maggio), Higuain, Insigne (70’ El Kaddouri).
INTER (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Nagatomo (44’ espulso, secondo giallo); Guarin (62’ Biabiabny), Medel, Brozovic; Perisic (83’ Jovetic), Icardi (46’ Telles), Ljajic.
ARBITRO: Orsato (Schio).
RETI: 2’ e 63’ Higuain, 67’ Ljajic.
SERIE A – 14ª GIORNATA
Torino-Bologna 2-0, Milan-Sampdoria 4-1, Chievo-Udinese 2-3, Frosinone-Verona 3-2, Genoa-Carpi 1-2, Roma-Atalanta 0-2, Empoli-Lazio 1-0, Palermo-Juventus 0-3, Sassuolo-Fiorentina 1-1, Napoli-Inter 2-1.
CLASSIFICA
Napoli 31; Inter 30; Fiorentina 29; Roma 27; Juventus 24; Milan e Sassuolo 23; Atalanta e Torino 21; Lazio 19; Empoli e Udinese 18; Chievo, Sampdoria, Genoa 16; Palermo 15; Frosinone 14; Bologna 13; Carpi 9; Verona 6.
PROSSIMO TURNOVenerdì 4 dicembre: Lazio-Juventus.
Sabato 5: Torino-Roma, Inter-Genoa.
Domenica 6: Bologna-Napoli (12,30), Atalanta-Palermo, Fiorentina-Udinese, Frosinone-Chievo, Verona-Empoli, Sampdoria-Sassuolo, Carpi-Milan.