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Un Napoletano al Giro – al Passo Furcia
Il Diario di Raffaele Illiano
di Andrea Genovese
Tempo da lupi, ragazzi. Altro che Plan de Corones, altro che sterrato di cinque chilometri al 20%. Ieri c’era proprio da starsene a casa. Per fortuna, ci hanno risparmiato quello strazio finale e la salita del passo delle erbe. Freddo, pioggia, forse anche neve. Almeno, così ci hanno detto, dalla televisione, mentre eravamo in gruppo. A quanto pare, sarebbe stato un massacro.

La salita finale, certo, la aspettavano un po’ tutti. E’ la classica trovata acchiappa-audience. L’anno scorso, mentre transitavamo sul Colle delle Finestre, ci misero anche il bianco e nero. Personalmente, non condivido queste scelte dell’organizzazione. Che senso ha portare il Giro in posti dove è complicatissimo arrivare per gli spettatori, per la carovana, per le ammiraglie? Che senso ha far passare corridori già stremati da migliaia di chilometri di fatica su autentiche mulattiere? E soprattutto, non sarebbe meglio che il Giro raggiungesse tutti gli angoli della penisola, per essere davvero una manifestazione nazionale? Non c’è una risposta a tutto questo. Si parla del ciclismo che fu, dei tempi eroici. Ma forse non ci si rende conto che i tempi sono cambiati; che il Giro muove non solo centottanta uomini in bici, ma una vera e propria città ambulante. Ci sarebbe bisogno di tener conto anche di ciò.

Oggi ho provato la sensazione di essere davanti a tutti per un po’; da solo, a quattordici dall’arrivo. Calmi, non ho mica pensato di potermi giocare la vittoria di tappa. E’ che quei punti del premio “Gazzetta 110” mi facevano davvero gola. Ora sono secondo in questa speciale graduatoria, una sorta di riedizione dell’Intergiro; non più a tempi, ma a punti; e, soprattutto, senza maglia. Ma può essere comunque un obiettivo per chiudere in bellezza questo Giro. Dopo lo scatto, ovviamente mi sono lasciato sfilare. I grandi, o meglio, Ivan Basso, ormai padrone incontrastato di questo giro, hanno preso la corsa in mano. Peccato per Belli, che ha perso due posizioni. Ora è sesto, il podio si allontana. Vince Piepoli, Basso controlla. Tutto come da pronostico. Savoldelli perde ancora, Simoni ora è terzo.

Domani si arriva in Friuli. E’ tutt’altro che una tappa di trasferimento, e la fuga buona potrebbe scapparci. A presto, caro Diario.
25/5/2006
  
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