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Un Napoletano al Giro - la Crono di Pontedera
Il Diario di Raffaele Illiano
di Andrea Genovese
Una sgambatura, nulla di più. Una cinquantina di chilometri di relax totale, prima di immergermi in una giornata di "quasi" riposo.

Questo è stata, per me, la cronometro di Pontedera. L'ideale per rimettere a posto gli acciacchi di questa prima fase di Giro d'Italia.

Il distacco, manco l'ho guardato. Ormai la classifica, per me, non ha più nessuna valenza. Non che l'abbia mai avuta, chiaro. Ma guardare certi numeri, numeri che mettono la pelle d'oca, può essere soltanto controproducente. Da Kaiser Jan, splendido vincitore, ho beccato 9', pare. Per il resto, straordinario Basso (che ha corso quando già soffiava un fastidioso vento contrario); si è difeso bene Paolo Savoldelli; Simoni secondo le attese. Male, invece, Cunego e Di Luca.

Tutti continuano a dire che il Giro è già finito. Io insisto: basta una giornata di crisi, come quella dell'anno scorso, e anche Basso può saltare. Non fraintendetemi. Non intendo mica portargli sfiga. Ma spesso, chi commenta, chi è addetto ai titoloni, si dimentica che noi, per ore e ore su di un sellino, siamo uomini. Non macchine. E quindi, una giornata di malessere fisico, una banale influenza, può capitare a chiunque e stroncare speranze. Tanto più che il Giro, quello vero, ancora non è iniziato. Domani, da Livorno a Sestri Levante. Tappa per velocisti, si dice in giro. Ci credo poco. Ci sono strappi a ripetizione; alcuni sono delle vere e proprie salite, di media lunghezza, con belle pendenze; finale con discesa tecnica. L'ideale per un'azione a lunga gittata. Spero di svegliarmi con le giuste energie: il giorno potrebbe essere quello buono per azzeccare la fuga giusta. Potrebbero esserci anche validi compagni, provenienti da squadre prestigiose: Bettini, uno tra i tanti delusi, sinora, potrebbe provarci. Mi basterebbe accodarmi, per poi giocare le mie carte.
18/5/2006
  
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